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SIRIA
09.10.19 - 15:470
Aggiornamento : 19:24

Al via l'operazione militare turca in Siria: prime vittime civili

Colpiti quattro villaggi. Graham, finora alleato di Trump: «Il presidente ha vergognosamente abbandonato i curdi»

DAMASCO - L'operazione militare della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria è cominciata. Lo ha annunciato su Twitter il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

«Le Forze armate turche, insieme all'Esercito nazionale siriano, hanno appena avviato l'Operazione 'Primavera di Pace' contro il Pkk/Ypg e i terroristi di Daesh (Isis) nel nord della Siria», ha scritto Erdogan.

«La nostra missione è di evitare la creazione di un corridoio del terrore ai nostri confini meridionali e di portare pace nell'area», ha aggiunto il capo dello Stato turco.

«L'operazione Fonte di Pace neutralizzerà le minacce terroristiche contro la Turchia e porterà alla creazione di una zona di sicurezza, facilitando il ritorno a casa dei rifugiati siriani. Preserveremo l'integrità territoriale della Siria e libereremo le comunità locali dai terroristi», ha scritto Erdogan in un tweet successivo.

Intanto giunge notizia che diverse esplosioni sono avvenute nella località siriana di Ras al-Ayn, alla frontiera con la Turchia, nell'area in cui è iniziata l'operazione militare turca contro le forze curde. Lo riferiscono le tv locali, mostrando le immagini di una fitta coltre di fumo che si leva dalla parte siriana del confine.

Raid su aree civili: panico - «Caccia turchi hanno lanciato raid su aree civili. C'è grande panico fra la popolazione nella regione», ha twittato un portavoce dei combattenti curdi nel nord della Siria.

Attacchi su quattro villaggi siriani - I primi raid aerei turchi nella Siria nord-orientale nell'ambito dell'operazione militare di Ankara hanno finora preso di mira i villaggi di Mishrefe, Asadiya, Bir Nuah, a sud e a sud-est della cittadina frontiera siriana di Ras al Ayn.

Lo riferiscono all'ANSA fonti dal terreno e testimoni oculari. Colpi di artiglieria turchi hanno inoltre colpito il villaggio siriano di Yabse, pochi chilometri a ovest di Tall Abyad, altra cittadina siriana di confine.

Secondo quanto riferiscono milizie curde dello Ypg e testimoni alla Cnn, sono centinaia i civili in fuga dalle zone di frontiera.

Aggiornamento delle 17.30: prime vittime civili - Il comando delle operazioni delle forze curdo-siriane riferisce che si registrano le prime vittime civili dei raid aerei e di artiglieria turchi. Non è possibile verificare in maniera indipendente le informazioni sul terreno.

Colpi di mortaio dalla Siria verso la Turchia - Almeno due colpi di mortaio sono stati sparati dalla Siria verso il confine turco a Ceylanpinar, dove sono ammassati i soldati turchi e le milizie siriane filo-Ankara pronti a entrare in Siria per l'operazione militare contro i curdi.

Lo riporta Anadolu, secondo cui non ci sono stati feriti. Ceylanpinar si trova di fronte a Ras al-Ayn, bombardata nei minuti scorsi dai caccia di Ankara.

Putin a Erdogan: «Non compromettete sforzi per la pace» - «Alla luce dei piani per condurre un'operazione militare nel nord-est della Siria annunciato dalla Turchia Vladimir Putin ha invitato i partner turchi a riflettere attentamente sulla situazione in modo da non compromettere gli sforzi congiunti per risolvere la crisi siriana».

Lo riporta il Cremlino dando comunicazione di una conversazione telefonica tra il presidente russo e il suo omologo Recep Tayyip Erdogan. Lo riporta la Tass.

Mosca: «Abbiamo affrontato le questioni di sicurezza con i curdi e Damasco» - Mosca ha discusso delle questioni relative alla sicurezza nel nord-est della Siria con i curdi siriani e Damasco. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, citato dalla Tass.

«Dopo lo scambio di dichiarazioni tra Ankara e Washington, abbiamo avuto contatti con entrambi i rappresentanti dei curdi e il governo siriano», ha detto. «Abbiamo confermato che li stiamo incoraggiando ad avviare il dialogo per risolvere i problemi in quella parte della Siria, compresi quelli relativi alla sicurezza al confine tra Turchia e Siria».

Juncker: «La Turchia blocchi l'operazione militare» - Rivolgo un «appello alla Turchia affinché blocchi l'operazione militare in corso. La via militare non porta mai a buoni risultati».

Così il presidente della Commissione dell'Ue Jean Claude Juncker intervenendo al Parlamento europeo. E rivolgendosi ad Ankara ha aggiunto: «Non aspettatevi che l'Ue finanzi una cosiddetta zona sicurezza».

Graham: «I curdi sono stati vergognosamente abbandonati da Trump» - «I nostri alleati curdi sono stati vergognosamente abbandonati dall'amministrazione Trump»: così twitta il repubblicano Lindsey Graham, presidente della commissione giustizia del Senato, fino ad oggi uno dei principali alleati del presidente americano.

«Condurrò gli sforzi in Congresso perché Erdogan paghi salatamente quello che sta facendo», scrive Graham che parla di «disastro annunciato» e chiede a Trump di «cambiare le sue decisioni finché c'è ancora tempo, tornando alla safe zone che stava funzionando».

La Francia condanna l'offensiva turca - La Francia condanna «molto fermamente» l'offensiva turca nel nord della Siria e annuncia un imminente ricorso insieme alla Germania e al Regno Unito presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: è quanto dichiarato dalla segretaria di Stato francese agli affari europei, Amélie de Montchalin.

«La Francia, la Germania e il Regno Unito - ha riferito Montchalin dinanzi alla commissione Esteri dell'Assemblea Nazionale a Parigi - stanno finalizzando una dichiarazione comune che sarà estremamente chiara sul fatto che condanniamo molto fortemente e molto fermamente» l'operazione turca nel nord della Siria.

«Ricorriamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite», ha aggiunto la fedelissima del presidente Emmanuel Macron.

La Nato: «L'azione della Turchia sia proporzionata» - «La Nato è stata informata dalle autorità turche delle operazioni nel nord est della Siria: è importante evitare azioni che destabilizzino la regione, aumentino la tensione e possano causare ulteriori sofferenze umane. Spero che l'azione della Turchia sia proporzionata e misurata per non indebolire la lotta comune all'Isis».

Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nella conferenza stampa a Palazzo Chigi con il premier italiano Giuseppe Conte. «Parlerò con il presidente turco venerdì a Istanbul», ha aggiunto, affermando che «la Turchia ha chiaramente delle preoccupazioni per la propria sicurezza, ha subito degli attacchi terroristici e ospita milioni di rifugiati siriani».

Berlino: «La Turchia ponga fine all'offensiva» - «Ci appelliamo alla Turchia affinché ponga fine alla sua offensiva e persegua i propri interessi di sicurezza per vie pacifiche». Lo ha detto il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas, secondo quanto riportano diversi media tra cui il sito del settimanale Stern.

Così facendo la Turchia mette in conto di «destabilizzare ulteriormente la regione» e rischia di rafforzare l'Isis, ha affermato il ministro sostenendo che l'intervento minaccia di «causare un'ulteriore catastrofe umanitaria e un nuovo movimento di profughi».

Chiesta una riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu - Belgio, Francia, Germania, Polonia e Gran Bretagna hanno chiesto di tenere consultazioni urgenti del Consiglio di Sicurezza Onu giovedì mattina sulla Siria dopo l'inizio delle operazioni militari della Turchia. Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro. 

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è «molto preoccupato» per quanto sta succedendo nel nordest della Siria. Lo ha detto il suo portavoce. «Ogni operazione militare deve rispettare pienamente la Carta delle Nazioni Unite e le leggi umanitarie internazionali - ha aggiunto - I civili e le infrastrutture civili devono essere protette».

Guterres crede che «non ci sia alcuna soluzione militare al conflitto in Siria» e solo «un processo politico inclusivo e credibile può portare una soluzione di lungo termine».

Il segretario generale dell'Onu Guterres, come ha spiegato il suo portavoce, ha chiesto anche il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria.

Intervento solo senza rischi - Le forze di terra dell'esercito turco entreranno nel nord-est della Siria per condurre l'operazione 'Fonte di pace' solo dopo l'eliminazione dei «fattori di rischio» rappresentati dalle postazioni armate delle milizie curde dell'Ypg, colpite finora da raid aerei e d'artiglieria dal territorio turco. Lo riferiscono fonti militari di Ankara.

Chiesta riunione d'urgenza della Lega Araba - «Un inaccettabile attacco alla sovranità di uno Stato arabo» che «minaccia la pace e la sicurezza internazionali». Con queste parole il ministero degli Esteri egiziano, in un comunicato ricevuto dall'Ansa, ha condannato l'offensiva della Turchia in Siria.

Nella nota si chiede di porre «fine ai tentativi di occupare il territorio siriano e di cambiare la sua natura demografica». Il ministero degli Esteri del Cairo chiede una riunione urgente della Lega Araba per esaminare la situazione.

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1 sett fa Raid dell'artiglieria turca su postazioni curde: l'esercito passerà il confine a breve
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