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«Vi chiedo di sostenere il risveglio della Bielorussia»
Keystone
LITUANIA / BIELORUSSIA
19.08.20 - 15:170
Aggiornamento : 15:51

«Vi chiedo di sostenere il risveglio della Bielorussia»

L'oppositrice Svetlana Tikhanovskaya chiede appoggio ma anche «rispetto». L'Ue imporrà sanzioni.

VILNIUS / MINSK - Svetlana Tikhanovskaya ha diffuso un video, in inglese, in cui si appella ai leader dell'Unione Europea perché sostengano il popolo bielorusso. «Vi chiedo di non riconoscere queste elezioni-farsa», dice la 37enne ex insegnante (d'inglese) divenuta il simbolo della rivolta bielorussa contro il presidente Alexander Lukashenko, che avrebbe «perso ogni legittimità agli occhi della nostra nazione».

«Vi chiedo di sostenere il risveglio della Bielorussia, chiedo a tutti i Paesi di rispettare il diritto internazionale, di rispettare la sovranità della Bielorussia e le scelte del popolo bielorusso», aggiunge Tikhanovskaya.

Il presidente dell'Europarlamento: «Interventi esterni intollerabili» - «Il futuro della Bielorussia può essere deciso solo dai suoi cittadini», eventuali interventi esterni «non sarebbero tollerabili». Lo ha dichiarato il presidente dell'Europarlamento David Sassoli nel suo video-intervento al vertice straordinario del Consiglio europeo sulla crisi in Bielorussia. L'Ue ha il dovere di «sostenere la richiesta dei cittadini di poter svolgere al più presto nuove elezioni e garantire che gli atti di violenza e tortura siano accertati e puniti» anche attraverso l'adozione di sanzioni «al più presto», ha aggiunto. Per Sassoli, il ricorso a «misure sanzionatorie» deve servire «per accertare e punire le gravi violazioni dei diritti umani, considerando anche l'opportunità di intervenire congelando il patrimonio di coloro che stanno abusando del loro potere e violando le libertà fondamentali dei cittadini».

Mosca: «L'UE mossa da ragioni geopolitiche» - Le dichiarazioni sulla situazione in Bielorussia rilasciate dai Paesi baltici, dalla Polonia e dal Parlamento europeo sono puramente geopolitiche. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov in un'intervista a Rossiya 1 TV. «Quello che ora sentiamo dalle capitali europee, soprattutto dai Paesi baltici, così come dalla Polonia e dal Parlamento europeo, tutto ciò non riguarda il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, i diritti umani e la democrazia. Si tratta di geopolitica», ha sottolineato Lavrov secondo quanto riporta Interfax.

«Il nostro aiuto per ora non serve» - Non c'è bisogno al momento di «sostegno russo» alla Bielorussia nel quadro del trattato sullo Stato dell'Unione e del Trattato di Sicurezza collettiva. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che la situazione in Bielorussia va tenuta all'interno «dell'alveo legale» e va costruito «il dialogo». Lo riporta l'agenzia Tass. «I mezzi militari russi si trovano nel territorio della Federazione Russa», ha sottolineato facendo riferimento a indiscrezioni dei giorni scorsi che parlavano di una possibile colonna di veicoli dell'esercito russi entrati in Bielorussia.

Merkel: «No a interventi esterni in Bielorussia» - L'Ue «vuole sostenere la società civile», «ma per noi è chiaro che la Bielorussia deve trovare da sola la sua strada» e non devono esserci interventi «dall'esterno». Lo ha detto Angela Merkel dopo il Consiglio europeo in conferenza stampa a Berlino. La cancelliera tedesca ha spiegato di aver provato a contattare telefonicamente il leader bielorusso Lukashenko, «ma purtroppo la telefonata non c'è stata». Rispondendo a una domanda specifica, Merkel ha affermato di non vedere possibile un suo ruolo di mediatrice nello scontro in Bielorussia: «Per mediare serve la disponibilità delle due parti» e Lukashenko ha rifiutato il colloquio, ha spiegato.

L'Ue imporrà sanzioni e non riconosce l'esito del voto - L'Ue imporrà sanzioni contro i responsabili delle violenze e delle violazioni dei diritti civili in Bielorussia. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel al termine del vertice straordinario svoltosi oggi sulla crisi nel Paese. I presidenti del Consiglio Europeo, Charles Michel, e della Commissione, Ursula von der Leyen, hanno inoltre dichiarato che le elezioni svoltesi il 9 agosto scorso in Bielorussia non solo non sono state libere, corrette e rispondenti ai criteri internazionali, ma sono state anche falsificate.
 
 


 
 

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