STATI UNITI
12.06.16 - 16:320
Aggiornamento : 18:36

Strage al club gay, i morti sono 50

Secondo il padre del killer il movente è l'omofobia, ma si indaga sui legami del 29enne con il radicalismo islamico

ORLANDO - La polizia di Orlando ha rivisto drammaticamente al rialzo il bilancio della strage in un locale gay di Orlando, il Pulse. Sarebbero 50 le persone uccise, ha dichiarato il sindaco di Orlando che ha dichiarato lo stato di emergenza, così come il governatore della Florida. I feriti sono 53. Si tratta, è stato detto nel corso di una conferenza stampa, della peggiore strage di massa nella storia Usa.

Ci sono ancora vari feriti in gravi condizioni ricoverati in ospedale e sotto intervento chirurgico in queste ore: lo rendono noto le autorità sanitarie locali, che hanno mobilitato tutto il personale. L'amministrazione cittadina ha istituito un numero di emergenza per fornire informazioni alle famiglie delle persone che si trovavano nel locale.

Agenti dell'Fbi e della polizia locale hanno circondato quella che ritengono essere la casa del killer di Orlando a Fort Pierce, nella Contea di St. Lucie, a sud di Orlando. Lo ha detto il portavoce della polizia, Ed Cunningham, citato dal sito TcPalm che pubblica un video dell'abitazione che risulta registrata a nome dell'autore della strage al club gay.

Un'operazione dell'Fbi e della polizia locale è in corso anche in un'altra casa a Port St. Lucie, nella stessa contea a sud di Orlando, aggiunge TcPalm.

Chi è il killer - Secondo alcune fonti citate dalla Cbs, il killer del locale gay di Orlando era un cittadino americano nato da genitori afghani. Omar Mateen, classe 1986, era nato a Port St.Lucie in Florida. Lavorava come guardia privata per la sicurezza, era stato sposato e aveva un figlio di tre anni. Lo riferiscono diversi media americani. Il giovane viveva a Fort Pierce, il capoluogo della contea di St. Lucie, in Florida. Secondo quanto riferisce il Daily Beast, l'uomo era nato a New York e la donna con la quale è stato sposato per un breve periodo era del New Jersey.

Il killer della strage nel gay club di Orlando, era noto all'Fbi ed era una delle cento persone sospettate di essere simpatizzanti dell'Isis sul radar dell'Fbi in Orlando. È quanto affermano fonti della polizia alla Cnn. Il Daily Beast riferisce che il giovane 29enne divenne 'persona di interesse' nel 2013 e poi nuovamente nel 2014. Ad un certo punto, l'Fbi aprì anche un'indagine su di lui, ma poi chiuse la pratica quando non comparve nulla che suggerisse il proseguimento delle indagini.

L'uomo era armato con una pistola e un fucile d'assalto AR-15, ed è morto in seguito al conflitto a fuoco con i reparti speciali della polizia. Almeno 30 persone sono state soccorse dagli uomini della SWAT e portati vivi fuori dal Pulse. L'AR-15 è lo stesso tipo di fucile usato dal killer Adam Lanza, autore della strage nel dicembre 2012 alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown, nel Connecticut, con 26 morti, e dai terroristi dell'attentato nel dicembre 2015 a San Bernardino, in California, dove morirono 14 persone. Lo ha detto il capo della Polizia di Orlando, John Mina.

Movente terroristico non certo - Tutte le ipotesi sono attualmente prese in considerazione. Non è ancora stato accertato se la sparatoria al club gay di Orlando è un crimine di odio o un atto terroristico: lo ha detto l'Fbi.

Il padre di Mateen avrebbe dichiarato, secondo vari media internazionali, che il figlio si sarebbe infuriato dopo aver visto - alcuni mesi fa - due uomini che si baciavano. Se questa affermazione rilasciata alla Nbc fosse confermata perderebbe forza la tesi dell'attacco terroristico e acquisterebbe vigore la pista omofoba. «Non ha niente a che fare con la religione» ha dichiarato l'uomo, che ha chiesto scusa a nome della sua famiglia. «Non eravamo a conoscenza di ciò che stava pianificando. Siamo sotto choc come l'intera nazione».

Rafforzata la sicurezza al festival gay - Dopo la strage di Orlando, sono state rafforzate le misure di sicurezza per il Gay Pride festival in programma oggi a Washington. Lo ha annunciato il sindaco della capitale Usa.

Trump e Clinton costernati - Immediata la reazione dei candidati alla Casa Bianca alla strage di Orlando. «Mi sono svegliata con la devastante notizia della Florida. In attesa di ulteriori informazioni, i miei pensieri vanno alle persone colpite da questo orribile atto», ha scritto Hillary Clinton su Twitter. Anche il repubblicano Donald Trump ha usato Twitter: «Sparatoria davvero terribile. La polizia sta indagando su possibile terrorismo. Molte persone uccise e ferite».

È intervenuto pure il senatore democratico Bernie Sanders, che ha definito la sparatoria «orribile», «inimmaginabile», e ha espresso la speranza che i feriti possano guarire in fretta.

Il mondo condanna la strage - Messaggi di cordoglio e solidarietà con i parenti delle vittime giungono da tutto il mondo. Il presidente francese François Hollande condanna «con orrore» la strage in Florida di questa notte. Lo comunica una nota sul sito dell'Eliseo, aggiungendo che Hollande esprime «il pieno sostegno della Francia e dei francesi alle autorità e al popolo americano in questa prova».

I jihadisti celebrano sul web - I jihadisti stanno celebrando sul web la sparatoria di Orlando come «il miglior regalo per il Ramadan». Lo twitta Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete. I jihadisti, riferisce il Site, lodano il killer: «Possa Allah accogliere l'eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso». Tuttavia, riferisce la stessa Katz, non ci sono al momento rivendicazioni della strage.

Obama parlerà alla nazione - Il presidente americano, Barack Obama, parlerà alla nazione in diretta tv alle 13.30 ora di Washington (le 19.30 in Svizzera) dopo la strage di Orlando.

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