Keystone
STATI UNITI
15.02.19 - 06:000
Aggiornamento 10:58

El Chapo destinato a un carcere «di gran lunga peggiore della morte»

Il re del narcotraffico probabilmente sconterà la condanna nel Supermax, in Colorado, il più severo degli istituti di pena d'America

FLORENCE - Dove sconterà la sua condanna Joaquín Guzmán Loera, più noto come El Chapo? La domanda è tutt'altro che banale: il re del cartello del narcotraffico di Sinaloa ha già dimostrato che le prigioni di massima sicurezza messicane potevano poco contro il suo potere criminale, riuscendo a evadere ben due volte da istituti che dovevano essere assolutamente sicuri.

Martedì Guzmán è stato condannato a New York, al termine di un processo durato mesi. La durata della pena sarà resa nota solamente nel mese di giugno, ma tutti presumono che, alla luce dei capi d'imputazione, si tratterà dell'ergastolo.

L'inferno in terra - Le autorità statunitensi hanno così deciso di destinarlo al Supermax, una struttura nel Colorado nota come "l'Alcatraz delle Montagne Rocciose". Una prigione, riferisce l'Afp, con gli standard di sicurezza più elevati che si possono trovare negli Usa - descritta da molti come una sorta d'inferno in terra: costruita nel 1994, si trova nei pressi di Florence, un'antica città mineraria a due ore di viaggio da Denver. I suoi punti di forza sono l'isolamento (che rende praticamente impossibile un attacco a sorpresa e agevola le operazioni di ricerca di un eventuale evaso) e le misure più che severe che vengono adottate. Non è un caso che in questo carcere siano ospitati alcuni dei detenuti più noti d'America: l'attentatore della maratona di Boston Dzhokhar Tsarnaev, l'ideatore degli attacchi dell'11 settembre Zacarias Moussaoui e perfino Ted Kaczynski, il celebre "Unabomber".


Keystone

Le condizioni di detenzione - Di questa Supermax si è occupato Amnesty International: nel 2014 l'organizzazione ha stilato un rapporto che illustra quali sono le dure condizioni di detenzione. I detenuti trascorrono 12 mesi in isolamento prima che le loro condizioni di detenzione siano riesaminate. La maggior parte delle celle hanno una dimensione ridotta (2,1 per 3,6 metri) e sono dotate di un letto in cemento fissato al pavimento. Lo stesso vale per la scrivania e lo sgabello. La dotazione è completata da doccia, lavello e servizi igienici in acciaio inox. La luce naturale filtra all'interno solamente da una piccola finestrella, che si affaccia sul cielo o su un muro di mattoni. Ovviamente la cella è costruita con una solida porta di metallo e mura molto spesse.

I contatti umani - È molto improbabile che El Chapo abbia la possibilità di mescolarsi con gli altri detenuti. I contatti umani avvengono al momento della consegna dei pasti e durante il tempo della ricreazione. Che è di una o due ore al giorno, per i carcerati più "fortunati". Mentre i più pericolosi sono tenuti all'interno di un cortile con alte mura e pavimento di cemento, con un tetto di catene metalliche che impedisce un eventuale accesso dal cielo. Le attività concesse ai detenuti sono poche e non particolarmente entusiasmanti: disegno, pittura all'acquarello e perfino uncinetto. Dvd e Netflix sono permessi, ma con parecchie restrizioni. Un ex "ospite" di Supermax ha avuto modo di dichiarare dopo essere stato trasferito in un penitenziario standard: «La vita laggiù è molto noiosa e difficile se non sei mentalmente e fisicamente forte». Gli stessi secondini si rendono conto di lavorare in un luogo tremendo: «È di gran lunga peggio della morte».

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Dal Mondo
Copyright ©2019 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report