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Tutti gli americani saranno dichiarati vaccinabili entro il prossimo 19 aprile.
STATI UNITI
06.04.21 - 19:420

Gli Usa vanno sempre più veloce: sono in anticipo sulla tabella di marcia dei vaccini

Joe Biden invita però alla prudenza: «La guerra contro il virus non è ancora finita, resta molta strada da fare»

Fonte Ugo Caltagirone, Ansa
elaborata da Fabio Caironi
Giornalista

WASHINGTON - Il presidente degli Usa Joe Biden accelera sul fronte della lotta alla pandemia e rivede ancora una volta la tabella di marcia: tutti gli americani saranno dichiarati vaccinabili entro il prossimo 19 aprile, due settimane prima la precedente scadenza che era stata fissata per il primo maggio. Un obiettivo possibile grazie alla velocità con cui oramai si sta andando in tutti gli Stati degli Usa, con una media giornaliera di tre milioni di dosi iniettate su scala nazionale.

Obiettivo a portata di mano

In pratica, come sottolineano i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), ogni Stato ha oramai assicurato almeno una dose a un quarto della sua popolazione, con 62,4 milioni di persone completamente vaccinate in tutto il Paese, il 19% della popolazione.

L'ambizioso target fissato da Biden settimane fa, 200 milioni di dosi da somministrare nei primi 100 giorni della sua amministrazione, sembra oramai a portata di mano. E questo accende grandi speranze anche all'estero, dove sul fronte delle forniture di vaccino si spera arrivi un maggior contributo da parte degli Usa.

Quarta ondata all'orizzonte

Ma la Casa Bianca continua a predicare cautela perché, nonostante la campagna di vaccinazione vada più spedita del previsto, la quarta ondata della pandemia negli Usa resta dietro l'angolo. Ne sono la dimostrazione il diffondersi di varianti del virus molto più contagiose e un nuovo balzo dei casi dopo che nella prima parte dell'anno la curva era stata portata in discesa.

Si tratta di un aumento dei contagi legato anche ai diversi Stati che hanno allentato, se non abolito del tutto, le restrizioni. E in alcuni casi hanno cancellato anche le più semplici regole, come l'obbligo d'indossare la mascherina o quello del distanziamento sociale.

«La guerra contro il virus non è ancora finita, resta molta strada da fare», il monito che il presidente statunitense continua ossessivamente a ripetere, puntando il dito contro i troppi americani che oramai si comportano come se la pandemia fosse finita.

A sperare in un surplus di dosi negli Usa non solo l'Europa, ma soprattutto i Paesi più poveri dove ancora non si sta facendo quasi nulla, nonostante il programma internazionale Covax per un accesso equo ai vaccini. «Stiamo valutando diverse opzioni per condividere e fare di più con gli altri Paesi», ha assicurato il Segretario di Stato Antony Blinken, promettendo che l'America non chiederà «favori in cambio».

E intanto Blinken ha nominato una responsabile per i vaccini all'estero. Gayle Smith, nella presidenza di Barack Obama ex numero uno per l'agenzia federale per gli aiuti internazionali (Usaid), sarà coordinatrice per la risposta globale al Covid-19 e alla sicurezza sanitaria. Esperta di Paesi in via di sviluppo ultimamente aveva guidato ONE, la campagna sostenuta dalla rockstar degli U2 Bono Vox per combattere la povertà estrema nel mondo.

Prove di ritorno alla normalità

Intanto il virologo Anthony Fauci, consulente del presidente, ha spiegato come difficilmente il governo degli Usa imporrà il passaporto vaccinale. Mentre un primo segnale di ritorno alla normalità arriva dal Texas, dove la partita di baseball tra i Texas Rangers e i Toronto Blue Jays si è giocata, per la prima volta dopo più di un anno, davanti a un pubblico di oltre 40'000 tifosi. Unico obbligo, indossare la mascherina.

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