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REGNO UNITO
29.09.21 - 18:000

Ci sono ancora code ai distributori, ma «la situazione si sta stabilizzando» secondo il governo

Ma diverse associazioni non sono dello stesso parere: «Anche l'intervento dell'esercito non cambierà nulla»

LONDRA - «Penso che nei prossimi due giorni la gente vedrà alcuni soldati alla guida della flotta di camion cisterna». È quanto ha dichiarato il segretario britannico per gli Affari economici, l'energia e la strategia industriale Kwasi Kwarteng. L'ipotesi di contenere l'emergenza degli approvvigionamenti grazie all'esercito diventerà concreta entro il weekend. «Gli ultimi giorni sono stati difficili. Abbiamo visto grandi code ma penso che la situazione si stia stabilizzando» afferma l'esponente del governo Johnson. 

«Non farà una grande differenza» - Non tutti sono favorevoli a questa soluzione: James Spencer di Portland Fuel non pensa che «l'esercito farà una grande differenza» se davvero saranno solo 150 gli effettivi e che, anzi, vedere dei soldati al volante dei veicoli potrebbe «generare più panico». Anche il segretario generale dell'associazione dei tassisti ritiene che il governo sia troppo ottimista: «Non sta andando meglio e le code alle stazioni, se ne trovate una aperta, non stanno migliorando». Martedì più di un quarto dei tassisti non ha potuto lavorare, non avendo potuto fare rifornimento.

Perché mancano i conducenti? - La crisi legata al carburante è solamente l'ultimo capitolo del problema degli approvvigionamenti che sta colpendo in queste settimane il Regno Unito. Tutto nasce dalla carenza stimata di oltre 100mila conducenti di mezzi pesanti - che è all'origine anche degli scaffali vuoti nei supermercati e la mancanza di materie prime nei fast food. Le raffinerie stanno lavorando a pieno regime, assicurano gli addetti del settore, ma è impossibile trasportare il carburante dagli impianti alle varie stazioni di rifornimento. Trovare autisti non è per niente semplice, nonostante le deroghe speciali concesse dal governo Johnson rispetto ai requisiti di sicurezza per guidare le autocisterne.

La penuria di conducenti è dovuta a una serie di fenomeni. Si comincia dalla Brexit, dopo la quale un gran numero di lavoratori europei è tornato in patria - specialmente nel settore dei trasporti, a causa dell'aggravio di burocrazia alle frontiere che avrebbe eroso il margine di guadagno. Altri autisti se ne sono andati dopo che è scoppiata la pandemia di coronavirus. Se poi si aggiunge l'impossibilità di sostituire i camionisti pensionati con nuove leve (a causa degli enormi ritardi nel rilascio delle licenze di condurre, sempre a causa Covid), ecco che il quadro è completo.

L'origine della crisi - La crisi della benzina è iniziata alla fine della scorsa settimana, quando la compagnia petrolifera BP ha avvisato di essere costretta a chiudere temporaneamente alcune stazioni di servizio. Ciò ha generato un'ondata di panico tra la popolazione, con una vera e propria corsa a fare il pieno. Da giorni si vedono lunghe code davanti ai pochi distributori aperti e cartelli appesi su quelli che, desolatamente vuoti, sono rimasti a secco. Le più colpite sono le aree urbane del Regno Unito con l'eccezione dell'Irlanda del Nord.

Il «punto di equilibrio» nel fine settimana? - La Petrol Retailers Association (PRA), l'associazione di categoria dei rivenditori di carburante afferma di aver percepito i «primi segni» dell'allentamento della pressione alle stazioni di rifornimento. Martedì pomeriggio il 37% dei distributori aveva finito il diesel e la benzina - contro il 66% di domenica. «Potenzialmente, potremmo raggiungere un punto di equilibrio tra domanda e offerta verso questo fine settimana» ha dichiarato il presidente Brian Madderson.

Ma fonti del settore hanno dichiarato a vari media che le difficoltà potrebbero «continuare per settimane», stimando il tempo necessario per rifornire ogni stazione attualmente a secco. L'unica certezza è che la benzina non è destinata a finire nel Regno Unito: solo che è difficile trovarla in questo momento.

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