Keystone
ITALIA
12.02.21 - 20:040
Aggiornamento : 22:22

Mario Draghi accetta l'incarico e presenta i suoi ministri

Il primo ministro incaricato ha sciolto le riserve e accettato di formare il nuovo governo italiano.

Il presidente del Consiglio e i suoi 23 ministri giureranno domani a mezzogiorno.

ROMA - Mario Draghi tiene all'oscuro la politica fino all'ultimo ma dal suo cilindro esce alla fine un governo con otto tecnici e quindici politici, secondo il modello misto di Ciampi, che dell'ex Governatore della Banca d'Italia fu mentore.

Un governo tecnico nelle sue caselle chiave: nomi di esperienza e di grande prestigio, in ossequio allo sprone del Colle per un esecutivo di «alto profilo» e «non identificabile con alcuna formula politica». Ma Draghi chiama al «whatever it takes» moltissimi politici, con alcune new entry e diverse conferme, nel segno della continuità chiesta dal Colle.

Otto le donne (tre tecniche e cinque politiche) e quindici gli uomini (cinque tecnici, dieci politici). Elevata l'età media: 55 anni (vedi box). Dei 23 ministri del governo Draghi, 17 hanno già ricoperto dicasteri in precedenti governi, mentre sette sono gli esordienti.

Sono rappresentate tutte le forze politiche della nuova maggioranza, anche se con dicasteri di peso diverso. Quattro ministri al Movimento 5 stelle (Di Maio, Dadone, Patuanelli, D'Incà). Tre ministri al Partito democratico (Franceschini, Orlando, Guerini), espressione delle tre componenti democratiche che hanno eletto Zingaretti.

Tutti uomini, così come il ministro Liberi e uguali (Leu) Speranza. Va meglio per la rappresentanza di genere in Forza Italia: due donne (Gelmini e Carfagna) e un uomo (Brunetta), tutti già ministri nei governi Berlusconi. Donna anche l'unica ministro d'Italia Viva (Bonetti).La Lega ha tre ministri: il "pesante" Giorgetti al Ministero dello Sviluppo Economico, Garavaglia e Stefani. Tra gli otto tecnici tre donne (Cartabia, Lamorgese e Messa) e cinque uomini (Franco, Cingolani, Colao, Giovannini, Bianchi).

Solo due gli under-40 - Mario Draghi, 73 anni, è il più vecchio del governo che presiede. Il più giovane ministro è invece Luigi Di Maio (34). Tra i ministri Renato Brunetta (70) avvicina il professore. Al terzo posto per età il nuovo ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi (68). Ne hanno invece 67 Luciana Lamorgese e Daniele Franco, l'ex Ragioniere generale dello Stato che succede a Roberto Gualtieri all'Economia. Sotto i quaranta, oltre a Di Maio, c'è solo Fabiana Dadone (37). Al terzo posto il 42enne Roberto Speranza, confermato alla Sanità. L'età media del governo Draghi è così più alta dei due che lo hanno preceduto: sia il Conte I (47 anni) che il Conte II (48).

Interessanti le novità. A spendere il 37% dei 209 miliardi del Recovery Found, nel ministero nuovo di zecca della Transizione Ecologica fortemente voluto da Beppe Grillo e da M5s, Draghi chiama il fisico Roberto Cingolani, responsabile dell'Innovazione tecnologica di Leonardo, dal 2005 al 2019 direttore dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

Alla Transizione Ecologica Vittorio Colao, alla guida della Task force di Giuseppe Conte per il piano poi mai attuato, manager di grandi gruppi editoriali e capo operativo mondiale di Vodafone. Una novità anche i ministeri del Turismo e della Disabilità, per i leghisti Garavaglia e Stefani.

Nei dicasteri chiave del suo governo di «alto profilo» Draghi vuole quattro uomini e due donne. Al Ministero dell'economia e delle finanze Daniele Franco, bellunese, esperto di finanza pubblica, direttore generale di Bankitalia, fedelissimo e braccio destro di Draghi.

Tre conferme agli Esteri, alla Difesa, alla Salute, con il M5S Luigi Di Maio, il Pd Lorenzo Guerini e il Leu Roberto Speranza. Confermata anche Luciana Lamorgese agli Interni mentre la new entry è Marta Cartabia alla Giustizia: costituzionalista, giurista, accademica, appassionata di sci fuori pista, ha infranto il soffitto di cristallo diventando la prima presidente donna della Corte Costituzionale.

La continuità che aveva chiesto il Quirinale trova espressione anche nella conferma del Pd Dario Franceschini alla Cultura e del 5 stelle Federico D'Incà, nel delicato ruolo di ministro per i Rapporti con il Parlamento di un governo che dovrà fronteggiare una maggioranza composita e variegata. Tornano al governo dopo anni anche il leghista Giorgetti al Ministero dello Sviluppo Economico e il vicepresidente del Pd Andrea Orlando, al Lavoro. Altri nomi tecnici di peso, all'Istruzione (Patrizio Bianchi), e all'Università (la professoressa Maria Cristina Messa, medico chirurgo, della Bicocca di Milano).

Infine, nel ruolo importantissimo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Draghi sceglie Roberto Garofoli, un uomo di struttura molto stimato, spesso in conflitto con i 5 stelle.

Il giuramento per tutti loro e per lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi avrà luogo al Palazzo del Quirinale domani, sabato 13 febbraio, alle ore 12.

Commenti
 
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Wunder-Baum 8 mesi fa su tio
Che la Forza sia con te, Mario !
Booble63 8 mesi fa su tio
Se c’era la speranza di una discontinuità con la politica penso che non possa esserci delusione più grande. Ci volevano tecnici con gli attributi come Cottarelli. Invece la solita spartizione delle poltrone. Povera Italia.. ma d’altra parte ogni popolo ha il governo che si merita.
seo56 8 mesi fa su tio
@Booble63 Condivido!!
Duca72 8 mesi fa su tio
@Booble63 Non è sempre così altrimenti lei vivrebbe incorra del nord🤣
seo56 8 mesi fa su tio
Peggio di così non poteva fare!! 😡😡😡
joe69 8 mesi fa su tio
@seo56 No peggio poteva fare.... se avessero messo te come ministro 🤪🤣🤣🤣 Ancora devono iniziare e già si critica... Almeno nei posti chiave ci sono dei tecnici e nn dei politici... 👍
seo56 8 mesi fa su tio
@joe69 Ma va !!! Di Maio, Lamorgese e Speeanza... bastano questi tre nomi per capire che l’Italia è e rimarrà per sempre una repubblica delle banane!!!
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