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REGNO UNITO
02.11.21 - 08:430
Aggiornamento : 14:43

Raggiunto un accordo da 19 miliardi: stop alla deforestazione entro il 2030

Dovrebbe essere firmato oggi. Tra i leader che aderiranno alla Dichiarazione ci sono anche Bolsonaro e Biden

GLASGOW - Nel 2020 mancavano all'appello 12 milioni di ettari di alberi. Una superficie grande cinque volte la Svizzera. La deforestazione è legata all'espansione urbana e soprattutto all'estensione dei campi agricoli. Ora al Cop26 è stato raggiunto un accordo che fermerà questa pratica entro il 2030.

Deforestare vuol dire tagliare più alberi di quanti ne ricrescano. Comporta rischi come una diminuzione nella produzione di ossigeno da parte delle foreste e la scomparsa di biodiversità, e rappresenta un quarto delle emissioni di gas serra. Per questo ieri è stato raggiunto un accordo da 19,2 miliardi di dollari, che verranno investiti per fermare la deforestazione entro il 2030 e riparare il danno che è stato causato negli ultimi 30 anni, con una perdita di 240 milioni di ettari, stando ai dati del Wwf.

L'accordo dovrebbe essere firmato oggi e tra i leader che si impegneranno nella Dichiarazione di Glasgow sulle foreste e sul territorio ci sono anche i capi di Stato di Cina, Brasile e Stati Uniti: Xi Jimping, Jair Bolsonaro e Joe Biden. Le aree prese in considerazione nell'accordo vanno dalla taiga siberiana alla seconda foresta pluviale più grande al mondo che si trova nel bacino del Congo.

Come riporta il Guardian il pacchetto d'investimento include 5,3 miliardi di sterline per nuovi finanziamenti privati e 8,75 per quelli pubblici, al fine di ripristinare i terreni degradati, sostenere le comunità indigene, proteggere le foreste e mitigare i danni causati dagli incendi. Ma gli ambientalista storcono già il naso perché, come ha dichiarato Mina Setra, un'attivista per i diritti indigeni del Borneo, «una dichiarazione non basta. Servono prove, non solo parole». E per un altro attivista brasiliano, Carlos Rittls della Rainforest Foundation Norway, molti dettagli non sono chiari: «I grandi assegni non salveranno le foreste se i soldi non vanno nelle mani giuste».

Inoltre ecologisti ed esperti di governance hanno sottolineato come accordi di questo tipo erano già stati raggiunti in precedenza, ma che non avevano portato a risultati concreti. E resta il fatto che due scienziati su tre sono scettici su quanto i governi possono essere in grado di rallentare il ritmo del riscaldamento globale.

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