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ITALIA
13.02.19 - 19:490
Aggiornamento 23:14

Aids: risultati promettenti per il Tat

«Nuove prospettive per una cura "funzionale" dell'Hiv» con il vaccino terapeutico italiano, messo a punto dal Centro Nazionale per la ricerca su Hiv/Aids di Roma

ROMA - Non si tratta di una soluzione definitiva all’Aids. Almeno, non per il momento, mancano ancora diversi tasselli importanti. Oggi come oggi, l’unica modalità per evitare il contagio resta l’uso del preservativo.

Ma il vaccino terapeutico italiano Tat (che agisce sull’omonima proteina, ossia quella che consente la replicazione e la diffusione del virus), messo a punto dal team guidato dalla Dottoressa Barbara Ensoli del Centro Nazionale per la Ricerca su Hiv/Aids dell’Istituto di Sanità di Roma, potrebbe permettere il controllo dell’infezione senza dover ricorrere alla terapia farmacologica, che per il momento – e sarà così ancora per molto tempo, viene sottolineato – permette di sopravvivere a milioni di malati.

«Si tratta di risultati - spiega Ensoli, intervistata dal Corriere della Sera - che aprono nuove prospettive per una cura “funzionale” dell’Hiv, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali». «In tal modo – prosegue – si profilano opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con Hiv, riducendo la tossicità associata ai farmaci, migliorando l’aderenza alla terapia e la qualità di vita, problemi di grande rilevanza soprattutto in bambini e adolescenti, con l’obiettivo, in prospettiva, di giungere all’eradicazione del virus».

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