Keystone
Una scuola chiusa a Genova
ITALIA
07.03.20 - 12:200

La chiusura delle scuole causa disagi per 5 milioni di genitori italiani che lavorano

Nella vicina penisola tutte le lezioni sono sospese almeno fino al 15 marzo prossimo.

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ROMA - La chiusura delle scuole è una misura invocata da alcuni anche in Ticino al fine di rallentare la diffusione del nuovo coronavirus. In Italia, dove su tutto il territorio nazionale le lezioni sono state sospese almeno fino al 15 marzo, il provvedimento non manca tuttavia di causare molti disagi.

Secondo una stima della Fondazione studi dei consulenti del lavoro italiana, più di 5 milioni di lavoratori dipendenti e autonomi potrebbero infatti subire conseguenze negative per quanto riguarda la loro organizzazione familiare. Conciliare l'attività occupazionale con la cura a tempo pieno dei congiunti, soprattutto dei figli minori, è infatti una sfida. Analizzando le caratteristiche della platea dei 5,1 milioni di occupati interessati dalle iniziative per arginare l'avanzata del coronavirus, sulla base dei dati Istat «2 milioni 697.000 sono donne e 2 milioni 442.000 uomini», «349.000 sono genitori single e 4 milioni 790.000 coppie con entrambi i genitori occupati e con almeno un figlio con meno di 15 anni di età».

Il gravame della gestione degli allievi costretti a rimanere a casa, si legge, interesserà principalmente la platea femminile, ovvero «sia le mamme single (302.000 contro i 47.000 papà soli) sia le lavoratrici dipendenti (2 milioni 234.000 contro un milione 809.000 addetti), ancora oggi costrette a dover scegliere tra la vita professionale e quella familiare in assenza di misure che favoriscano una vera conciliazione dei tempi di vita e di lavoro». Sempre in base alle cifre dell'Istituto di statistica, argomentano i professionisti, nel 2019 vi sono state 2 milioni 797.000 donne nella Penisola, corrispondenti al 14,5% del totale della popolazione femminile tra i 15 e 64 anni, che hanno «gettato la spugna», rinunciando, cioè, del tutto a trovare un impiego per l'impossibilità di ottenere un aiuto in ambito domestico.

«Un dato estremamente elevato, se comparato al resto d'Europa, dove, al contrario, soltanto l'8,2% della platea femminile non lavora per motivi familiari, e in forte crescita negli ultimi anni (tra 2016 e 2019 il numero delle inattive per tali motivi è aumentato di 619.000 unità), registrando un incremento del 28,4%», si legge nel rapporto.
 
 

Commenti
 
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sedelin 1 anno fa su tio
serve a nulla, anzi crea numerosi altri problemi.
seo56 1 anno fa su tio
No comment!
Norvegianviking 1 anno fa su tio
@seo56 Commenta invece. Se non l'avessero fatto e anche un solo caso fosse emerso nelle scuole apriti cielo. Si tratta di una situazione al limite, per me hanno fatto bene. Certo per alcune famiglie è un problema, ma tutti troveranno una soluzione, è nell'isola dell'italiano l'arte di arrangiarsi. Anche nelle difficoltà. Anzi sopratutto.
Bayron 1 anno fa su tio
@seo56 É l’Italia dove tutto è il contrario di tutto. Si chiudono le scuole e si aprono i porti...
seo56 1 anno fa su tio
@Norvegianviking Chiudono le scuole, tribunali e aprono i porti. Funzionano a pieno regime le metropolitane, stazioni, treni ecc. dimmi tu se non è incoerenza questa...
Norvegianviking 1 anno fa su tio
@seo56 Tu cosa faresti ? Vuoi bloccare del tutto un paese ? Come ti muovi se non hai l'auto ? Dove vieni curato se hai altre patologie che non sia questo virus ? Cosa mangi se i supermercati chiudono ? Prova a vedere se lo facessi in Ticino. Tutto chiuso tutto fermo ? Sopravviveresti ?
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