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AFP
Jen Psaki, portavoce della Casa Bianca.
MYANMAR / STATI UNITI
01.02.21 - 08:490
Aggiornamento : 10:40

Colpo di Stato in Birmania: gli USA minacciano di agire

Gli Stati Uniti «agiranno contro i responsabili se queste misure non saranno revocate».

L'Unione europea chiede che il «legittimo governo civile» sia restaurato.

WASHINGTON - Gli Stati Uniti «agiranno contro i responsabili se queste misure non saranno revocate»: lo ha reso noto in un comunicato la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, riferendosi agli arresti eseguiti nell'ambito del colpo di Stato in Birmania, incluso quello del capo del governo Aung San Suu Kyi.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken, da parte sua, ha invitato l'esercito birmano «a rilasciare tutti i funzionari governativi nonché i leader della società civile e a rispettare la volontà del popolo birmano espressa alle elezioni democratiche dell'8 novembre».

Washington, come altri Paesi occidentali, aveva sollecitato i militari il 29 gennaio ad «aderire a standard democratici», mentre il capo dell'esercito - il generale Min Aung Hlaing - aveva dichiarato che la costituzione del Paese poteva essere «revocata» in determinate circostanze.

La condanna dell'Onu... - Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha condannato «fermamente» in un comunicato l'arresto da parte dei militari di Aung San Suu Kyi e di altri leader politici a Myanmar.

Con «la dichiarazione del trasferimento di tutti i poteri legislativi, esecutivi e giudiziari ai militari», ha commentato, «questi sviluppi sono un duro colpo per le riforme democratiche in Birmania».

...e dell'Unione Europea - «Condanno fermamente il colpo di stato dei militari» in Birmania «e chiedo un immediato rilascio dei detenuti. I risultati elettorali e la costituzione devono essere rispettati. Il popolo vuole la democrazia. L'Ue è con loro». Così ha reagito l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, su Twitter.

«Condanno fortemente il colpo di stato in Birmania e chiedo ai militari di rilasciare quanti sono stati detenuti illegalmente durante i raid in tutto il Paese. Il risultato delle elezioni deve essere rispettato e deve essere ripristinato il processo democratico». Così si è espresso il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sempre su Twitter.

«Condanno fermamente il colpo di stato in Birmania. Deve essere restaurato il legittimo governo civile, in linea con la costituzione del Paese e le elezioni di novembre. Chiedo il rilascio immediato e incondizionato di tutti i detenuti». Così ha reagito la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, su Twitter.

Si è espresso anche il Regno Unito - Il premier britannico Boris Johnson ha condannato oggi il colpo di Stato in Birmania e l'arresto della leader Aung San Suu Kyi.

«Condanno il colpo di Stato e l'incarcerazione illegale di civili, compresa Aung San Suu Kyi, in Birmania - ha twittato Johnson -. Il voto del popolo deve essere rispettato e i leader civili rilasciati».

Tra un anno nuove elezioni? - L'esercito birmano ha nel frattempo annunciato di volere indire nuove elezioni «libere e regolari» alla fine dello stato di emergenza di un anno, per organizzare un trasferimento dei poteri assunti oggi con il colpo di Stato. Lo ha annunciato la TV statale gestita dai militari.

Tokyo «seriamente preoccupata» - Il governo giapponese ha espresso «seria preoccupazione» dopo il colpo di Stato avvenuto in Birmania e auspica la liberazione immediata della leader politica Aung San Suu Kyi. In un comunicato rilasciato dal ministero degli Esteri nipponico, il capo della diplomazia, Toshimitsu Motegi, ha esortato le parti a ripristinare in tempi rapidi il sistema democratico nel paese del Sudest asiatico. Nel frattempo, per voce del capo di Gabinetto, Katusnobu Kato, il governo di Tokyo ha esortato i propri cittadini residenti in Birmania a rimanere vigili durante l'evolversi della situazione.

Parigi: «Rispettare l'esito del voto» - Anche la Francia ha chiesto che il «risultato del voto dei birmani venga rispettato»: «Lo scorso novembre ci sono state delle elezioni e Aung San Suu Kyi è stata eletta: in queste condizioni chiediamo che il risultato delle urne, il risultato del voto dei birmani venga rispettato», ha dichiarato il portavoce del governo francese, Gabriel Attal, intervistato da France Info. Parigi segue «ora per ora e da molto vicino quanto accade» nel Paese asiatico. Discute «con i suoi partner nel quadro delle istanze internazionali, in particolare, l'organizzazione delle Nazioni Unite», ha aggiunto.

Condanna da parte dell'Italia - «L'Italia condanna fermamente l'ondata di arresti in Myanmar e chiede l'immediato rilascio di Aung San Suu Kyi e di tutti i leader politici arrestati». Lo si legge in una nota del Ministero degli affari esteri italiano. «La volontà della popolazione è chiaramente emersa nelle ultime elezioni e va rispettata. Siamo preoccupati per questa brusca interruzione del processo di transizione democratica e chiediamo che venga garantito il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali».

Pechino: «Salvaguardare la stabilità politica» - La Cina è un «vicino amichevole del Myanmar e spera che tutte le parti nel Paese possano gestire adeguatamente le differenze nell'ambito del quadro costituzionale e legale». Così ha reagito il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, in merito al colpo di Stato attuato dai militari nel Paese asiatico, aggiungendo che per Pechino è importante «salvaguardare la stabilità politica e sociale».

Ankara condanna «ogni golpe» - La Turchia condanna «con forza la presa del potere da parte delle forze armate del Myanmar». Lo dichiara in una nota il ministero degli Esteri di Ankara, che esprime «profonda preoccupazione» e chiede «l'immediato rilascio di tutti i leader eletti, le figure politiche e i civili». «La Turchia si oppone a ogni genere di colpo di stato o intervento militare», sottolinea il comunicato, auspicando inoltre che gli sviluppi «non peggiorino la situazione» della minoranza musulmana dei Rohingya, «che vive già in condizioni molto difficili». Alla luce degli sviluppi, l'ambasciata di Ankara in Birmania ha diffuso una nota che invita i suoi cittadini a non uscire di casa ed evitare viaggi non necessari.


 
 

Commenti
 
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seo56 11 mesi fa su tio
Ecco l’esaltato a potere!! Trump già manchi
cle72 11 mesi fa su tio
@seo56 Non hai proprio capito nulla! Anzi si da trumpiano quale sei sei un accentratore come lui, uno che non accetta il volere del popolo. Tutto il mondo reagisce per questo colpo di stato e tu evochi Trump, colui che non ha fatto nulla se non altro mettere muri e far morire i propri concittadini di covid e togliere il diritto di cure ai poveri senza la possibilità d'avere una copertura sanitaria. Complimenti bel mondo vuoi!
centauro 11 mesi fa su tio
@cle72 Attenzione a un paio di cose che scrivi, da 4 anni si polemizza sul muro voluto da Trump al confine con il Messico, lui ha solo continuato l'opera di costruzione voluta e firmata dai vari presidenti precedenti (anno 2007 viaggio dagli USA al Messico già lo avevo visto coi miei occhi!). La percentuale di vittime per COVID negli USA è pressoché in linea con gli standard dei paesi occidentali, chissà per quali motivi le fonti citano sempre i numeri e mai l'indice percentuale, esempio: notizia di svariati giorni fa "in un solo giorno negli USA 3000 morti per COVID!"...e grazie sono in 320 milioni, in Italia si sono avuti dei giorni con circa 1000 vittime, gli abitanti sono intorno ai 60 milioni, fai tu i conti...
blob 11 mesi fa su tio
@centauro Centauro, condivido.
cle72 11 mesi fa su tio
@centauro Il muro vero era già in costruzione, ma Trump ha fatto molto altro contro l'immigrazione e la povera gente, contro i nativi americani, contro il clima ecc. La differenza degli altri stati lui ha sempre detto che andava tutto bene, difatti il neo presidente ha detto che non c'era nessun piano per il covid. Ha simulato un teatrino costato milioni per fare breggia negli elettori ma gli è andata male. Il peggior presidente
centauro 11 mesi fa su tio
@cle72 Non discuto un giudizio su come abbia fatto il presidente, non dimentichiamo che prima della crisi dovuta alla pandemia lui ha cercato di potenziare l'economia degli USA con buoni risultati creando molti posti di lavoro, diminuendo la povertà, anche riportando la produzione entro i confini nazionali. In ogni caso ricordo che a livello elettorale gli USA sono divisi quasi in egual misura tra democratici e repubblicani.
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