Keystone
GERMANIA
28.07.21 - 11:240
Aggiornamento : 14:43

Ricoveri puntualmente su dopo l'aumento dei contagi: «La quarta ondata è iniziata»

Il Robert-Koch-Institut tedesco difende l'incidenza come indicatore principale per decidere sulle restrizioni.

Intervistato per tio/20 minuti su Piazza Ticino, anche il medico cantonale Giorgio Merlani ha recentemente ribadito l'importanza di continuare a seguire l'andamento dei contagi.

BERLINO - Di fronte alle ospedalizzazioni in aumento, l'istituto tedesco che si occupa di monitoraggio della pandemia di Covid-19 fa un passo indietro rispetto all'ipotesi di considerare proprio i ricoveri come indicatore principale per l'allentamento o l'inasprimento delle misure anti contagio. L'attuale incremento delle ospedalizzazioni è stato infatti preceduto, settimane fa, da un aumento dell'incidenza delle infezioni. È quest'ultima, quindi, che deve rimanere il criterio principale per decidere in merito alle restrizioni.

A indicarlo è un documento del Robert-Koch-Institut (RKI) anticipato dalla Bild e citato dalla Welt. Il rapporto evidenzia in particolare come l'incidenza su 7 giorni dei contagi abbia ricominciato a crescere circa tre settimane fa e sia stata poi regolarmente seguita da un aumento dei ricoveri circa due settimane fa. «La quarta ondata è iniziata», si legge nello scritto.

Il principio è che «la prevenzione continua ad avere la massima priorità», sottolinea l'RKI. Un indicatore capace di prevedere un aumento delle ospedalizzazioni come l'incidenza deve quindi continuare a essere tenuto in grande considerazione.

Un ragionamento simile è stato recentemente sostenuto, per quanto riguarda la nostra realtà, anche dal medico cantonale Giorgio Merlani, intervistato su Piazza Ticino per tio/20 minuti. In quell'occasione, Merlani ha difeso in particolare il valore predittivo dell'andamento dei contagi, ritenuto da alcuni ormai superato vista l'elevata copertura vaccinale della popolazione a rischio e le conseguenti minori ospedalizzazioni.

«Per noi è fondamentale avere i dati dei contagi perché ci permettono di pianificare, prevedere e informare di conseguenza la popolazione», ha affermato il medico cantonale ticinese. «Se io aspettassi di avere le ospedalizzazioni, siccome ci vogliono circa 10 giorni dall'infezione all'ospedalizzazione, alla complicazione, al ricovero in terapia intensiva e magari al decesso, ci troveremmo in ritardo», ha aggiunto.

Il documento dell'RKI è stato presentato lunedì ai responsabili delle cancellerie dei Länder dal direttore dell'istituto, Lothar Wieler, durante una videoconferenza. In Germania, le nuove ospedalizzazioni giornaliere legate al Covid-19 si attestavano martedì a 209.

Secondo l'ultimo resoconto del DIVI-Intensivregister (il conteggio ufficiale dei posti di terapia intensiva disponibili), attualmente 370 persone si trovano in cure intense a causa della malattia in Germania. Complessivamente, si contano 19'011 posti letto in terapia intensiva occupati (Covid e non Covid) e 3'665 liberi.  

Nel Paese sono state finora somministrate 90,3 milioni di dosi di vaccini anti Covid. Quasi 42 milioni di persone, ossia il 50,2% della popolazione, sono completamente vaccinate. Il 61,1% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di siero.  

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