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MONDO
26.11.20 - 08:050
Aggiornamento : 09:54

Tre giorni di camera ardente per rendere omaggio a una leggenda

La salma di Diego Armando Maradona verrà esposta nel palazzo presidenziale della Casa Rosada di Buenos Aires.

Nel frattempo proseguono i messaggi provenienti da tutto il mondo. Macron: «La mano di Dio se lo è ripreso».

BUENOS AIRES - La salma del campione argentino Diego Armando Maradona sarà esposta in camera ardente nel palazzo presidenziale della Casa Rosada di Buenos Aires. Il governo argentino si aspetta una partecipazione massiccia e prevede che un milione di persone renderà omaggio alla stella del calcio deceduta ieri.

Le fonti ufficiali argentine hanno riferito all'agenzia italiana ANSA che la camera ardente inizierà oggi, «probabilmente nel pomeriggio», e potrebbe durare dai due ai tre giorni, a seconda del flusso dei partecipanti. In questo modo, il pubblico potrà rendere omaggio alla leggenda del calcio deceduta ieri per arresto cardiorespiratorio.

La camera ardente sarà «aperta alla popolazione» e che si terrà nella sala d'ingresso della sede del governo attraverso l'entrata della "calle" Balcarce numero 50. Diversi ministeri lavorano al coordinamento dell'evento, che avviene nel pieno della pandemia di Covid-19, con l'installazione di postazioni sanitarie e cordoni di sicurezza per gestire la folla.

Alcuni media argentini riportano che la salma sarà esposta nella sala dove l'ultima volta, dieci anni fa, fu allestita la camera ardente dell'ex presidente argentino Nestor Kirchner.

«La mano di Dio se l'è ripreso» - Nel frattempo proseguono i messaggi provenienti dai quattro angoli del Mondo. «La mano di Dio aveva deposto un genio del calcio sulla terra. Ora ce lo ha ripreso, con un dribbling imprevisto che ha ingannato tutte le nostre difese»: questo il pensiero del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

«Nato in una periferia povera di Buenos Aires», ricorda l'Eliseo in un comunicato, fu rivelato al calcio mondiale nel Boca Juniors, poi Barcellona si ritrovò «quel diamante». «Ma è a Napoli - continua Macron - che Diego diventa Maradona. Nel sud dell'Italia, il Pibe de Oro ritrova gli smisurati stadi del Sudamerica, il fervore irrazionale dei tifosi e porta Napoli sulla strada dello scudetto, sul tetto d'Europa. Il mezzogiorno si prende la sua rivincita sulla storia e soltanto il rinforzo di Platini permetterà alla Juventus di duellare di nuovo ad armi pari con la sua rivale storica».

Ripercorsi i momenti salienti della carriera di Maradona, l'Eliseo sottolinea che «quel gusto del popolo, Diego Maradona lo vivrà anche fuori dal campo. Ma le sue spedizioni da Fidel Castro o da Hugo Chavez avranno il gusto di un'amara sconfitta. Fu sui campi di calcio che Maradona fece la rivoluzione». Macron «rende omaggio a questo sovrano incontrastato del pallone che i francesi hanno tanto amato» e invia le condoglianze «a tutti quelli che hanno risparmiato i soldi per completare l'album Panini Mexico 1986 con la sua figurina, a quelli che hanno tentato di negoziare con la propria compagna per chiamare il proprio figlio Diego, a suoi compatrioti argentini, ai napoletani che hanno disegnato affreschi degni di Diego Rivera con la sua immagine, a tutti gli amanti del calcio».
 
«Insufficienza cardiaca acuta» - l decesso di Diego Maradona è stato attribuito a «insufficienza cardiaca acuta, in un paziente con una miocardiopatia dilatata, insufficienza cardiaca congestizia cronica che ha generato un edema acuto del polmone».

È quanto si legge si legge in un documento dei medici legali che hanno realizzato ieri sera l'autopsia sul cadavere Maradona nell'Ospedale di San Fernando, in provincia di Buenos Aires, che hanno diffuso un referto con i risultati del loro lavoro.

Si è infine appreso che lo studio realizzato per determinare le cause della morte sarà completato con analisi tossicologiche che nel giro di una settimana preciseranno se Maradona, prima di morire, ha ingerito farmaci, droghe o alcol.

I media argentini hanno indicato che l'autopsia è durata circa tre ore, fra le 19.30 e le 22.30, e che vi hanno partecipato cinque sanitari convocati dall'Ufficio del Pubblico ministero di San Isidro, guidati dal direttore del Corpo medico forense di San Isidro, Federico Corasaniti. A questi cinque si è unito un sesto medico designato dalla famiglia.

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