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MILANOMamme ai tempi del coronavirus, tra uomini più colpiti e strascichi (pesanti) della malattia

12.03.20 - 06:06
I rischi aumentano durante gravidanza e parto? Il cambio del sistema immunitario e il recettore ACE2 fanno la differenza
Keystone (foto d'archivio)
Mamme ai tempi del coronavirus, tra uomini più colpiti e strascichi (pesanti) della malattia
I rischi aumentano durante gravidanza e parto? Il cambio del sistema immunitario e il recettore ACE2 fanno la differenza
La Professoressa Valeria Savasi, responsabile di ostetricia e ginecologia al “Sacco” di Milano, ha fatto chiarezza: «Abbiamo avuto in cura la moglie dell'ormai famoso “paziente-1”»

MILANO - Il primo pensiero di tutti noi è in questo momento rivolto al coronavirus, ospite inaspettato e poco piacevole capace di stravolgere quotidianità, vite, governi.

Chiunque, senza distinzione di età, sesso, genere, posizione sociale e quant'altro, sta cercando di capire come affrontare e come comportarsi davanti all'avanzata del contagio del Covid-19. Tra le “categorie” mai – o troppo raramente – citate c'è quella delle donne incinte, o di quelle che hanno appena partorito. Già chiaramente cariche di dubbi per l'evento magico, queste ragazze devono ora confrontarsi con problematiche supplementari.

«Vorrei cominciare dicendo che non esistono prove che possa verificarsi una trasmissione verticale – ha specificato la Professoressa Valeria Savasi, Responsabile Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Ospedale Sacco-Università Milano” - Liquidi amniotici, funicolo, outcame neonatale... seppure relative a solo diciotto pazienti, le analisi hanno sempre smentito il passaggio del virus dalla mamma al bambino».

La gravidanza in sé presenta particolari complicazioni?
«Le donne in dolce attesa sono in generale a maggior rischio di sviluppare infezioni delle vie respiratorie, che possono avere evoluzioni severe e pertanto necessitano di una presa in carico appropriata nel momento in cui accedono alla Struttura sanitaria. Per il momento e per i dati a disposizione, il Covid-19 non sembra creare problemi aggiuntivi. Questo è un bene, tenendo conto del fatto che, per esempio, la SARS fu molto pesante per chi stava portando avanti una gravidanza. Sappiamo dallo studio di altre infezioni virali che è possibile il passaggio dei virus al feto durante le varie fasi della gravidanza o del parto. È necessaria una viremia alta che dura per un certo periodo. Anche questo virus presenta in alcuni soggetti viremie molto alte. Circola quindi nel sangue e non solo nelle vie respiratorie. Potenzialmente potrebbe passare attraverso il compartimento materno-fetale. I dati a disposizione però ci dicono che non è così. Probabilmente questa viremia dura troppo poco per poter arrivare fino al feto. Inoltre non dimentichiamoci che c’è un organo fondamentale di protezione tra la mamma e il suo bambino che è la placenta, il cui compito è anche quello di cercare di impedire il passaggio di microrganismi potenzialmente nocivi».

Come si spiega questa sorta di minor predisposizione al contagio delle donne incinte?
«Difficile stabilirlo. Forse dipende dal sistema immunitario, che in una ragazza gravida passa da TH1 a TH2. Questo cambiamento potrebbe risultare protettivo. Le donne in genere, comunque, sono meno colpite degli uomini. I contagiati sono in prevalenza maschi, e stiamo parlando di una netta prevalenza».

In rapporto, 60%-40%?
«Non ho i dati esatti sui contagiati, ma si registra una prevalenza maschile. I cinesi hanno riportato 42% donne - 58% uomini, in Lombardia, in rianimazione, siamo a 43% - 57%».

Qual è il motivo di tale differenza?
«L'ipotesi è che dipenda dal recettore ACE2, che per le donne è meno espresso a livello degli alveoli. Gli studi scientifici, pure quelli pubblicati sul Lancet (autorevole rivista medica, ndr), non sono purtroppo molti e sono di scarsa qualità. Questo perché in Cina, dove è partito tutto, si sono – giustamente – impegnati più nella cura dei malati che nella ricerca. E qui la situazione è fluida, in continuo aggiornamento».

Le future mamme possono star tranquille. Ma quando si arriva al momento del parto?
«Il parto vaginale rimane sicuramente da preferire, anche perché nelle secrezioni il virus non sembra essere presente. Il taglio cesareo aumenta la morbilità e mortalità materna se motivo di infezione».

Dopo la nascita come ci si deve comportare con l'allattamento?
«Nel latte non è stato trovato il virus e l'allattamento è sempre indicato. Vista la situazione, ci sono in ogni caso delle linee guida da seguire per ridurre al minimo il rischio di contagio. La mamma positiva ma asintomatica può attaccare il bambino, rispettando le comuni regole igieniche del periodo. Deve quindi farlo in un'area dedicata, usando la mascherina e dopo essersi lavata le mani. La mamma che ha sintomi ed è risultata positiva al tampone non può invece attaccare il neonato al seno. Deve spremere il latte. Queste indicazioni sono state date tenendo conto del fatto che non si è ancora in grado di stabilire quanto siano contagiosi i soggetti positivi al tampone ma asintomatici. Un esempio?».

Prego.
«Abbiamo avuto in cura la moglie dell'ormai famoso “paziente-1”. Lei è sempre stata asintomatica, i genitori e la migliore amica, anche lei gravida, sono tutti risultati negativi. Per questo abbiamo deciso di indicare alle donne contagiate ma senza sintomi di attaccare il bambino per l'allattamento».

I dottori del “Sacco” sono in trincea in questo momento...
«Sono giornate intense soprattutto dal punto di vista organizzativo, è vero. Stiamo preparandoci per essere un centro di riferimento per le donne gravide; stiamo pensando percorsi stabiliti per mettere in sicurezza chi è già infetta e chi sospetta di esserlo. All'aspetto clinico si aggiunge poi la ricerca. Questa situazione non è in ogni caso una novità per noi: sappiamo che le epidemie possono arrivare».

Questa è particolarmente contagiosa.
«Ciò di cui non si parla mai, sbagliando, è la morbilità che il coronavirus si porta dietro. Si racconta sempre di mortalità, di percentuale di persone che guariscono o che non sopravvivono, ma non di conseguenze. I polmoni di chi si è trovato a fare i conti con una polmonite interstiziale importante difficilmente torneranno come prima della malattia. Molti dei malati rimarranno segnati: saranno costretti a fare i conti con un'insufficienza respiratoria cronica».

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COMMENTI
 

ND 4 anni fa su tio
Ok Tio, complimenti per il vostro contributo alla serenità della popolazione in questo momento. Bei messaggi che rassicurano non ne avete?

Arciere 4 anni fa su tio
Risposta a ND
Un sito di informazioni dà informazioni, spiega come stanno le cose. Se hai bisogno di serenità o di aiuto spirituale, un parroco farebbe magari al caso tuo. Se hai bisogno di ridere va' al circo a vedere i pagliacci, e se hai bisogno di far finta che vada tutto bene va' a Disneyland (se sono ancora aperti).

Bacche80 4 anni fa su tio
Attenzione: in questo articolo c’è di sicuro un errore. Prima si dice che le mamme asintomatiche possono attaccare il Bimbo al seno. Nella risposta dopo viene indicato che le mamme senza sintomi non devono attaccare il bimbo al seno. Qual è il messaggio corretto?

Tarok 4 anni fa su tio
Spero che la redazione di TIO cancelli tutti i link che istigano a leggere baggianate tratte da facebook, whatsapp o "mio cuggino mi ha detto che". basatevi su documenti pubblicati su giornali scientifici e non dal libretto della parrocchia. Va bene liberta di opinione ma seminare teorie balzane é terrorismo.

don lurio 4 anni fa su tio
Ho letto sui media di ieri, che a Napoli l'antidoto contro artrite funziona contro il coronavirus e lo distribuiscono gratis. speriamo bene…..

tazmaniac 4 anni fa su tio
Risposta a don lurio
a Napoli distribuiscono GRATIS qualcosa che funziona contro il virus....ahaahahaahaha!! Grazie, una risata di questi tempi fa davvero bene...ahhaahahaah!

Arciere 4 anni fa su tio
Risposta a tazmaniac
Il soggetto era già stato trattato qualche giorno fa. Avevo scritto un post rivolto ai mattacchioni che ridevano di questo farmaco di Roche concepito per l'artrite. Sembra che funzioni ed effettivamente Roche lo offre gratis "off label, cioè al di fuori delle indicazioni per cui è registrato". Vedi Il Messaggero di oggi (online): Coronavirus, a Napoli il farmaco anti artrite che fa sperare. L'oncologo: «Funziona, datelo a tutti i malati». Non mi sembra tempo di ridere e sfottere. Non prima di aver verificato. A parte ciò, prova a entrare in una panetteria a Lugano e in una a Napoli dicendo che hai fame ma non hai soldi. Quale delle due ti regalerà una pagnotta, secondo te?

tazmaniac 4 anni fa su tio
Risposta a Arciere
senti "bello", abbassa le alette e stai sereno. Guardati gli altri post che ho scritto, non mi sembra di prendere sotto gamba il problema. Il pane gratis te lo danno sicuramente a Napoli, ma mi sembra che il mio Belpaese abbia ampiamente dimostrato che quando si tratta di salvarsi la pelle, non guardano in faccia a nessuno. Ora, i ricercatori mondiali stanno diventando matti per trovare un vaccino e qui si scrive che per caso, a Napoli hanno scoperto questa cosa e nessuno se ne occupa...daiii...permetti che una risatina mi possa scappare o secondo il tuo dettame da mo' è vietato ridere fino a nuovo avviso? E permetti che qualche dubbio mi resti, detto questo, speriamo non sia una fake news, perchè sarebbe una gran bella notizia e potrebbe aiutare i ricercatori ad accorciare i tempi di ricerca.

Arciere 4 anni fa su tio
Risposta a tazmaniac
Senti "bello", la verità è che non avevi neanche preso la briga di verificare e che hai sfottuto l'autore di un post che ha riportato informazioni veritiere e verificabili in cinque minuti, con tanti "ahahah" da adolescente ritardato. Continua pure a ridere, come un sacco di altri stolti su questo blog, e lascia tranquillo chi legge e si informa.

tazmaniac 4 anni fa su tio
Risposta a Arciere
ps guarda che fungo è in senso amichevole, la vediamo allo stesso modo e mi sembra assurdo che discutiamo tra noi no? Daiii...già è pesante la situazione, un sorriso allunga la vita, lo sai? ;o)

tazmaniac 4 anni fa su tio
Risposta a Arciere
Le autorità americane hanno concesso l'autorizzazione con procedura d'emergenza a un test per il coronavirus sviluppato da Roche che permetterà a ospedali e laboratori di sottoporre a verifica anche grandi quantità di campioni, ottenendo risultati in tre ore e mezza. ...ma non avevano mica già un medicamento che davano via gratis e che funzionava? :oI

tazmaniac 4 anni fa su tio
Risposta a tazmaniac
ah ok, ora ho trovato, solo per i casi gravi. Beh, è già un inizio...sperem... :oI

Pepperos 4 anni fa su tio
Malattia cronica.....
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