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La riapertura delle università potrebbe causare una seconda ondata di contagi di coronavirus (immagine d'archivio).
REGNO UNITO
30.08.20 - 10:100
Aggiornamento : 12:57

Riaprire le università «potrebbe innescare una seconda ondata»

Il segretario generale dell'University and College Union accusa il governo di favorire «una crisi sanitaria».

Il ministro dell'Istruzione invita i genitori a mandare i figli a scuola.

LONDRA - La riapertura delle università potrebbe innescare una seconda ondata di Covid-19 a meno che non si faccia ricorso alla didattica a distanza: è l'allarme formulato dagli accademici britannici dell'University and College Union (Ucu), e rilanciato dal Guardian.

Secondo il segretario generale dell'Ucu Jo Grady il governo starebbe «favorendo una crisi sanitaria».

Grady ha anche accusato il governo di una mancanza di pianificazione. L'associazione preferirebbe che gli studenti evitassero i campus fino a Natale a meno che si avvii un programma di test nelle università.

Il ministro ai genitori: «Mandate i figli a scuola» - I genitori che si rifiuteranno di mandare i propri figli a scuola per il timore di contagio da coronavirus rischiano di «intaccare enormemente le loro future opportunità di successo»: ne è convinto il ministro dell'Istruzione britannico, Gavin Williamson, che è intervenuto su questo tema mentre milioni di ragazzini in Inghilterra e nel Galles si preparano a tornare sui banchi la settimana prossima.

In una lettera aperta indirizzata ai genitori del Regno, riporta la Bbc, il ministro esorta i genitori a non mettere a repentaglio il futuro dei propri figli: «Se un bambino non va a scuola rischia di perdere molto di più di qualche mese di apprendimento. Questo potrebbe intaccare enormemente le loro future opportunità di successo», scrive Williamson sottolineando che «l'istruzione è un diritto di nascita, quindi assicuriamoci di riportare tutti i bambini a imparare, a giocare e a essere di nuovo bambini».

È «generalmente accettato» che la salute e il benessere dei bambini siano maggiormente a rischio se non tornano a scuola, ricorda poi il ministro citando una dichiarazione congiunta delle massime autorità sanitarie del Paese, secondo cui «pochissimi, se non nessun» bambino e adolescente, subirebbero danni di lungo periodo dal Covid-19 solamente frequentando la scuola.

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