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«Non troverei un cameriere disposto a lavorare nel mio ristorante neppure se lo pagassi oro!»

STATI UNITI«Non troverei un cameriere disposto a lavorare nel mio ristorante neppure se lo pagassi oro!»

02.08.21 - 06:00
A New York è fuga dai ristoranti: la pandemia ha messo a nudo i problemi del settore
MANUELA CAVALIERI E DONATELLA MULVONI
È fuga dai ristoranti a New York.
È fuga dai ristoranti a New York.
«Non troverei un cameriere disposto a lavorare nel mio ristorante neppure se lo pagassi oro!»
A New York è fuga dai ristoranti: la pandemia ha messo a nudo i problemi del settore

NEW YORK - «Non troverei un cameriere disposto a lavorare nel mio ristorante neppure se lo pagassi oro!». Omar, capo barman del ristorante One and One a New York, è sconsolato. Il suo staff da giorni lavora a turni doppi quotidiani, senza sosta. «Il mio team è esausto e spesso i clienti neppure si rendono conto del sacrificio che stiamo facendo. Io personalmente sto facendo turni da quattordici ore», ci dice, mentre si appoggia per qualche istante al bancone del bar.

Basta una passeggiata tra le vie di New York per afferrare il senso delle parole di Omar: non c’è vetrina che non esponga il cartello “cercasi personale”. Negli Stati Uniti è di fatto finita un’era. I ristoranti, un tempo la piazza di lavoro più dinamica d’America, oggi vengono disertati. «Noi neppure li mettiamo i cartelli, non serve. So che potrebbe sembrare un’esagerazione, ma siamo davvero disperati. Sapete chi vuole lavorare ora? Soltanto giovanissimi senza esperienza. E francamente per noi non vanno bene, non abbiamo il tempo di formarli».

L’abbandono del grembiule è un reflusso inevitabile della pandemia: in tanti hanno scelto di non ritornare in cucina o tra i tavoli. Non era mai successo prima. C’è chi punta il dito contro i sostanziosi sussidi straordinari di disoccupazione per chi ha perso il lavoro a causa del Covid, di cui i lavoratori usufruiranno fino a settembre. «È un dato di fatto. Non ci sono dubbi a riguardo», asserisce Omar. Un altro nodo fondamentale è il timore dei rischi a cui i lavoratori si sottopongono, dato il costante contatto con il pubblico.

In realtà la situazione è molto più complessa. Il fenomeno va contestualizzato in un ambito più generale, quello della rivoluzione occupazionale post-pandemica che ha portato un numero impressionante di americani a decidere di lasciare il proprio vecchio lavoro per cambiare completamente carriera. La pandemia, però ha scoperto i nervi di un comparto economico privo di tutele, senza benefici, seppur in molti casi redditizio. Il risultato è la proliferazione in tutta America di esperimenti di sindacati e organizzazioni di lavoratori.

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