Keystone
Il Primo Ministro bulgaro Boyko Borissov, al centro delle proteste.
BULGARIA
17.07.20 - 06:300

«Corrotti», «mafiosi», le proteste in Bulgaria non si placano

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza negli ultimi giorni per protestare contro il Governo

SOFIA - È passato l'ottavo giorno consecutivo in cui decine di migliaia di manifestanti si sono radunati in piazza a Sofia e altre città bulgare per protestare contro «il modello oligarchico e mafioso del Governo» di Boyko Borissov.

Nel caos che sta colpendo il Paese, mercoledì Borissov ha annunciato di aver chiesto le dimissioni di Vladislav Goranov, Ministro delle finanze, di Mladen Marinov, Ministro dell'interno e di Emil Karanikolov, Ministro dell'economia, per dissipare i sospetti che i tre fossero manipolati dal Partito della minoranza turca (Dps) all'opposizione. La notizia delle dimissioni è stata accolta con entusiasmo dai manifestanti, che però hanno insistito per la rimozione dell'intero esecutivo.

In realtà, Borissov ha anche spiegato che per ora non accetterà le loro dimissioni. Il «Governo deve rimanere al suo posto per riuscire a battere la sfida coronavirus», ha detto, ammettendo che valuta però di rivedere presto la composizione del suo gabinetto.

In un appello alla nazione, il Presidente della repubblica Rumen Radev ha invece chiesto di nuovo le dimissioni di Borissov. «L'intenzione del governo e del procuratore generale di sopravvivere e rimanere al potere con insinuazioni e intrighi non serve ad altro che a prolungare la crisi», ha detto Radev. A suo giudizio, «l'attuale modello oligarchico di esercitare il potere si è esaurito ed è stato respinto dal popolo». Radev e Borissov, lo ricordiamo, si accusano e si attaccano da mesi di non fare l'interesse della Bulgaria e dei suoi cittadini.

«La mobilitazione dei bulgari è un'espressione del consenso nazionale contro la mafia al potere, del coraggio di chiamare i problemi con i loro nomi reali, della determinazione a non tollerare più la corruzione sotto l'ombrello della Procura», ha concluso il Presidente.

Il Parlamento, nel frattempo, sta preparando un'ennesima (la quinta) mozione di sfiducia nei confronti del premier, sempre motivata dalla «corruzione dilagante» presente nel Paese.

Al centro degli attacchi dei manifestanti anche il procuratore generale Ivan Geshev, per la sua incapacità di garantire lo stato di diritto e mantenere una neutralità, invischiato in legami con gli alti funzionari e i potenti magnati del Paese. Anche Geshev ha però negato ogni accusa e si è rifiutato di dimettersi.

Elena Jonceva, eurodeputata del paese, ha dichiarato che «La Bulgaria è il Paese più povero nell'Unione europea: perde ogni anno 11 miliardi di euro a causa della corruzione».

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