FRANCIA
27.08.19 - 16:000
Aggiornamento : 17:38

Caso Maëlys: Lelandais avrebbe confessato lo stupro a un compagno di carcere

La rivelazione potrebbe contribuire a condannare il 36enne all'ergastolo senza possibilità di liberazione anticipata

GRENOBLE - Nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2017 la piccola Maëlys scompariva da un ricevimento di matrimonio a Pont-de-Beauvoisin, in Francia, per essere ritrovata cadavere solo sei mesi dopo. Ora, a distanza di due anni esatti da quella sparizione, emergono nuove rivelazioni che potrebbero contribuire a consegnare l’omicida reo confesso della bimba, Nordahl Lelandais, al carcere a vita senza possibilità di liberazione anticipata.

A farle è stato un ex compagno di prigione del 36enne, che nell’autunno del 2018 - quando ancora occupava la cella accanto a quella di Lelandais nel penitenziario di Saint-Quentin-Fallavier - ha rivelato, prima all’amministrazione carceraria e poi a un giudice, che Lelandais gli aveva confessato di aver stuprato la bambina di 8 anni prima di ucciderla.

Da una cella all’altra e nel corso dell’ora d’aria, l’ex militare gli avrebbe raccontato come aveva abusato della piccola senza risparmiare i dettagli e avrebbe ammesso di averla picchiata a morte perché stesse ferma. Il 36enne gli avrebbe inoltre spiegato di aver ucciso la sua seconda vittima riconosciuta, il caporale Arthur Noyer, perché il giovane si era rifiutato di concedergli un favore sessuale.

«Non potevo tenermelo per me, quello che mi ha detto è importante», ha spiegato l’ex compagno di carcere di Lelandais agli inquirenti come riporta Le Parisien, che ha anticipato questo nuovo sviluppo. L’ex militare 36enne nega dal canto suo di aver mai fatto queste confessioni.

Provare che Lelandais abbia stuprato Maëlys prima di ucciderla - evenienza che lui contesta - permetterebbe di condannarlo per “omicidio di minore di 15 anni preceduto da stupro”, sentenza che lo destinerebbe al carcere a vita senza alcuna reale possibilità di liberazione anticipata. L’autopsia eseguita sul corpo della bimba dopo il ritrovamento, purtroppo, non ha permesso di accertare la violenza sessuale poiché eseguita a sei mesi dal decesso.

Le inclinazioni pedofile di Nordahl Lelandais sono note e da lui parzialmente ammesse. Oltre ad essere un assiduo fruitore di pedopornografia online, l’uomo è a processo per aggressioni sessuali ai danni di due cugine di secondo grado di 4 e 6 anni avvenute appena una settimana prima della sparizione di Maëlys e documentate in due video ritrovati sul suo cellulare. Lelandais nega però di aver abusato sessualmente di Maëlys, che sostiene di aver ucciso involontariamente dopo averla picchiata perché si agitava.   

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