keystone-sda.ch / STF (Virginia Mayo)
I legali di AstraZeneca in aula a Bruxelles.
UNIONE EUROPEA
18.06.21 - 16:450

La sentenza sulla fornitura di vaccini AstraZeneca all'Ue: entrambe le parti cantano vittoria

Il verdetto è stato accolto «con soddisfazione» sia da Bruxelles che dall'azienda anglo-svedese

BRUXELLES - Divergenza di vedute tra l'Unione europea e la società farmaceutica AstraZeneca in merito alla sentenza emessa oggi dal Tribunale di primo grado di Bruxelles.

Commissione Ue soddisfatta... - Secondo la Commissione Ue, la Corte «ha deciso di concedere misure cautelari nel procedimento avviato contro AstraZeneca» dalla stessa Commissione e dai 27 Paesi membri. «Il tribunale ordina ad AstraZeneca di consegnare urgentemente 50 milioni di dosi di vaccino entro il 27 settembre 2021, secondo un programma vincolante: 15 milioni di dosi entro il 26 luglio; 20 milioni di dosi entro il 23 agosto; 15 milioni di dosi al 27 settembre. In caso di mancato rispetto di tali termini di consegna AstraZeneca dovrà pagare una penale di 10 euro per dose non erogata».

...ma anche AstraZeneca - Una sconfitta per AstraZeneca? No, a giudicare dal comunicato stampa pubblicato dall'azienda anglo-svedese, che dice di aver accolto «con favore» la sentenza: «Il giudice ha disposto la consegna di 80,2 milioni di dosi entro il 27 settembre 2021. Ad oggi la Società ha fornito più di 70 milioni di dosi all'Unione europea e supererà sostanzialmente gli 80,2 milioni di dosi entro la fine di giugno. Tutte le altre misure richieste dalla Commissione europea sono state respinte, e in particolare la Corte ha rilevato che» Bruxelles «non ha esclusività o diritto di priorità su tutte le altre parti contraenti».

Letture differenti - La Commissione sostiene che «la decisione del giudice sulle misure cautelari richieste si basa sul fatto che AstraZeneca ha commesso una grave violazione dei suoi obblighi contrattuali con l'Ue. La Corte ritiene inoltre che AstraZeneca avrebbe dovuto dispiegare tutti i suoi sforzi per consegnare i vaccini entro il calendario concordato, compresi i siti di produzione britannici esplicitamente menzionati nel contratto, soprattutto a causa dei grandi ritardi nelle consegne nell'Ue».

Nella lettura del produttore del vaccino Vaxzevria, invece, «la sentenza ha riconosciuto che le difficoltà incontrate da AstraZeneca in questa situazione senza precedenti hanno avuto un impatto sostanziale sul ritardo. AstraZeneca attende ora una rinnovata collaborazione con la Commissione europea per aiutare a combattere la pandemia in Europa. La Società rimane impegnata a una distribuzione ampia ed equa del vaccino come stabilito nell'accordo di acquisto anticipato di agosto 2020».

I commenti - Jeffrey Pott, alto dirigente di AstraZeneca, commenta: «Siamo soddisfatti dell'ordine della Corte. AstraZeneca ha pienamente rispettato il suo accordo con la Commissione Europea e continueremo a concentrarci sull'urgente compito di fornire un vaccino efficace». La casa anglo-svedese, aggiunge Pott, lo sta facendo «senza scopo di lucro per aiutare a proteggere le persone in Europa e nel mondo dalla pandemia più mortale in una generazione» di persone.

Ma è anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a cantare vittoria: «Questa decisione conferma la posizione della Commissione: AstraZeneca non ha mantenuto gli impegni assunti nel contratto. È bello vedere che un giudice indipendente lo conferma». Nel suo tweet, von der Leyen ha dichiarato che il verdetto «è una buona notizia per la nostra campagna vaccinale. È anche un chiaro riconoscimento che i nostri contratti di acquisto anticipato hanno una solida base giuridica. La nostra strategia sui vaccini offre risultati».

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