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Di vero c'era solo l'ambulanza che interveniva sul luogo del finto incidente
ITALIA
15.04.19 - 12:060

Spaccavano braccia e gambe per intascare i risarcimenti: 42 arresti a Palermo

Maxitruffa alle assicurazioni. Le vittime compiacenti ricevevano 300/400 euro: «Mi hanno detto "Fatti rompere prima il piede"»

PALERMO - Le forze dell’ordine italiane hanno arrestato 42 persone a Palermo accusate di fare parte di un’organizzazione che rompeva braccia e gambe a finte vittime di incidenti stradali al fine di intascare i risarcimenti delle assicurazioni.

Come riporta la stampa locale, i membri delle due bande coinvolte reclutavano le persone da mutilare nelle fasce più disagiate della popolazione: «Tossicodipendenti, persone con deficit mentali, affetti da dipendenza da alcol e con grandi difficoltà economiche», spiega la polizia come riporta Palermo Today. In cambio di poche centinaia di euro - 300 per una gamba, 400 per un braccio - le persone così adescate si lasciavano fratturare gli arti per mezzo di dischi di ghisa, spranghe o blocchi di cemento. A lenire il dolore solo anestesie di scarsa qualità o crack.

I malviventi inscenavano quindi il finto incidente stradale, con finti testimoni e finti parenti che avrebbero visitato i malcapitati in ospedale per accertarsi che la loro ricostruzione dell’accaduto fosse quella prevista. Di vero c’era solo l’ambulanza chiamata sul luogo della messinscena.

«Mi hanno fatta sdraiare a terra, prima mi hanno rotto il piede e poi il braccio», racconta a Repubblica una delle vittime, mutilata all’interno di un capannone dopo un’anestesia somministrata tramite iniezione. «Dicevano: “Fatti fare prima il piede, che è più doloroso, così poi il braccio non lo senti neanche”», aggiunge. «Mi hanno fatto lo stesso male tutti e due» , ammette.

I risarcimenti - anche di decine di migliaia di euro - venivano richiesti grazie al supporto di un avvocato di Palermo complice dell’organizzazione. Tra i 42 fermati e i 250 indagati ci sono anche una praticante e alcuni periti assicurativi, riporta Repubblica. Gli indennizzi ottenuti finivano all’organizzazione. Le persone che si sono lasciate mutilare sono circa 60. Le accuse emerse dall’indagine cono truffa aggravata, lesioni aggravate, usura, estorsione, peculato e reimpiego (di denaro di provenienza illecita).

Il modus operandi dell’organizzazione criminale è costato la vita ad almeno una persona. Nel gennaio 2017 un cittadino tunisino, H.Y., era stato ritrovato cadavere nella periferia nord ovest di Palermo. Il decesso era stato inizialmente imputato a un incidente stradale, ma le indagini hanno permesso di stabilire che a ucciderlo erano state fratture provocate deliberatamente da alcuni membri dell’organizzazione. Per sedarlo, i malviventi gli avevano somministrato del crack. Da quell’episodio era partita l’inchiesta che ha permesso di arrivare a 11 fermi nell'agosto scorso e agli arresti odierni.   

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