Keystone (archivio)
IRAQ
28.02.19 - 20:060
Aggiornamento : 20:24

Foreign fighters francesi verso il patibolo

Sono stati di recente consegnati dalla Siria all'Iraq. Saranno processati e con molta probabilità impiccati

BAGHDAD - Si avviano verso la gogna almeno una dozzina di foreign fighters jihadisti rifiutati dalla Francia e di recente consegnati dalla Siria all'Iraq.

Osservatori iracheni criticano oggi l'accordo raggiunto nei giorni scorsi tra Francia e Iraq e secondo cui almeno 13 jihadisti francesi, consegnati alle autorità irachene dalla vicina Siria, saranno processati e con molta probabilità impiccati.

«L'accordo franco-iracheno - afferma Muhammad Jebawi sulla tv irachena Sumariya - soddisfa soprattutto la Francia, che non deve così affrontare le complicazioni politiche riguardanti una questione spinosa con ripercussioni sulla sicurezza, il bilancio e il dibattito interno sui diritti di una parte dei suoi cittadini».

Il presidente iracheno Barham Saleh da Parigi aveva offerto al suo omologo Emmanuel Macron di processare in Iraq almeno 13 membri dell'Isis consegnati dalle forze curdo-siriane dopo la resa dei jihadisti nella piana dell'Eufrate.

«L'accordo può costituire un precedente anche per altri paesi europei che vogliono sbarazzarsi dei loro jihadisti gettandoli nel buco nero dell'Iraq», afferma Tareq Mishlawi, commentatore del giornale al Arab.

Le autorità irachene hanno fatto sapere di avere ricevuto dalla Siria più di 80 jihadisti francesi assieme ad alcune centinaia di miliziani dello 'Stato islamico' di diverse nazionalità. E le autorità giudiziarie di Baghdad hanno confermato di aver già condannato alla pena capitale più di cento combattenti dell'Isis originari di paesi che si sono rifiutati di accoglierli.

Il fenomeno dei foreign fighters dell'Isis è tornato di attualità nelle ultime settimane, quando le forze curdo-siriane, sostenute dalle forze Usa, hanno lanciato l'offensiva "finale" contro l'ultima roccaforte del 'califfato' in Siria e in Iraq.

Due settimane fa il presidente americano Donald Trump aveva invitato i paesi europei a riprendersi i propri miliziani dell'Isis, che mano a mano si sono arresi nella valle siriana dell'Eufrate, per evitare che questi fossero rimessi in libertà.

Dal 2014 si stima che circa 40mila persone provenienti da 80 paesi diversi si siano uniti all'Isis tra Iraq e Siria. Tra questi, circa seimila provengono dall'Europa, in particolare da Francia (circa duemila), Germania (un migliaio) e Belgio (circa 500).

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