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STATI UNITI
16.10.19 - 06:000

Finiscono per sbaglio negli Stati Uniti in auto: famiglia britannica arrestata

Stavano facendo una gita a Vancouver, in Canada, e hanno sconfinato senza accorgersene

WASHINGTON - I Connors non esitano a definirla «l’esperienza più spaventosa» della loro vita. La famiglia, composta da due coppie con tre figli al seguito, era in vacanza in Canada quando, per errore, ha sconfinato negli Stati Uniti ed è stata arrestata dagli agenti di frontiera americani. Da allora è rinchiusa in un centro di detenzione per migranti irregolari.

Come riporta il Washington Post, il 3 ottobre scorso i Connors stavano guidando verso Vancouver quando, per evitare un animale che aveva invaso la carreggiata, hanno svoltato in una strada non segnalata. Poche decine di metri dopo sono stati fermati da una agente di frontiera: era americano. Senza volerlo, erano entrati negli Stati Uniti. 

Arrestati per ingresso clandestino, sono finiti in un centro per migranti irregolari a Leesport, in Pennsylvania, e si trovavano ancora lì almeno fino a ieri. «Rimarremo traumatizzati per il resto delle nostre vite da quello che il governo degli Stati Uniti ci ha fatto», si legge in un reclamo depositato da uno dei componenti della famiglia, Eileen Connors. «Siamo stati trattati come criminali, siamo stati privati dei nostri diritti e ci hanno mentito», continua la deposizione. 

A scioccarla, è stato in particolare il dover passare la prima notte in una «cella molto fredda» in una località dello Stato di Washington con il figlio di soli 3 mesi e separata dal marito. Ma anche la mancanza d’informazioni sulla loro procedura e l’alloggio «gelido» e «sudicio» in cui sono costretti in Pennsylvania. O il fatto che la garanzia fornita da un parente americano per la loro liberazione non sia stata presa in considerazione nonostante le prime rassicurazioni. 

L’agenzia americana di controllo dell’immigrazione, lo U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE), respinge le accuse: il centro in cui sono trattenuti i Connors «garantisce un ambiente umano per le famiglie durante la loro procedura d’immigrazione. Segnalazioni di abusi o di condizioni inumane al Berks Family Residential Center (BFCR) sono inequivocabilmente false». 


  

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