Imago
MONDO
27.09.21 - 06:000

I bambini di oggi vivranno eventi meteo «fino a 7 volte più forti»

Ci saranno più inondazioni, più siccità, più ondate di calore. È l'avvertimento di uno studio internazionale

Per gli autori, è quindi fondamentale «ridurre in modo drastico» le emissioni, per ridurre l'impatto sulle nuove generazioni

BRUXELLES - I bambini di oggi dovranno affrontare in futuro eventi climatici estremi molto più intensi rispetto a quelli attuali, soprattutto nei paesi più poveri. Con le attuali politiche climatiche, i neonati di tutto il mondo sperimenteranno in media ondate di calore sette volte più torride durante la loro vita rispetto ai loro nonni, il doppio degli incendi rispetto alle persone nate 60 anni fa, 2,6 volte più siccità, 2,8 volte il numero di inondazioni dei fiumi, e quasi il triplo di raccolti mancati. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato su "Science".

Quest'analisi è la prima del suo genere, che collega scienza del clima e demografia e quantifica l'esposizione nel corso della vita agli eventi meteo estremi. Per svilupparla i ricercatori della Vrije Universiteit Brussel hanno preso una raccolta di proiezioni dell'impatto climatico multi-modello dal progetto Isimip (Inter-Sectoral Impact Model Intercomparison Project) basato sul lavoro di dozzine di gruppi di ricerca in tutto il mondo.

Gli scienziati hanno calcolato l'esposizione nel corso della vita per ogni generazione nata tra il 1960 e il 2020, per ogni paese del mondo e per ogni scenario di riscaldamento globale tra 1 e 3,5 gradi di aumento secondo gli attuali impegni di riduzione di emissioni di gas a effetto serra da parte dei governi rispetto al periodo preindustriale. Impegni che saranno al centro del prossimo vertice mondiale sul clima Cop26 a Glasgow in novembre.

Paesi a basso reddito più colpiti
Con +3 gradi di riscaldamento globale, un bambino che ha 6 anni nel 2020 sperimenterà il doppio di incendi e cicloni tropicali, 3 volte più inondazioni fluviali, 4 volte più mancati raccolti, 5 volte più siccità e 36 volte più ondate di calore rispetto a una persona che vive in condizioni climatiche preindustriali. In uno scenario di riscaldamento di 3,5 gradi, i bambini nati nel 2020 sperimenteranno 44 volte più ondate di calore.

A pagare di più saranno le giovani generazioni nei paesi a basso reddito, sottolinea lo studio accompagnato da un rapporto curato dall'organizzazione non governativa Save The Children: mentre 53 milioni di bambini nati in Europa e in Asia centrale dal 2016 sperimenteranno circa quattro volte più eventi estremi secondo gli impegni climatici attuali, 172 milioni di bambini della stessa età nell'Africa sub-sahariana affronteranno un aumento di quasi sei volte nell'esposizione a eventi estremi nel corso della vita, e persino 50 volte più ondate di calore, aggiungono gli scienziati.

«Drastiche riduzioni necessarie»
«I nostri risultati evidenziano una grave minaccia per la sicurezza delle giovani generazioni e richiedono drastiche riduzioni delle emissioni per salvaguardare il loro futuro», afferma l'autore principale dello studio, il climatologo Wim Thiery della Vrije Universiteit Brussel avvertendo che i loro calcoli potrebbero sottovalutare gli aumenti effettivi.

Per quanto riguarda la siccità, le ondate di calore, lo straripamento dei fiumi e i mancati raccolti, oggi le persone con meno di 40 anni vivranno quella che i ricercatori chiamano «una vita senza precedenti». Tuttavia, questo rischio climatico «dei nostri figli si può ridurre se limitiamo il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi eliminando gradualmente l'uso di combustibili fossili», afferma Katja Frieler che coordina l'Isimip ed è uno dei principali scienziati del Potsdam Institute for Climate Impact Research e coautore dello studio.

Con +1,5 gradi di aumento della temperatura media globale, «ridurremo la potenziale esposizione dei giovani a eventi estremi in media del 24% a livello globale; per il Nord America del 26%, per Europa e Asia centrale del 28% e in Medio Oriente e Nord Africa anche del 39%» rileva la Frieler.

In uno scenario di politiche climatiche insufficienti, spiega il Potsdam Institute for Climate Impact Research, «ondate di caldo pericolose che colpiscono oggi il 15% della superficie terrestre globale potrebbero aumentare fino al 46%, quindi triplicare entro la fine del secolo. Tuttavia, limitare il riscaldamento a 1,5 gradi, che è l'ambizione dell'accordo sul clima di Parigi firmato da quasi tutti i paesi del mondo, ridurrebbe la superficie interessata al 22%».

«I nostri risultati sottolineano l'assoluta importanza dell'Accordo di Parigi per proteggere le giovani generazioni in tutto il mondo», conclude Thiery.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
vulpus 4 sett fa su tio
La terra è un pianeta vivo ed è conseguenza logica che ci siano dei cambiamenti ai quali l'uomo non potrà mai e poi mai modificare. Se questo studio fosse stato serio , avrebbe dovuto prendere in considerazione anche quello che hanno passato i popoli al tempo delle glaciazioni e dei grandi cambiamenti avvenuti nei tempi. Smettiamola con questo catastrofismo inutile e distruttivo: tutti ragliano ma non c'è nessuno che sappia proporre delle misure che possano effettivamente influire sull'evoluzione del clima. Son tutte strategie dal gioco del monopoli: imporre tasse e balzelli, obbligare a costruire con misure di costruzione assurde, che non fanno che portare soldi a chi costruisce , ma niente al clima. Si vuole veramente fare qualcosa? Abbiamo il coraggio di tirare il freno a mano e fare retrocessione al sistema di vita di 50 anni fa? Si? Ebbene allora avremo dei miglioramenti. Per il resto solo fanfaluche.
skypuma 4 sett fa su tio
Fin quando non si deciderà, a livello mondiale, una forte riduzione demografica, ogni altra soluzione da sola non servirà a nulla!
Tato50 4 sett fa su tio
I paesi "ricchi" aiutino quelli in miseria, ma non solo mandando soldi perché se li pappa un qualche Presidente, ma andando direttamente sul posto e seguire quello che fanno con i soldi che gli arrivano !!
Moga 4 sett fa su tio
È dagli anni '70 che la menano con i cambiamenti climatici che ci uccideranno tutti ma intanto siamo diventati 8 miliardi
Dalu 1 mese fa su tio
Ma gli 11 che hanno messo la faccina che ride? Che bella società siamo diventati, ce ne freghiamo del futuro dei nostri figli a favore di una vita spensierata oggi… complimenti!
Mattiatr 1 mese fa su tio
@Dalu Immagino che faccia ridere la reazione dei vari stati. Per esempio si parla solo di auto elettriche, d'isolazioni e di tasse, però hai sentito qualcuno parlare di un eventuale aggiornamento dell'opac o altre ordinanze coinvolgenti il territorio?
Giuggiola83 1 mese fa su tio
@Dalu credo che quelle faccine siano da intendersi più come a non credere alle parole di questo articolo...non per prendere in giro il futuro dei nostri figli, non credo possa esserci gente così messa male.... boh. io comunque non l'ho letto sennò mi viene l'ansia ...
Suissefarmer 1 mese fa su tio
@Dalu https://youtu.be/n6RhmwnyK9k io ci provo
Dani 1 mese fa su tio
Questa è l'eredità della nostra e generazioni precedenti che anche a volte per necessità hanno è abbiamo trattato la nostra madre Terra come una pattumiera e guardate che l'energia elettrica non può essere la panacea di tutto...
Giuggiola83 1 mese fa su tio
@Dani che poi quando mi sono interessata ad un auto elettrica per questioni climatiche mi è stato detto che lo smaltimento delle batterie ha un impatto ambientale praticamente uguale all'uso della benzina .. boh
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Dal Mondo
TURKMENISTAN
3 ore
Doppio zero. Perché il Covid in Turkmenistan non esiste?
Ufficialmente non sono mai stati registrati casi o decessi. Ma per alcune fonti i morti sarebbero almeno 25'000.
STATI UNITI
11 ore
Ergastolo? El Chapo ha richiesto un nuovo processo
La difesa del narcotrafficante si sta battendo in particolare contro le condizioni di detenzione ai tempi delle udienze
Stati Uniti
14 ore
Ecco perché transizione green non è sinonimo di sicurezza sul lavoro
Dalle miniere di cobalto agli impianti di riciclaggio, passando per i pescatori: i diritti umani nell'economia verde
REGNO UNITO
16 ore
Danni fino a 18 miliardi di sterline da nuove misure anti-Covid
Per questo motivo il governo Johnson non prende in considerazione il Piano B (nonostante quello A non stia funzionando)
STATI UNITI
19 ore
«È uno sforzo coordinato per dipingere una falsa immagine di Facebook»
Per il Ceo della piattaforma social, l'azienda ha una «cultura aperta» e accoglie le «critiche in buona fede»...
CINA
22 ore
Vaccino ai bimbi dai tre anni e lockdown, la stretta cinese
Diversi focolai sono emersi dal 17 ottobre in diverse parti della Cina, a causa di alcuni turisti
MONDO
23 ore
«La salute deve diventare una priorità»
La lezione appresa dopo la pandemia è che il settore sanitario deve tornare al centro delle attività economiche
ITALIA
1 gior
Quella terza dose sempre più «scenario verosimile»
Con i contagi che rialzano la testa, è fra le misure tenute in considerazione, Brusaferro: «Ci faremo trovare pronti»
AFGHANISTAN
1 gior
A otto anni con l'ombra della fame: «A volte dormo senza aver mangiato»
La testimonianza di una famiglia di Kabul, sentita da Save The Children: «Tutto è diventato costoso».
ARABIA SAUDITA
1 gior
Mohammed bin Salman suggerì di uccidere re Abdullah?
Lo ha dichiarato un ex alto funzionario dell'intelligence saudita alla trasmissione 60 Minutes
Copyright ©2021 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile