Keystone
CINA
11.03.19 - 06:000

In Cina i tuoi diritti dipendono da un punteggio

Il sistema del credito sociale cinese sciocca l'occidente che lo vede alla stregua di un “Grande Fratello“ da incubo, ma è davvero così?

PECHINO - Un punteggio numerico per ogni cittadino che ne indica l'affidabilità. Per ogni effrazione si perdono punti fino ad arrivare nella fatidica "lista nera", in quel momento alcuni diritti base vengono revocati.

Come riportato recentemente dal Guardian, infatti, sarebbero milioni i cittadini cinesi con un basso credito sociale che si sono visti negati l'acquisto di biglietti aerei e ferroviari nel 2018.

Veder ridotto il proprio punteggio non è così difficile: fra le effrazioni minori che causano penalità c'è il fumare dove non si può, portare a spasso il cane senza guinzaglio o prendere i mezzi con biglietti scaduti. Più gravi, invece, le sanzioni se si viene colti in flagrante mentre si consumano stupefacenti o se non si pagano le tasse e/o non si saldano i debiti.

Oltre all'impossibilità di viaggiare, agli individui con un credito sociale basso è vietato l'acquisto di assicurazioni, immobili e l'investimento finanziario.

Se i critici parlano di un “Grande Fratello” da incubo, le autorità sostengono che il sistema funzioni e abbia incentivato la popolazione a comportarsi meglio e a pagare per tempo le tasse.

Per capire meglio di cosa si sta parlando abbiamo interpellato il ricercatore post-doc Gianluigi Negro, coordinatore dell'Osservatorio su media e le comunicazioni in Cina (Cmo) dell'Usi.

Sul sistema di credito sociale cinese se ne sono sentite (e lette) di tutti i colori. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? 

Si tratta di un progetto varato dal Consiglio di stato cinese nel 2014 con la volontà «sviluppare un'idea di cultura della sincerità e promuovere onestà e valori tradizionali», usando le parole della dichiarazione ufficiale, l'obiettivo dichiarato è quello «di aumentare i livello di coscienza e sincerità dell'intera società» entro il 2020. 

Per farlo, si utilizza la raccolta e l'analisi digitale dei big data. Diciamo che unisce, da una parte, l'impostazione maoista del controllo sociale con le nuove tecnologie di oggi  finalizzate a migliorare la comunicazione tra varie regioni e il welfare.

Da una prospettiva occidentale il sistema di credito sociale  sembra una cosa da romanzo oscuro di fantascienza. Ma è davvero così?

La componente di controllo sociale è innegabile. Tuttavia è riduttivo fermarsi a questo aspetto anche perché si tratta di un ecosistema di iniziative che abbraccia diversi aspetti della politica e della società cinese e che includono il funzionamento di entità giuridiche e amministrative, la corretta implementazione di processi amministrativi soprattutto a livello locale così come l’evoluzione delle norme sociali. 

Per quanto riguarda la copertura giornalistica, poi, vi sono differenze evidenti in come il sistema viene rappresentato. I media occidentali tendono a sottolinearne l'aspetto distopico mentre quelli cinesi valorizzano gli aspetti positivi e premianti, anche per quanto riguarda il lavoro delle istituzioni facendo leva su esempi concreti soprattutto a livello locale.

Quali sono, secondo lei, i punti più deboli e/o controversi di questo sistema? E quelli forti?

Innanzitutto mi preme sottolineare una cosa: per comprendere al meglio il fenomeno in questione (e altri legati alla Cina) è importante tener sempre e comunque conto degli aspetti storici, culturali e ovviamente linguistici del contesto.

Per quanto riguarda il credito sociale, fra gli aspetti meno convincenti vi è sicuramente l’affidabilità del sistema legale cinese spesso privo di coordinamento tra centro e periferia. Una seconda criticità, ancora oggi al centro dei dibattiti, è l’ingerenza delle compagnie Internet spesso incapaci di garantire privacy e sicurezza.

Tra gli aspetti che potrebbero garantire un buon risvolto vi è sicuramente la lotta alla corruzione e alla punizione di crimini sociali. Un aspetto quest’ultimo, corroborato dalla popolazione e non solo dai media ufficiali come dimostrato anche da un recente studio della Freie Universität Berlin.

In ogni caso prima di delineare limiti e contraddizioni di questo sistema saranno necessari anni. 

Una Summer School a Pechino per l'Usi

L'Osservatorio su media e le comunicazioni in Cina (Cmo) dell'Usi tornerà in Cina, all'Università di Pechino questa estate dal 15 al 24 luglio. La Summer School internazionale è alla sua quinta edizione (è stata anche a Lugano) ed è aperta a 30 studenti. Al centro dei dibattiti le sfide di una comunicazione proficua fra l'Europa e la Cina in mondo sempre più polarizzato, disinformato ed emotivo. Per maggiori informazioni, questo link.

Commenti
 
albertolupo 1 mese fa su tio
In certi paesi i primi a perdere istantaneamente tutti i loro diritti sarebbero i governanti... ma si sa “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.
bimbogimbo 1 mese fa su tio
chi sa di comportarsi bene non ha paura di questi controlli... è invece chi ha la coscienza sporca ad averne paura e quindi a criticarli. Cosi finalmente la smetterebbero di venire nel nostro paese malviventi e fannulloni.
fakocer 1 mese fa su tio
In ambito Palazzo Orsoline Bellinzona applicando il sistema Cinese del punteggio limitatamente alle promesse pre-elettorali poi mai mantenute, la seduta di Gran Consiglio sarebbe frequentata da quattro forse cinque deputati.
fakocer 1 mese fa su tio
In ambito Palazzo Orsoline Bellinzona applicando il sistema Cinese del punteggio limitatamente alle promesse pre-elettorali poi mai mantenute, la seduta di Gran Consiglio sarebbe frequentata quattro forse cinque deputati.
tirannosaurosex 1 mese fa su tio
Ottima idea! Sarebbe da apportare anche qui in CH! Così vedi come si svuota il paese!
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Dal Mondo
Copyright ©2019 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report