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Un romanzo del 1981 ha "previsto" un'epidemia causata da un virus chiamato "Wuhan-400".
STATI UNITI
14.02.20 - 06:000

Un romanzo del 1981 e un virus mortale chiamato "Wuhan-400"

"The Eyes of Darkness", opera di fiction dello scrittore Dean Koontz, viene vista da molti come una profezia dell'epidemia

NEW YORK - Un virus letale, creato in laboratorio come arma batteriologica ma sfuggito di mano ai suoi inventori. E che si chiama Wuhan-400. Sono gli elementi di "The Eyes of Darkness", romanzo thriller scritto nel 1981 dallo scrittore americano Dean Koontz. 

La trama - La protagonista della storia è una madre, Christina Evans, il cui figlio Danny è morto durante un campeggio. O forse no, come lasciano intendere alcuni messaggi che riceve e che la portano a cercare la verità. Alla fine la donna trova Danny all'interno di una struttura militare, dove è confinato in seguito a una contaminazione accidentale con i microrganismi creati in laboratorio situato nei pressi della megalopoli cinese.

Il suo ideatore, lo scienziato cinese Li Chen, era fuggito in precedenza negli Stati Uniti portando con sé tutti i dati per ricreare «l'arma perfetta». Tale viene considerata dai vertici militari grazie alle sue caratteristiche: colpisce solo gli esseri umani e non è in grado di sopravvivere per più di un minuto fuori dal corpo umano. In questo modo è perfetta per sterminare un determinato obiettivo, senza poi dover compiere una lunga e complessa operazione di bonifica.

Pane per i complottisti - Da qualche giorno la coincidenza tra i dettagli del romanzo e la realtà sta circolando molto online. La trama di "The Eyes of Darkness" si avvicina molto ad alcune teorie del complotto che circolano in queste settimane, secondo le quali l'epidemia di coronavirus sarebbe la conseguenza di un errore in un laboratorio cinese che fabbrica armi batteriologiche. Ipotesi che sono state tutte smentite, nella maniera più assoluta.

Il laboratorio di Wuhan - A Wuhan esiste davvero una struttura all'avanguardia nel campo dei virus, ma non opera per creare armi di distruzione di massa. Anzi: è l'Istituto di virologia, del quale fa parte il team guidato dallo scienziato Zheng-Li Shi che per primo ha isolato il nuovo coronavirus. Un istituto in primissima linea per combattere la malattia che tanto sta facendo parlare di sé.

L'ispirazione - Da cosa ha tratto ispirazione Koontz per creare i dettagli del suo virus mortale? Wuhan è da tempo la sede di numerose aziende che si occupano di virus e microbiologia e «scrittori intelligenti come Koontz avrebbero usato queste informazioni reali per rendere la storia sia convincente che inquietante» ha dichiarato l'esperto di libri Albert Wan al South China Morning Post. Vari autori spiegano che gli elementi fiction usati da Koontz nel romanzo pescano da dettagli reali, alcuni di dominio pubblico da decenni e altri frutto delle ricerche che l'autore deve aver compiuto.

Una "profezia" come tante - Il giallista di Hong Kong Chan Ho-kei ritiene che non sia così improbabile imbattersi in questo genere di "profezie" nella letteratura di finzione. «Se si guarda con attenzione, scommetto che si possono scovare delle profezie per quasi ogni tipo di evento. La probabilità è bassa, ma non è impossibile». Basti pensare a un'opera d'arte (anche se di cinema si parla) come "2001: Odissea nello spazio" di Stanley Kubrick. Il geniale cineasta inserì nel suo film del 1968 oggetti che sono stati realmente inventati: gli schermi che gli astronauti usano non sono altro che dei "progenitori" degli attuali tablet.

Una fortuna per Koontz - Il 74enne Koontz è uno scrittore di successo, le cui opere sono state tradotte in quasi 40 lingue e che hanno venduto centinaia di milioni di copie. "The Eyes of Darkness" non è stato uno dei suoi lavori più fortunati e non ha avuto un adattamento televisivo o cinematografico, al contrario di molti altri. Ora, grazie al suo ipotetico "Wuhan-400", numerosi produttori potrebbero bussare alla sua porta.

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