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GRECIA
07.08.21 - 19:410

In Grecia non si arrestano gli incendi

Sono una cinquantina quelli ancora attivi. Migliaia gli sfollati.

ATENE - Non si arrestano gli incendi in Grecia, dove migliaia di persone sono in fuga dalle fiamme. L'Attica, la regione di Atene, continua a essere tormentata da roghi che, nonostante l'opera incessante di pompieri, aerei antincendio e volontari, con forze e mezzi giunti anche dall'estero, divampano sui monti Parnitha, a Agios Stefanos e Malakasa, a nord della capitale.

Per tutta la giornata di oggi centinaia di pompieri hanno continuato la loro corsa contro il tempo per spegnere e arginare gli incendi ancora attivi, che hanno costretto centinaia di famiglie ad abbandonare le proprie case. In Turchia, intanto, con l'arrivo della pioggia si assiste a una tregua dell'emergenza incendi che pure ha pesantemente colpito il Paese.

In Grecia sono oltre 1'450 i pompieri in azione, assistiti da 15 velivoli, con rinforzi in arrivo da altri Paesi. E qui la tregua non sembra essere all'orizzonte, considerate le previsioni meteorologiche di forti venti e alte temperature, fino a 38 gradi in alcune regioni.

Quest'anno gli incendi hanno colpito particolarmente duro in Grecia. Sono andati distrutte molte più aree boschive che in passato, 56'655 ettari soltanto negli ultimi dieci giorni, stando al Sistema europeo d'informazione degli incendi boschivi (EFFIS), mentre la media, nello stesso periodo fra il 2008 e il 2020, era stata di 1'700 ettari

Ma la situazione più allarmante - riferiscono i media ellenici - è quella dell'isola di Evia (o Eubea, a nordest di Atene), dove tra venerdì e sabato migliaia di persone hanno lasciato villaggi e zone rurali (300 famiglie hanno visto la propria casa distrutta), portate in salvo da traghetti, mentre 15 navi militari e non solo sono pronte a intervenire per portar via altre persone qualora la situazione lo richiedesse. Drammatici video notturni inviati dall'isola mostrano alte fiamme alle spalle delle persone che si imbarcano sui traghetti.

Questo pomeriggio, poco prima delle 16.30, è stato dato l'ordine di evacuare le comunità isolane di Milies, Galatsades e Kamatriades, diffuso via sms. I residenti sono stati invitati a trasferirsi a Istiaia.

A nord di Atene, in particolare a Thrakomakedones e Varybombi, sui Parnitha, dove sono già bruciate diverse case e i roghi continuano ad avanzare, polizia e pompieri stanno tentando di evacuare i residenti che si rifiutano di abbandonare le loro proprietà. Tra i centri di Ippokratio Politia e Malakasa - lungo l'autostrada Atene-Lamia oggi riaperta - sta bruciando una vasta area ricoperta da pinete, e si tenta di evitare che le fiamme si dirigano verso il villaggio di Oropos. Ieri a Malakasa è stato evacuato un centro di accoglienza per migranti: circa 2'000 persone sono state trasferite altrove. Altri incendi sul fronte di Agios Stefanos hanno distrutto case nei piccoli centri di Pefkofyto e Pontia, mentre in mattinata si muovevano attorno al lago di Maratona.

Il numero di emergenza 112 ha inviato stamane alle 6 un messaggio chiedendo l'evacuazione delle zone di Agia Skepi, Agia Paraskevi, Kapitenia, Vrysaki, Loufos Kouremenos, tutte intorno a Varybombi. Un messaggio di allerta - sempre via sms - è stato mandato anche nelle isole dell'Egeo meridionale: a causa delle alte temperature e del forte vento, c'è un pericolo d'incendi, dopo quelli che hanno colpito Rodi nei giorni scorsi.

E le fiamme continuano a bruciare da giorni ettari di vegetazione presso l'Antica Olimpia (dove gli incendi ardono su tre fronti), nella penisola di Mani e a Melpeia, nella regione di Messinia, entrambe nel Peloponneso.

Il viceministro per la Protezione civile Nikos Chardalias ha parlato oggi a metà giornata di 55 incendi ancora attivi, mentre il primo ministro ellenico Kyriakos Mitsotakis si è recato stamane al Centro di coordinamento delle operazioni congiunte dei pompieri a Chalandri, quartiere a nord di Atene.

Per Mitsotakis, citato da iefimerida.gr, «la situazione oggi è un po' migliore di ieri. Dobbiamo continuare con grande intensità lo sforzo per limitare tutti gli incendi e per scongiurare i rischi di riaccensione. La priorità di questi ultimi giorni è stata prima di tutto la protezione della vita umana e, nella misura in cui è possibile, proteggere le proprietà, soprattutto evitare che il fuoco raggiunga i centri abitati, dove i danni sarebbero enormi. E ovviamente la protezione delle infrastrutture critiche, in primis quelle elettriche. È stato uno sforzo enorme».

keystone-sda.ch / STR (KOSTAS TSIRONIS)
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