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ITALIA
23.11.20 - 14:540
Aggiornamento : 15:32

Italia verso un inverno senza discese sulla neve, ma le regioni non ci stanno

La Lombardia: «Mentre si scierà in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il Governo qui dovrà essere tutto chiuso».

LOMBARDIA - Le restrizioni previste dal governo e dalle autorità locali italiane per far fronte alla diffusione del nuovo coronavirus sotto Natale rischiano di compromettere la stagione sciistica nella vicina Repubblica. Gli appelli delle Regioni e di alcuni importanti sciatori, Alberto Tomba e Federica Brignone su tutti, hanno tenuto banco per tutto la mattinata sulla stampa nazionale.

«È molto importante che gli impianti sciistici aprano a Natale, perché sarebbe un segnale positivo per tutti. Altrimenti, con le stazioni chiuse, il danno sarebbe irreparabile», ha dichiarato oggi all'agenzia di stampa italiana Ansa Federica Brignone, detentrice della coppa del mondo di sci, prendendo posizione in maniera forte sul dibattito del giorno sul fronte misure anti-Covid.

Un appello rilanciato anche dall'eterno Alberto Tomba: «Lo sci è per eccellenza sport all'aperto e individuale. In più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso. E sciando neppure c'è un problema di distanziamento», ha detto il famoso campione azzurro dello sci, secondo il quale «le piste dovrebbero dunque essere aperte, anche se ci sono ovviamente degli accorgimenti da prendere».

Si muove la Valle d'Aosta - «Oggi all'interno della Conferenza delle Regioni è stata ribadita, e non soltanto dalle Regioni di montagna, l'importanza del settore degli impianti a fune e di tutto mondo economico della neve», hanno dichiarato il presidente della Regione Valle d'Aosta, Erik Lavévaz e il vice presidente Luigi Bertschy.

«Dobbiamo arrivare a una sintesi con il Governo per garantire la sicurezza di sciatori e operatori e per determinare quali possano essere le migliori modalità e tempistiche per l'avvio della stagione, partendo dal presupposto che per regioni come la Valle d'Aosta l'inverno è uno dei momenti di maggiore attività, per tutto il nostro sistema economico», proseguono.

Accanto alle regole approvate oggi dalla Conferenza delle Regioni per l'apertura degli impianti di risalita, si dovrà predisporre un piano per un'apertura in sicurezza della stagione invernale. Questo il monito che arriva dalla Valle d’Aosta, oggi al tavolo della Conferenza delle Regioni per l'approvazione del Protocollo sci, che delinea le linee guida da adottare per poter riaprire funivie e seggiovie. Un protocollo che ora verrà portato all'attenzione del Comitato tecnico scientifico.

E anche la Lombardia - «Tenere chiusi gli impianti sciistici vuol dire fare fallire l'economia della montagna». Davide Caparini e Massimo Sertori, rispettivamente assessore al Bilancio e alla Montagna della Regione Lombardia, definiscono lo stop «una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un Governo disorientato». Ed è per questo che chiedono anzi «pretendono» che venga cancellata.

«Dato che gli addetti del turismo della montagna devono programmare la stagione - spiegano in una nota - pretendiamo che il Governo riveda questa incomprensibile decisione».

«Forse a Roma - hanno sottolineato Caparini e Sertori in una nota - non hanno ancora capito che gran parte del Paese non vive di stipendio garantito. Mentre a Natale si scierà in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il Governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso». Nelle intenzioni del governo italiano, però, lo stop allo sci dovrebbe essere nell'ambito di una "iniziativa europea" e anche la Francia sembra intenzionata a coordinarsi con i Paesi confinanti (vedi sotto).

«Le Regioni - hanno ricordato - hanno approvato le linee guida per l'utilizzo degli impianti di risalita per gli sciatori amatoriali in massima sicurezza. Protocolli pensati per i diversi scenari». E dunque «dato che gli addetti del turismo della montagna devono programmare la stagione - è la loro conclusione - pretendiamo che il Governo riveda questa incomprensibile decisione».

Francia: «Ci coordineremo con i Paesi vicini» - Annunciando una decisione «entro i prossimi 10 giorni» sull'apertura delle stazioni sciistiche a Natale, il governo francese ha fatto sapere di aver consultato le principali organizzazioni del settore nella giornata di oggi, interrogandosi, «oltre che sulle attività sportive all'aperto nelle stazioni di montagna, sulla vita vera e propria in queste località» durante la pandemia. «A tutt'oggi, la decisione non è stata presa - informa Matignon in una nota - le due opzioni sono entrambe sul tavolo, ci sono incertezze sull'evoluzione della situazione sanitaria».

Il governo francese ha fatto sapere che sono all'esame «diversi scenari», sia la «definizione di un protocollo sanitario specifico» sia, in caso di chiusura delle stazioni, «modalità di accompagnamento economico e sociale dei soggetti coinvolti, imprese e stagionali». La decisione sarà adottata «in funzione della situazione sanitaria, che deve rappresentare il criterio essenziale», ma «puntando a essere coerenti per quanto possibile con i nostri Paesi vicini».


 
 

Commenti
 
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Luca 68 2 mesi fa su tio
sono d'accordo, riaprire gli impianti è da irresponsabili. si rischia una nuova impennata a gennaio
seo56 2 mesi fa su tio
Giusto così!!!
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