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SPAGNA
12.02.19 - 16:170
Aggiornamento : 17:05

I leader catalani alla sbarra denunciano un «processo politico»

«C'è stata una campagna di criminalizzazione che ha contaminato il procedimento», lamenta uno dei legali

MADRID - Nella prima giornata di udienze i 12 leader politici dell'indipendentismo catalano alla sbarra alla Corte suprema di Madrid lamentano per bocca dei loro legali di essere vittime di un «processo politico». L'accusa, formulata dopo 14 mesi di indagini a partire dal referendum del primo ottobre, è di ribellione, sedizione e malversazione di fondi pubblici.


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Nonostante la prima udienza, accompagnata in Spagna da un'attenzione politica e mediatica senza precedenti, fosse dedicata agli adempimenti preliminari, l'avvocato Andreu van den Eynde, legale di Oriol Junqueras y Raül Romevain, rispettivamente ex vicepresidente ed ex consigliere della Generalitat, ha subito parlato di «giudizio politico», una causa - ha detto - in cui «si è approfittato del rinvio a giudizio di buona parte dei membri del governo di allora e della loro incarcerazione per impedir loro di esercitare i diritti politici con la proibizione di partecipare all'ultima campagna elettorale in Catalogna. Diritti che - ha proseguito Van den Eynde - vanno garantiti senza perturbazioni illegittime».

«C'è stata una campagna di criminalizzazione che ha contaminato il processo - ha detto ancora - in cui gli imputati sono stati paragonati a nazisti o terroristi». Inoltre «la causa - ha aggiunto il legale - non può impedire che si dibatta e si deliberi in parlamento sull'indipendenza».


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Nelle prime battute del dibattimento, gli avvocati della difesa hanno reclamato le prove a carico, a cui denunciano di non aver avuto accesso, e hanno chiesto di aggiungere al fascicolo la contestazione di lesione di diritti fondamentali, in vista di un ricorso al Tribunale europeo dei Diritti umani e di un dibattito sul piano politico.

I tre avvocati, Andreu Van den Eynde, Xavier Melero e Jordi Pina hanno contestato anche la legittimità del tribunale supremo sostenendo la nullità del processo. Rivendicato anche il diritto all'uso del catalano durante il dibattimento.

«Il governo non cederà ai ricatti» - «Questo governo non cederà ad alcun ricatto»: lo ha detto, rivolgendosi esplicitamente ai partiti indipendentisti catalani, la ministra delle Finanze del governo Sanchez Maria Jesus Montero parlando alla Camera alla vigilia di un voto in aula sulla legge Finanziaria.

«Non sarà che indipendentismo e destra vivono forse meglio nello scontro che nelle soluzioni? - ha detto - .Gli indipendentisti hanno sognato che il governo avrebbe accettato l'inaccettabile in cambio del loro appoggio. Si sono sbagliati di grosso!».

Montero ha chiesto dalla tribuna del Congresso ai gruppi parlamentari che, nonostante gli annunci di senso contrario, consentano l'esame della legge Finanziaria elaborata dall'esecutivo di Pedro Sánchez, un documento di segno fortemente progressista che prevede, fra l'altro, l'aumento del salario minimo, la lotta alla violenza di genere, l'incremento delle pensioni, aiuti per il diritto alla casa, a fronte di aumenti delle tasse sui redditi più alti.

«Tutto fa pensare che gli indipendentisti voteranno contro una Finanziaria buona per la Catalogna - ha detto la ministra ai deputati - e le destre contro una Finanziaria buona per la Spagna. Entrambi votano per respingere la riconquista di diritti che la cittadinanza attende». «L'obbligo di un governo - ha proseguito - è che le cose vadano al meglio possibile, e un simile proposito è radicalmente incompatibile con il chiedere l'impossibile, come chiedere che si adottino misure o posizioni aliene alle nostre competenze costituzionali, o che si attenti alla divisione dei poteri o contro principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale».


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«Questo governo - ha concluso - non ammetterà in nessuna circostanza che in nessun ordine del giorno figuri il diritto alla autodeterminazione per la Catalogna. Né possiamo, né vogliamo. Siamo stati leali, abbiamo sempre scommesso sul dialogo politico purché nel binario della nostra Costituzione. Questo è stato sempre il nostro limite al momento di sedersi a un tavolo».

Montero ha poi affermato che avrebbe preferito che il dibattito sulla Finanziaria non finisse per coincidere con il processo ai leader indipendentisti per i fatti di ottobre 2017. D'altra parte - ha precisato respingendo «qualunque tipo di ingerenza» - «la giustizia, come potere indipendente, organizza la sua attività nei tempi e nei modi che ritiene migliori».

La ministra si è infine rivolta ai banchi della destra, rimproverando «l'intollerabile escalation di tensione» che a suo giudizio stanno generando, «in forma assolutamente irresponsabile», il Partido Popular e Ciudadanos, «insieme alla formazione da cui si stanno lasciando trascinare», ha concluso con implicito riferimento alla formazione di ultradestra Vox.

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