Keystone
FILIPPINE
09.10.21 - 20:350

«Facebook mina la democrazia»

La bordata della vincitrice del Nobel per la Pace Maria Ressa: «Gli algoritmi danno la priorità alle fake-news».

La giornalista filippina nel suo Paese è oggetto di dure campagne d'odio sui social da parte dei sostenitori del presidente Rodrigo Duterte.

MANILA - Facebook è «contro i fatti» e non è in grado d'impedire la diffusione della disinformazione. Dopo una settimana nera per i clamorosi black-out che hanno coinvolto anche le altre sue piattaforme Instagram e WhatsApp e le denunce dell'ex impiegata Frances Haugen di mettere il profitto davanti all'impegno contro i discorsi d'odio e la disinformazione, il social network finisce ora nel mirino della giornalista filippina Maria Ressa, fresca vincitrice del Nobel per la Pace come paladina della libertà d'espressione, insieme al collega russo Dmitry Muratov.

In un'intervista rilanciata dal Guardian, la reporter ha denunciato che gli algoritmi di Facebook «danno priorità alla diffusione di bugie intrecciate con rabbia e odio rispetto ai fatti». E sebbene sia diventato il più grande distributore di notizie al mondo, è l'accusa della cronista, «è prevenuto contro i fatti, è prevenuto contro il giornalismo. Se non hai fatti, non puoi avere verità, non puoi avere fiducia. Se non hai nessuno di questi, non hai una democrazia».

Secondo la co-fondatrice del sito Rappler, questo mancato contrasto alle fake news da parte del social, utilizzato da oltre tre miliardi di persone nel mondo, minaccia la tenuta delle nostre società. «Oltre a questo, se non hai i fatti, non hai una realtà condivisa, quindi non puoi risolvere i problemi esistenziali come il clima e il coronavirus», ha detto Ressa, che nel suo Paese è stata oggetto di dure campagne d'odio sui social da parte dei sostenitori del presidente Rodrigo Duterte, di cui ha più volte denunciato i punti oscuri della lotta al narcotraffico e l'uso massiccio d'internet come «arma» contro gli avversari politici.

E proprio in vista della successione del presidente filippino nel voto del maggio prossimo - visto che secondo la Costituzione non può ricandidarsi -, la Nobel prevede una campagna che «sarà una battaglia per i fatti». In vista di questo appuntamento elettorale, promette quindi la reporter, «continueremo ad assicurarci che il nostro pubblico veda i fatti, e che li capisca. Non ci faremo attaccare o intimidire, riducendoci al silenzio».

«Crediamo nella libertà di stampa e sosteniamo i media e i giornalisti nel mondo che continuano il loro importante lavoro», ha commentato Facebook, respingendo le accuse. Ma per l'immagine del gigante del web, la bocciatura della Nobel per la Pace rappresenta un nuovo duro colpo.

Commenti
 
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Peter Parker 1 mese fa su tio
Un colpo alla volta e FB si ridimensionerà. Fake News non diminuiranno, ma speriamo almeno che non vadano solo in una direzione (non credo ci sia bisogno di dire di quale linea di pensiero politico siano FB, Twitter & co.).
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