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FRANCIA
21.04.17 - 06:300
Aggiornamento : 11:41

Champs Elysées, il presunto complice si presenta in polizia

Fermate nella notte tre persone ritenute vicine all'assalitore

PARIGI - Il terrore è tornato su terra francese e questa volta ha colpito agli Champs Elysées, a pochissimi giorni dalle presidenziali.

Un uomo è sceso da un'Audi 80 grigia, si è avvicinato ad un furgone parcheggiato con alcuni poliziotti all'interno - agenti della stradale e della municipale - e ha fatto fuoco con un kalashnikov. Un agente è stato ucciso sul colpo, altri due feriti, una passante - una turista straniera - colpita da schegge. L'assalitore si è dato alla fuga, a piedi, abbandonando l'auto. Dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti, che stavano pattugliando la strada. Secondo l'agenzia Amaq, legata all'ISIS, l'attacco è stato compiuto da "combattenti" dello Stato Islamico tra cui Abu Yusuf al Beljiki, ovvero "il belga".

L'attentato ha avuto luogo nei pressi dell'ennesimo simbolo occidentale, questa volta i grandi magazzini "Marks & Spencer".

Il presunto complice - Nella mattina di venerdì il presunto complice dell'attentatore, nei cui confronti le autorità francesi avevano diramato un avviso di ricerca dopo una segnalazione giunta dal Belgio, si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa. Lo si apprende dal portavoce del ministero degli Interni a Parigi. Sempre in mattinata tre persone ritenute vicine all'assalitore ucciso dopo la sparatoria sugli Champs-Elysées sono state fermate e interrogate dai servizi antiterrorismo. Si trovavano nelle abitazioni perquisite durante la notte dalla polizia.

Aveva già colpito nel 2001 - L'assalitore pare non fosse nuovo a questo tipo di attacchi. Nel 2001 aveva aperto il fuoco su un agente, ferendolo gravemente. Almeno stando a fonti giudiziarie citate da BFM-TV. Si chiamava Karim Cheurfi e, all'epoca, era stato condannato a diversi anni di carcere e schedato con la lettera S che indica gli individui radicalizzati a rischio. L'uomo era nato 39 anni fa a Livry-Gargan, in Seine-Saint-Denis, la banlieue nord di Parigi.

Secondo Pierre Henry Brandet, portavoce del ministero dell'Interno, «ci sarebbe solo un aggressore», spiega basandosi sulle testimonianze, anche se non esclude la presenza di complici.

Prove della radicalizzazione dell'attentatore in casa della madre - «Elementi della radicalizzazione» di Karim Cheurfi, «tra cui un libretto salafita», sono stati ritrovati dagli inquirenti in casa di sua madre a Chelles. A scriverlo è Le Parisien.

«Nessun legame con il Belgio» - «Non c'è al momento nessun legame» tra l'attacco a Parigi e il Belgio. Lo ha affermato la Procura federale belga, secondo quanto riporta la tv pubblica fiamminga Vrt. L'uomo presentatosi spontaneamente al commissariato ad Anversa, che ha un alibi e che nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi, è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti, ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato, riferisce la Procura.

Attacco durante l'ultimo dibattito elettorale - Intanto, sul canale pubblico France 2 andava in onda l'ultimo dibattito elettorale, a tre giorni dalle urne. Per 40 minuti, i candidati si sono succeduti nello studio, ma di attentato a Parigi non si è mai parlato. Emmanuel Macron è stato il primo ad esprimere il cordoglio e il dolore per il poliziotto ucciso, Marine Le Pen è indicata da molti come la candidata che più potrebbe trarre vantaggio dall'attentato.

All'Eliseo, il primo ministro Bernard Cazeneuve ha raggiunto pochi minuti dopo i fatti il presidente François Hollande, che in serata ha confermato come la pista terroristica sia quella che stanno seguendo le autorità. Stamattina alle 8, come previsto, è cominciato all'Eliseo un Consiglio di difesa convocato d'urgenza ieri sera dal presidente Hollande, al quale partecipano anche i ministri dell'Interno, della Giustizia, della Difesa e degli Esteri. Tra gli altri, sono presenti inoltre i capi dei servizi di sicurezza, dell'intelligence e delle forze armate.

Anche Le Pen e Fillon hanno annullato gli ultimi comizi previsti per domani, confermati invece da Macron, Mélenchon e Hamon.

«Una vita falciata dall'odio» - «Questa sera un terrorista accecato dall'odio e dalla morte ha falciato la vita di un poliziotto e ferito due dei suoi colleghi»: è il messaggio della sindaca di Parigi Anne Hidalgo, scritto sul suo account twitter.

Flop dell'app antiterrorismo - Era stata annunciata in occasione degli Europei di calcio come ulteriore strumento per affrontare l'emergenza terrorismo e invece, a quanto sembra, ha fallito. Si tratta dell'applicazione per smartphone 'Saip' che, secondo quanto riporta il sito di Le Figaro, non avrebbe avvertito gli utenti dell'attacco in corso sugli Champs-Elysées.

Un avvertimento lanciato invece su Twitter dalla prefettura di Parigi. L'applicazione promossa dal governo di François Hollande aveva fatto flop anche durante l'attentato di Nizza lo scorso 14 luglio.

Via i cordoni - Nel frattempo è ripreso stamattina il traffico sugli Champs Elysées. Le foto pubblicate sui media online mostrano il consueto movimento di auto e di camion per le consegne. Sono stati tolti anche i cordoni che delimitavano l'area della sparatoria.

Il commento di Trump - Intanto, dagli Stati Uniti, il presidente Donald Trump non esita a lanciare un messaggio di cordoglio: «Un fatto terribile. Dobbiamo essere forti e vigili».

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