Keystone
MONDO
02.10.20 - 07:040

L'urto del Covid sui bambini: un mondo di fame e violenza

La pandemia non ha fermato i conflitti e le prime vittime sono i più piccoli.

Tra scuole chiuse, lavoro minorile e abusi di ogni tipo, ecco il quadro nero tratteggiato da Save the Children in occasione della Giornata internazionale della non violenza

di Redazione

LUGANO - Crisi economica, sanitaria e non solo. La pandemia è stata ed è tutt’ora una vera e propria tragedia a 360° per il mondo. Non solo sui versanti più dibattuti in questo momento, ma anche su altri aspetti, a torto considerati marginali. Aumentano infatti in maniera considerevole le violenze. Di tutti i tipi, specie quelle nei confronti dei bambini. Violenze fisiche e psicologiche. A lanciare l’allarme, di cui parliamo oggi, 2 ottobre - Giornata internazionale della non violenza -, è la Ong Save the Children, forte dei numeri e delle statistiche dell’Onu.

I conflitti aumentano - Nonostante il cessate il fuoco planetario adottato tre mesi fa da una risoluzione delle Nazioni Unite, che avrebbe consentito ai Paesi e alle organizzazioni umanitarie di concentrarsi sulla lotta contro la pandemia di Covid-19, i conflitti in corso sono proseguiti e stanno spingendo milioni di persone sull'orlo della carestia, almeno 21.347 persone sono state uccise in aree di guerra. I gruppi armati, denuncia Save the Children, hanno infatti continuato o addirittura aumentato i combattimenti, contribuendo a un aumento devastante dell'insicurezza alimentare e della probabilità di carestia causata dai conflitti.

Prime vittime: i bambini - L'Onu ha emesso un avvertimento la scorsa settimana sul rischio di carestia indotta dal conflitto in Sud Sudan, Yemen, Repubblica Democratica del Congo e Nigeria nord-orientale. In Yemen, nonostante l’appello delle Nazioni Unite al cessate il fuoco, un sistema sanitario già al collasso dopo più di cinque anni di conflitto fatica a contenere il virus sotto ai bombardamenti. Qui gli attacchi sono più che raddoppiati nei primi sei mesi del 2020 rispetto alla seconda metà del 2019 (+139%). Quattro bambini su cinque hanno disperato bisogno d’aiuto e 30.000 in più rischieranno la vita per la malnutrizione entro il 2020. Gli impatti economici del Covid-19 hanno peggiorato l'insicurezza alimentare, circa 110 milioni di bambini in più soffrono la fame a livello globale a causa della pandemia.

Bersagliati da tre piaghe - Violenza domestica, fame, lavoro minorile. Così la pandemia ha colpito i bambini nel mondo. Le scuole chiuse hanno provocato conseguenze devastanti: fame, più violenza, lavoro minorile e cancellazione di un futuro costruito a fatica negli anni. I numeri: nel 2020, 117 milioni di bambini in più al mondo potrebbero cadere in povertà; 9,7 milioni di minori rischiano di non tornare mai più a scuola e 80 milioni di bambini rischiano di non poter ricevere vaccini essenziali. Chi paga il prezzo più alto sono le femmine, che con la pandemia hanno dovuto occuparsi ancora di più della casa con un importante gender gap rispetto ai maschi: 63% contro il 43%.

I numeri della vergogna - Ogni anno nel mondo 1 miliardo di bambini e ragazzi tra i 2 e i 17 anni è vittima di violenza fisica, sessuale o psicologica, 12 milioni di ragazze si sposano prima dei 18 anni, spesso con uomini molto più grandi di loro, mentre 85 milioni di minori sono coinvolti in pericolose forme di lavoro minorile. Numeri che rischiano seriamente di aumentare in maniera considerevole nei prossimi mesi a causa proprio della pandemia che ha finito per colpire le fasce più deboli e povere della popolazione. In una famiglia su tre sono stati registrati episodi di violenza domestica dall’inizio della pandemia secondo il 17% dei bambini intervistati, contro l’8% pre-Covid.

«Stop alle guerre per sconfiggere il Covid-19»
Dalla giornata internazionale per la pace a quella mondiale della non violenza. Dal 21 settembre al 2 ottobre il passo è breve, il concetto non cambia così come la sostanza del grido d’aiuto che arriva dalle organizzazioni umanitarie per fermare l’onda nera che investe il mondo. Ancor di più in questo momento. «Nessuno sforzo per battere il Covid-19 può avere successo mentre guerra e violenza minacciano l’uomo. Per combattere questo virus è necessaria tutta la cooperazione globale rappresentata dall'Onu» ha detto David Miliband, Ceo dell'International Rescue Committee. «La verità è che stiamo pericolosamente esaurendo il tempo. Il Covid ha già avuto un impatto devastante sulla vita di donne e bambini, i più penalizzati nelle realtà più a rischio» ha dichiarato Inger Ashing, Direttore Generale di Save the Children.

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