Keystone
STATI UNITI
11.08.20 - 21:360

L'aggressore alla Casa Bianca «voleva uccidere»

Tuttavia, rispetto a quanto si pensasse, l'uomo non era armato

NEW YORK - Correva urlando minacce, voleva uccidere. È per questo che un agente dei servizi segreti stazionato fuori dalla Casa Bianca ha sparato a Myron Berryman.

L'uomo, di 51 anni, è in ospedale e si appresta a essere accusato di aggressione ma, a dispetto di quanto inizialmente riferito, non era armato. O meglio nessun arma gli è stata rinvenuta addosso o nelle vicinanze.

La sparatoria a un solo isolato da Pennsylvania 1600 ha costretto il Secret Service ad allontanare Donald Trump dal podio della sala stampa da dove aveva iniziato a parlare solo pochi minuti prima. Sull'incidente il Secret Service ha avviato un'indagine.

Le indagini preliminari hanno rivelato che l'uomo non era in possesso di nessuna arma, pur avendo dichiarato di essere armato quando ha iniziato a correre in modo forsennato contro l'agente in servizio fuori dalla Casa Bianca. Mentre correva sembrava voler estrarre qualcosa dalla tasca e questo gesto, insieme alla minacce, ha spinto l'agente ad aprire il fuoco.

Mentre in strada si consumava lo scontro, Trump aveva da poco preso la parola per il briefing quotidiano della task force sul coronavirus. Dal podio stava criticando il sistema di voto via posta ed elogiando il lavoro della sua amministrazione nella lotta al «virus cinese», quando un agente ha richiamato la sua attenzione e gli ha intimato di lasciare la stanza. Trump si è scusato con i presenti e si è allontanato.

Fra i giornalisti presenti in sala stampa è scoppiato il panico: molti agenti armati si sono in pochi minuti addensati nel giardino della Casa Bianca, subito posta in lockdown. La paura è durata pochi minuti, poi la porta della sala stampa si è riaperta e Trump è riapparso, spiegando che c'era stata una sparatoria fuori dalla Casa Bianca ma che tutto ora era «sotto controllo».

Ha quindi riferito di essere stato portato dal Secret Service nello Studio Ovale, ha ringraziato gli agenti per il lavoro che fanno quotidianamente e ha detto di sentirsi completamente al sicuro nelle loro mani. Poi ha aggiunto: «Il mondo è un posto pericoloso e la sparatoria potrebbe non avere nulla a che fare con me».

Dopo le spiegazioni di rito, Trump ha ripreso la conferenza stampa dal punto in cui l'aveva interrotta.

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