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POLONIA
15.12.18 - 22:380

COP24, adottate le regole per attuare l'Accordo di Parigi sul clima

Sabato sera a Katowice quasi 200 Paesi hanno raggiunto un accordo alla Conferenza delle Nazioni Unite dopo due settimane di negoziati

KATOWICE - La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in Polonia ha adottato le regole per l'attuazione dell'Accordo di Parigi sul clima. Il plenum di rappresentanti di quasi 200 Paesi ha approvato un compromesso sabato sera a Katowice dopo due settimane di negoziati.

La 24a Conferenza sul clima a Katowice, in Polonia, si è conclusa questa sera. La Conferenza ha adottato 20 decisioni e direttive che specificano l’attuazione dell’accordo di Parigi sul clima. Secondo la delegazione svizzera queste disposizioni sono sufficienti per garantire la trasparenza necessaria ai fini dell’attuazione efficace dell’Accordo di Parigi sul clima.

Per la riduzione delle emissioni sono state definite le informazioni necessarie per rendere chiari, comprensibili e quantificabili gli obiettivi di riduzione nazionali. Sono inoltre state adottate regole uniformi per calcolare le emissioni e le riduzioni ottenute.

Riduzioni ottenute all'estero - Per quanto riguarda le regole che disciplinano le riduzioni ottenute all'estero la Conferenza non ha trovato alcun accordo. Il Brasile si è infatti opposto all'esclusione del doppio conteggio delle emissioni ridotte, avversando così uno dei principi centrali dell'Accordo di Parigi. La Svizzera e il Gruppo di integrità ambientale da essa presieduto si erano impegnati a fondo per fare approvare regole incisive in quest'ambito e hanno respinto una proposta che avrebbe indebolito i principi stabiliti dall'Accordo di Parigi sul clima. I lavori relativi a queste regole continueranno l'anno prossimo.

Finanziamento -  Diverse disposizioni dettagliate illustrano le modalità con cui gli Stati donatori (in primo luogo Paesi industrializzati) devono ogni due anni rendere pubblico sia il volume dei finanziamenti da loro mobilizzati a sostegno della politica climatica nei Paesi in via di sviluppo sia le misure che intendono adottare ai fini della mobilizzazione. Inoltre occorrono più sforzi per creare incentivi volti a incrementare gli investimenti in infrastrutture e investimenti finanziari caratterizzati da resilienza climatica e basse emissioni.

Trasparenza - La direttiva che disciplina il reporting e l'esame dei rapporti inoltrati dai Paesi nel quadro dell'Accordo di Parigi costituisce uno dei pilastri centrali dell'attuazione dello stesso. Garantisce infatti che tutti gli Stati forniscano entro scadenze prestabilite delle informazioni comparabili. Queste informazioni consentono di ottenere un quadro chiaro delle riduzioni realizzate a livello nazionale come pure del sostegno dato e ottenuto da ogni Parte contraente. Le stesse regole di trasparenza valgono anche per il finanziamento. Per i Paesi in via di sviluppo, che non possiedono capacità sufficienti, è previsto un certo grado di flessibilità per quanto riguarda la fornitura dei dati necessari.

Primo esame globale dell'attuazione nel 2023 - Nel quadro del dialogo di Talanoa, i ministri si sono riuniti a Katowice, in Polonia, in due sessioni per rafforzare le ambizioni degli Stati in materia di protezione del clima. Le riflessioni fatte si basavano in gran parte sul rapporto elaborato dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) in cui si auspica il contenimento a 1,5 gradi del riscaldamento climatico. In questo contesto, anche il ministro dell'ambiente Doris Leuthard ha esortato la comunità internazionale ad agire. Le Parti hanno inoltre adottato a Katowice una direttiva che sancisce l'elaborazione di un bilancio periodico dell'attuazione dell'Accordo di Parigi. Un primo riesame è previsto nel 2023. Questa base dovrebbe consentire agli Stati di annunciare obiettivi di riduzione più ambiziosi.

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