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REGNO UNITO
28.08.19 - 11:090
Aggiornamento : 14:00

Brexit: Boris Johnson chiederà di sospendere il parlamento

L'obiettivo del premier sarebbe quello di non lasciare ai deputati il tempo di bloccare un'uscita dall'Ue senza accordo

LONDRA - Il governo britannico chiederà alla Regina di sospendere il Parlamento pochi giorni dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa estiva e solo qualche settimana prima della scadenza della Brexit il 31 ottobre: lo riporta la Bbc.

La nuova amministrazione di Boris Johnson, scrive l'emittente, punta a far tenere un Discorso della Regina il 14 ottobre in cui la monarca presenterebbe i futuri piani del governo. Questo significa anche che difficilmente i parlamentari avrebbero tempo a sufficienza per bloccare un 'no deal' voluto dal premier.

L'opposizione insorge - La notizia ha scatenato dure reazioni dalle opposizioni. La prima ministra scozzese Nicola Sturgeon ha twittato: «Sembra che Boris Johnson stia per chiudere il Parlamento ed imporre una Brexit senza accordo. A meno che i parlamentari si uniscano per fermarlo, la prossima settimana, oggi verrà ricordato come un giorno nero per la democrazia britannica».

«Johnson ha appena lanciato il guanto di sfida alla democrazia parlamentare. La madre di tutti i parlamenti non gli permetterà di escludere il parlamento dalla più importante decisione per il nostro Paese. Risponderemo alla sua dichiarazione di guerra con un pugno di ferro», ha twittato il responsabile per la Brexit dei Liberaldemocratici Tom Brake.

La deputata laburista Yvette Cooper scrive: «Sta tentando di usare la Regina per concentrare il potere nelle sue mani. È un modo molto pericoloso ed irresponsabile di governare».

Bercow: da Johnson un «oltraggio» - «Se verrà confermata la notizia sulla sospensione del Parlamento, si tratta di un oltraggio costituzionale. Non importa come la si presenta, è ovvio che il fine sarebbe quello di impedire al parlamento di dibattere la Brexit e fare il proprio dovere nel modellare la strada per il Paese... chiudere il parlamento sarebbe un'offesa al processo democratico e ai diritti dei deputati»: lo ha dichiarato il presidente della Camera dei Comuni britannica John Bercow, citato dai media d'oltremanica.

Aggiornamento delle 12.30: avanzata la richiesta formale - Il primo ministro britannico Boris Johnson ha formalmente chiesto la sospensione dei lavori parlamentari da metà settembre fino a lunedì 14 ottobre.

«Questa mattina ho parlato con Sua Maestà, la Regina, per chiedere la conclusione dell'attuale sessione parlamentare nella seconda settimana di settembre, prima di iniziare la seconda sessione di questo Parlamento con un discorso della Regina lunedì 14 ottobre», scrive Johnson in una lettera di due pagine indirizzata ai parlamentari.

«Un elemento centrale del programma legislativo sarà la priorità legislativa assoluta del Governo - se un nuovo accordo è in arrivo al Consiglio europeo - per introdurre un disegno di legge sull'uscita» dall'Ue «e procedere spediti per garantire la sua approvazione prima del 31 ottobre», scrive il premier. «Riconosco in pieno che il dibattito sul discorso della Regina sarà un'opportunità per i membri del Parlamento di esprimere il proprio parere su questa agenda legislativa del governo e sul suo approccio verso il consiglio europeo del 17 e 18 ottobre».

Johnson ha negato che la sua decisione miri a indirizzare la Brexit verso l'epilogo 'no-deal'. L'iter prospettato, secondo il primo ministro, garantirebbe al Parlamento «tempo sufficiente prima e dopo il Consiglio europeo per ulteriori questioni relative alla Brexit» entro il termine del 31 ottobre.

Subito 30mila firme contro la chiusura - Vola verso le 30mila firme, raccolte in poche ore, una petizione sul sito del Parlamento del Regno Unito che chiede al governo di non sospendere il Parlamento qualche settimana prima della scadenza della Brexit il 31 ottobre. Le firme aumentano di minuto in minuto, come si può vedere sulla pagina web della petizione. Il governo deve rispondere a tutte le petizioni che ottengono più di 10'000 firme. Con 100'000 firme, la petizione sarà presa in considerazione per il dibattito in Parlamento.

Il testo della petizione recita: «Il Parlamento non deve essere sospeso o sciolto a meno che e fino a quando il periodo dell'articolo 50 non sia stato sufficientemente esteso o l'intenzione del Regno Unito di ritirarsi dall'Ue sia stata annullata». L'articolo 50 fa riferimento al testo del Trattato di Lisbona, nella parte in cui stabilisce le modalità con cui un Paese dell'Ue può lasciare volontariamente l'Unione.

Ue: «Non commentiamo» - La Commissione europea non commenta la decisione del governo britannico di chiedere alla Regina di sospendere il Parlamento pochi giorni dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa estiva e solo qualche settimana prima della scadenza della Brexit il 31/10.

«Non commentiamo sulla situazione politica interna di uno Stato membro e non speculiamo sul significato di questa azione», ha affermato la portavoce dell'Esecutivo Mina Andreeva.

Intanto lo sherpa britannico per la Brexit David Frost è a Bruxelles per alcuni incontri a livello tecnico e col capo di gabinetto del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, Clara Martinez Alverola.

Il primo ministro del Galles chiede un nuovo referendum - Il primo ministro per il Galles, Mark Drakeford, ha rinnovato la sua richiesta per un secondo referendum sulla Brexit, in risposta alle notizie in merito all'intenzione del governo di sospendere il Parlamento qualche settimana prima della scadenza della Brexit il 31 ottobre.

«Boris Johnson ha combattuto una campagna referendaria per rimettere il potere nelle mani del Parlamento, e ora vuole che la Regina chiuda le porte della nostra democrazia. Le intenzioni della campagna del Leave si stanno svelando. È tempo di rimettere la questione al popolo», ha scritto Drakeford su Twitter.

Aggiornamento 13.53 - 100 mila firme contro chiusura del Parlamento - Ha superato le 100 mila firme la petizione sul sito del Parlamento del Regno Unito che chiede al governo di non sospendere il Parlamento qualche settimana prima della scadenza della Brexit il 31 ottobre. In poco più di un'ora, la richiesta è passata da 14 mila a oltre 100 mila sottoscrizioni.

La pagina web dell'istanza ricorda che con 100'000 firme, la petizione sarà presa in considerazione per un dibattito in Parlamento.
 
 
 

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