Keystone
ITALIA
13.06.18 - 16:260
Aggiornamento 17:32

Msf contro Salvini: «Nessun rifiuto a evacuare l'Aquarius»

L'organizzazione contraddice il ministro dell'Interno italiano: ha risposto all'invito chiedendo però che non fossero separate le famiglie

ROMA - «Medici Senza Frontiere non ha rifiutato di far evacuare dalla Aquarius donne incinte e casi vulnerabili». Msf, interpellata dall'ANSA, replica così alle dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini circa un presunto rifiuto ad evacuare la nave delle persone maggiormente a rischio.

«Abbiamo sottolineato l'importanza di non separare le famiglie - spiega l'Ong - e di non effettuare evacuazioni contro la volontà delle persone».

«Dopo la richiesta delle autorità italiane - fa sapere Msf -, abbiamo fornito informazioni sul numero delle donne incinte e degli altri casi vulnerabili che si trovavano a bordo: sei donne incinte, 123 minori non accompagnati, 11 bambini e oltre 15 persone con ustioni chimiche gravi. Il Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo italiano (MRCC) ha risposto che sarebbero state trasferite solo le donne incinte, senza i loro mariti».

A questo punto l'Ong ha evidenziato «l'importanza di non separare le famiglie e di non effettuare evacuazioni contro la volontà delle persone».

«Non abbiamo più ricevuto risposta dalle autorità italiane - sottolinea Msf - né alcuna conferma. La situazione medica generale era stabile. La cosa più importante era fornire al più presto un porto sicuro per tutte le 629 persone vulnerabili a bordo, che erano in mare da venerdì ed erano sopravvissute alla pericolosa traversata del mare».

Medici senza frontiere ricorda infine che «secondo il diritto internazionale, un'operazione di soccorso si conclude solo quando tutte le persone soccorse raggiungono un porto sicuro».
 
«Contenti per la soluzione su Aquarius» - «Sono lieto che su Aquarius sia stata trovata una soluzione e mi complimento con la Spagna ma anche con l'Italia e gli stati membri, per come mettono in pratica i nostri valori», Così il Commissario Ue Avramopoulos alla plenaria a Strasburgo.

«Mentre l'Aquarius si recava a Valencia sono stati sbarcati a Catania 900 altri migranti a conferma che l'Italia sta continuando ad assumersi le proprie responsabilità», ha aggiunto.

«Non sono state rispettate le regole del mare» - «Nel caso di soccorso da dare in mare di fronte a situazioni di emergenza le regole sono chiare: bisogna sbarcare i passeggeri nel porto sicuro più vicino. Queste regole devono essere applicate e non è successo. Ce ne rammarichiamo come se ne è rammaricata SOS Mediterranée».

Lo ha detto la ministra degli Affari europei francese, Nathalie Loiseau, rispondendo a una domanda sul caso Aquarius durante l'ora delle domande del governo davanti all'Assemblea nazionale e aggiungendo: «La Francia non ha ricevuto nessuna informazione dalla presidenza del Consiglio italiana su una richiesta di scuse o su un possibile annullamento della visita di Giuseppe Conte».

Macron: «Non si cede all'emozione» -  Il presidente francese Emmanuel Macron - intervenendo sul caso Aquarius - ha assicurato di «lavorare con l'Italia» ed ha lanciato un appello a «non cedere all'emozione».

Macron - parlando a Mouchams, in Vandea, dove è in visita questo pomeriggio - ha lanciato un appello «a non cedere all'emozione che alcuni manipolano» sulla vicenda dell'Aquarius, assicurando poi che la Francia «lavora mano nella mano con l'Italia» nella gestione dei flussi migratori. Macron ha aggiunto di respingere la «politica del 'tanto peggio', che fa finire tutti in preda all'emozione»

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