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Le persone che lavorano da casa durante la pandemia sono più vulnerabili a bullismo e molestie sessuali. Lo indica una ricerca condotta in Australia.
AUSTRALIA
15.07.20 - 10:010
Aggiornamento : 10:36

Lo studio: chi lavora da casa è più vulnerabile a molestie e bullismo

È importante che i datori di lavoro rafforzino l'importanza del comportamento atteso dai dipendenti

SYDNEY - Le persone che lavorano da casa durante la pandemia sono più vulnerabili a bullismo e molestie sessuali. Lo indica una ricerca condotta in Australia da ricercatori legali, secondo cui le situazioni di telelavoro rendono più difficile per i datori di lavoro individuare le molestie sessuali.

Durante le comunicazioni online vi sono meno possibilità di un'osservazione incidentale di comportamenti inappropriati e d'intervento da parte di superiori o di persone presenti - scrive Adriana Orifici del dipartimento di diritto commerciale dell'Università Monash di Melbourne, sul sito dell'università. Questo significa che le molestie sessuali possono restare non rilevate più a lungo o possono intensificarsi prima di essere denunciate, perché lavorare da una postazione remota impedisce le comunicazioni informali fra dipendenti e dirigenti, aggiunge Orifici.

È importante che i datori di lavoro rafforzino l'importanza del comportamento atteso dai dipendenti, attraverso formazione professionale, canali di comunicazione e regole, per ridurre il rischio di comportamenti inappropriati. La ricerca mostra inoltre che le donne sono restie a presentare reclami a causa dell'alto costo di azioni legali.

«Le consulenze e le vertenze legali sono costose e non risultano in alcun guadagno. In realtà, una donna può vincere in tribunale e comunque finire in perdita, una volta saldata la parcella dell'avvocato», aggiunge la studiosa. «Il problema del lavoro a distanza è che le persone restano isolate dalle reti di supporto di colleghi e di confidenti in ufficio. E non c'è dubbio che i dipendenti sono a più alto rischio di molestie senza una rete di sostegno».

Commenti
 
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Libero pensatore 1 mese fa su tio
Mah, mi pare una teoria piuttosto bizzarra. Innanzitutto una molestia perpetrata online, ancorché pessima e inaccettabile, credo sia meno pesante da subire rispetto ad una molestia che abbia anche implicazioni a livello fisico. Inoltre credo anche che molestie perpetrate tramite chat o telefonate sia facilmente dimostrabile: basta registrare o fare dei print screen. Molestie che avvengono verbalmente sono più difficilmente dimostrabili.
Katia Rodrigues 1 mese fa su fb
Come se andare fisicamente non arreca lo stesso problema 🙄
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