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CINA
16.06.19 - 09:590
Aggiornamento : 12:46

Hong Kong: «in marcia sono più di un milione». Cori contro la governatrice

Nonostante l'annuncio sulla sospensione della discussione, gli attivisti chiedono il ritiro del provvedimento

HONG KONG - A dispetto della pioggia, sono già migliaia le persone al Victoria Park di Hong Kong, punto di partenza della marcia contro la legge sull'estradizione in Cina.

Nonostante l'annuncio di ieri sulla sospensione della discussione sulla controversa norma da parte della governatrice Carrie Lam, gli attivisti hanno voluto confermare l'evento di oggi, chiedendo il ritiro del provvedimento e le scuse per i metodi violenti usati dalla polizia negli scontri di mercoledì vicino al parlamento.

Bonny Leung e altri leader del Civil Human Rights Front, in prima linea nelle manifestazioni di massa degli ultimi giorni, hanno confermato anche i piani di domani lanciando un appello all'adesione al piano di scioperi annunciato da lavoratori, insegnanti e studenti. "Incoraggiamo tutti a portare avanti la campagna di proteste", ha detto Leung.

Domenica scorsa, più di un milione di persone, secondo gli organizzatori, hanno preso parte alla marcia ritenuta essere la più grande per numero di adesioni e mobilitazione dal passaggio del 1997 dell'ex colonia da Londra a Pechino.

Cori contro la governatrice - È Carrie Lam, prima governatrice di Hong Kong, il bersaglio principale dei manifestanti che a centinaia di migliaia stanno sfilando nel cuore dell'ex colonia in un'altra marcia contro la legge sulle estradizioni in Cina.

Tra slogan come «dimettiti», «vergognati» e «libertà», la folla scivola via da Victoria Park attraverso Hennessy Road, nel percorso di tre chilometri che richiederà diverso tempo per il suo completamento fino all'Admiralty, a causa della massiccia partecipazione.

La sospensione della discussione del provvedimento non è sufficiente: «La nostra richiesta è semplice. Carrie Lam deve lasciare», recita uno striscione, rilanciato dai media locali.

«Oltre un milione di persone» - La seconda marcia in corso oggi a Hong Kong contro la legge sulle estradizioni in Cina avrebbe già raggiunto un numero di adesioni più alto della prima, tenuta domenica scorsa, che gli organizzatori hanno stimato in poco più di un milione di persone.

Lo sostengono i media locali, secondo i quali la polizia ha aperto più corsie stradali alla marea di gente. Dopo quasi due ore dall'inizio della marcia c'erano ancora molte persone che dovevano uscire dalle fermate della metropolitana nel cuore dell'ex colonia.

Centinaia di rose bianche sono state depositate dai manifestanti accanto al luogo dove ieri sera è morto un uomo cadendo dal tetto di un centro commerciale all'Admiralty. L'uomo, che stava a sua volta protestando e di cui non si conosce il nome, è menzionato dai media locali come «il martire con l'impermeabile».

KEYSTONE/AP (Vincent Yu)
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