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STATI UNITI
16.10.18 - 07:220

Stormy Daniels perde la causa per diffamazione

Dopo la pubblicazione di uno schizzo del presunto aggressore, Trump aveva bollato il tutto come una «totale truffa». Ma il Primo Emendamento protegge la libertà di parola

NEW YORK - La causa per diffamazione avviata dalla porno star Stormy Daniels contro Donald Trump è stata respinta. Ma Stefanie Clifford, questo il vero nome di Stormy, non molla e tramite il suo avvocato fa sapere che farà appello contro la decisione del giudice distrettuale S. James Omero.

Stormy Daniels aveva dichiarato di essere stata minacciata da un uomo sconosciuto in un parcheggio di Las Vegas nel 2011 dopo che la donna aveva deciso di cooperare con un magazine su un articolo sulla sua presunta relazione con Trump nel 2006.

Dopo che il legale di Stormy aveva pubblicato uno schizzo del presunto aggressore, Trump su Twitter aveva bollato il tutto come una «totale truffa» riguardante un «uomo inesistente». Su queste parole Clifford aveva basato l'azione legale per diffamazione. Ma il giudice Omero l'ha respinta: «La corte è d'accordo con la tesi di Trump, perché il suo tweet rappresenta una "iperbole" normalmente associata con la politica. Il Primo Emendamento protegge questo tipo di dichiarazione retorica». Il Primo Emendamento della costituzione americana garantisce la libertà di parola.

In tribunale i legali del presidente hanno puntato l'attenzione sul fatto che Clifford ha avuto benefici finanziari dalla sua disputa pubblica con il presidente. «Faremo ricorso e siamo fiduciosi in un rovesciamento della decisione», afferma il legale di Stormy, Michael Avenatti.

Charles Harder, il consigliere legale del presidente, canta vittoria. «Niente di quello che dicono Stormy Daniels o il suo legale Michael Avenatti può caratterizzare in modo migliore la decisione di oggi se non una totale vittoria per il presidente Trump e una totale sconfitta per Stormy Daniels».

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