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Seconda notte in cure intense per Boris Johnson.
REGNO UNITO
08.04.20 - 14:080
Aggiornamento : 14:45

Seconda notte nel reparto di cure intense per il premier britannico Johnson

Secondo i media la febbre si sta abbassando e a curarlo ci sarebbe il miglior pneumologo del Regno Unito

LONDRA - Boris Johnson ha passato la seconda notte nel reparto di cure intense dell'ospedale londinese di St. Thomas.

Il 55enne non è attaccato a un ventilatore ma usufruisce di un sostegno respiratorio, ovvero di ossigeno. Secondo il Times la febbre è leggermente diminuita, mentre il Telegraph sostiene che a prendersi cura del suo stato di salute sia Richard Leach, considerato il miglior pneumologo del Regno Unito.

Downing Street, che non ha confermato né smentito le dichiarazioni della stampa britannica, ha comunicato che continua lo «stretto monitoraggio» del premier. Il ministro della Salute Edward Argar, citato dalla Bbc, ha dichiarato che Johnson «è stabile e il suo spirito è buono».

Argar, nel corso della trasmissione "Bbc Breakfast", ha spiegato che un alleggerimento delle misure di contenimento della pandemia di coronavirus non avrà luogo lunedì della settimana prossima, come inizialmente si prevedeva. Le evidenze scientifiche «non ci consentono di prendere una decisione». Il ministro ha spiegato che «dobbiamo superare il picco prima di poter pensare di apportare modifiche», ma anche che «è troppo presto per dire quando lo raggiungeremo».

Gli ultimi aggiornamenti - Le condizioni di Johnson, sempre ricoverato all'ospedale St. Thomas, sono «clinicamente stabili». Il premier britannico «risponde ai trattamenti», ha spiegato un portavoce di Downing Street e, seppure non sia in grado di lavorare, è cosciente è può «contattare chi vuole».

«Siamo enormemente grati dei messaggi di sostegno che il Primo Ministro ha ricevuto» ha spiegato il portavoce governativo, aggiungendo che Johnson è «su di morale» e considera «fantastica la risposta della popolazione al coronavirus, esemplificata al meglio dell'applauso collettivo rivolto allo staff del Servizio sanitario nazionale ogni settimana».

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