Cavalieri & Mulvoni
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STATI UNITI
08.11.20 - 15:050
Aggiornamento : 09.11.20 - 00:13

Un'America spaccata in due da ricucire

La capitale festeggia la vittoria di Joe Biden, il 46esimo presidente degli Stati Uniti. Le reazioni

di Redazione
Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni

WASHINGTON - Quello che dovrà risolvere il nuovo inquilino della Casa Bianca, è un puzzle tutt’altro semplice. Sulla scrivania dello Studio Ovale, ad attenderlo c’è forse la pratica più importante del mandato che ha davanti: unificare il paese, diventando il presidente di tutti.

Gli Stati Uniti sono letteralmente spaccati in due. Una volta insediato, Biden ha assicurato che sarà il presidente di tutti, di chi lo ha votato come pure di chi non lo ha fatto. Tra la piccola folla stazionata nei pressi della piazzetta Lafayette, c’è anche Ann. «Non riconosco più questa America, c’è troppo odio», ci dice. Vive in Virginia, ad Arlington, una cittadina poco distante dalla capitale, ed è venuta qui per assistere ad un momento storico, il cambio della guardia alla Casa Bianca. «Non festeggio ancora, però. Sono un po’ scaramantica. Meglio aspettare la proclamazione».

I numeri ci sono, ma manca l’ufficializzazione. Con ogni probabilità Joe Biden sarà il 46simo presidente di questa nazione. E dovrà essere lui l’uomo che ne ricucirà l’anima lacerata. In tutti i campi: da quello sociale a quello civile, passando per temi come sanità, economia e diritti civili.

Pensate a come la stessa pandemia ha spaccato il Paese, prostrato dalla tragedia della morte di 236mila persone, senza parlare del disastro economico con cui il nuovo commander in chief dovrà fare i conti. Da un lato i fautori della linea dura di mascherine e lockdown, dall’altra i sostenitori di soluzioni decisamente non drastiche ma piuttosto attente all’economia. «Credo che gli Stati Uniti non siano mai stati così polarizzati. I quattro anni di Donald Trump hanno inciso sul nostro carattere nazionale» continua Ann che poi aggiunge «Io sono pronta a voltare pagina». Ma lo saranno tutti gli elettori che hanno puntato sul candidato opposto e sono oramai destinati alla sconfitta?

Difficile a dirsi. Di certa c’è solo la determinazione di Trump a combattere a suon di ricorsi e battaglie legali. «E noi lo sosterremo. Se ci sono stati brogli, li scoveremo. Non ci faremo rubare questa elezione». A parlare è Jim, che arriva dalla Carolina del Nord. È qui con suo fratello, anche loro avrebbero voluto partecipare ad una festa, quella della riconferma del loro presidente, Donald Trump. «Abbiamo pregato tanto e continuiamo a farlo. Un miracolo potrebbe ancora accadere» ci dice. Ma forse il miracolo più grande e più necessario sarebbe quello della ritrovata unità, la capacità di vedere nell’altro un avversario e non più un acerrimo nemico.

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