ITALIA
19.08.19 - 21:000

Il 112 e la geolocalizzazione che avrebbe potuto salvare Simon

Polemica sulla mancata introduzione dell'Advanced Mobile Location. La causa? Il conflitto tra i numeri d'emergenza 112 e 118

SAN GIOVANNI A PIRO - È polemica sull’efficienza dei numeri di emergenza e sulla rapidità dei soccorsi, in Italia, dopo che, domenica sera, è stato infine ritrovato il corpo senza vita di Simon Gautier, un 27enne francese scomparso durante un’escursione in solitaria in Campania.

I suoi resti sono stati individuati dopo quasi dieci giorni di ricerche in fondo a un burrone sulla costa del Golfo di Policastro, nel territorio del comune di San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno. Da lì, alle 8.57 del 9 agosto scorso, il dottorando francese da due anni residente a Roma aveva fatto partire la sua prima e unica chiamata al 112, il numero unico di emergenza europeo. 

Gli avevano inizialmente risposto i carabinieri di Lagonegro, nella vicina Basilicata, ai quali aveva detto di essere caduto rompendosi le gambe, ma non era riuscito a spiegare dove si trovasse. Era stato quindi trasferito al 118 sempre della Basilicata, che non poteva geolocalizzarlo, ma era quantomeno riuscito a comprendere che il 27enne non si trovava in Basilicata bensì in Campania, giaceva in fondo a una scarpata ed era partito da Policastro in direzione di Napoli. Come ricostruisce il Corriere della Sera, tuttavia, carabinieri e 118 si sono scambiati queste informazioni solo tra la fine della mattinata e l’inizio del pomeriggio, sprecando forse tempo prezioso.

«Se l’Italia avesse applicato la direttiva UE recepita nel 2009, Simon Gautier sarebbe stato immediatamente geolocalizzato, soccorso in tempi rapidissimi e, forse, con esiti ben diversi», denuncia il presidente nazionale della Società italiana 118, Mario Balzanelli, parlando con Il Fatto Quotidiano. Il riferimento è all’obbligo di introdurre un sistema di geolocalizzazione chiamato Advanced Mobile Location (AML) che permette al 112 di ricevere un sms con le coordinate GPS del chiamante anche in assenza di connessione internet. 

Per Balzanelli, il ritardo nell’applicazione di questa tecnologia è da attribuire a una peculiarità tutta italiana: «L’Europa ha sancito che il numero unico dell’emergenza 112 si affianchi ai numeri nazionali d’emergenza e non che li sostituisca - spiega il responsabile al Corriere della Sera -. Il modello italiano di 112, però, proprio perché irrazionalmente sostitutivo degli altri numeri nazionali di emergenza, ha di fatto pesantemente rallentato, se non paralizzato, l’implementazione della tecnologia di geolocalizzazione sul territorio».

Oltre ai problemi legati alla geolocalizzazione, a ritardare il ritrovamento di Simon è stato il fatto che il suo cellulare avesse agganciato celle in quattro province e in tre regioni diverse, definendo un’area di ricerca vastissima. Le Figaro denuncia altresì come il primo elicottero si sia alzato in volo per cercarlo solo dopo le 12 del 10 agosto, più di 24 ore dopo la sua chiamata. La famiglia del giovane, infine, è stata avvertita della scomparsa solo il 12 agosto e i suoi amici di Roma il 13: tutte persone che avrebbero poi fornito dettagli sull’escursione prevista da Simon che hanno infine aiutato a localizzarlo.

Anche un’azione più tempestiva, però, sarebbe forse stata inutile. I primi riscontri fanno infatti pensare che il 27enne sia morto 40-45 minuti dopo la sua chiamata al 112 per un’emorragia causata dalla recisione di un’arteria femorale. Sarà l’autopsia a stabilirlo.  

Advanced Mobile Location: in Svizzera se ne discute
Anche dalla Svizzera è possibile chiamare il numero unico di emergenza 112, che collega al locale centro di allarme della polizia. Una geolocalizzazione per mezzo di questa telefonata, tuttavia, non è possibile nemmeno da noi. Come conferma Silvia Canova, portavoce dell’Ufficio federale delle Comunicazioni, Confederazione, centrali di emergenza e polizie stanno al momento ancora confrontandosi sulla possibilità di introdurre l’Advanced mobile location (Aml). Nemmeno in caso di chiamata alla Rega scatta una geolocalizzazione automatica del chiamante, che è però possibile, e con grande precisione, in caso di inoltro dell’allarme tramite l’app della Guardia aerea svizzera di soccorso. La trasmissione automatica della posizione avviene anche in assenza di connessione dati (ma in presenza di una copertura di rete minima).   

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