Keystone
STATI UNITI
04.06.18 - 07:280
Aggiornamento : 10:33

Altri guai per Facebook: condivide i dati con i big del mobile

Secondo il "New York Times", il colosso di Zuckerberg si sarebbe accordato con gruppi come Apple, Amazon, BlackBerry, Microsoft e Samsung

NEW YORK - Facebook ancora nel mirino sul fronte della violazione della sfera privata: secondo quando scrive il New York Times, nel tempo avrebbe stipulato accordi con almeno 60 produttori di smartphone, tablet e altri dispositivi mobili, permettendo loro di accedere ai dati personali di migliaia di utenti e dei loro "amici" senza esplicito consenso.

Tra i gruppi con cui il colosso di Mark Zuckerberg negli ultimi dieci anni avrebbe siglato intese ci sarebbero Apple, Amazon, BlackBerry, Microsoft e Samsung.

La maggior parte di questi accordi basati sulla condivisione dei dati personali - scrive il New York Times - è ancora in vigore e ha permesso a Facebook di estendere enormemente il suo raggio d'azione, lasciando i produttori di dispositivi mobili liberi di offrire e diffondere ai propri utenti alcuni dei servizi più popolari che caratterizzano il colosso dei social media.

In cambio Facebook ha permesso a gruppi come Apple e Samsung di accedere alle informazioni personali dei propri utenti e dei loro "amici" sulla piattaforma social, anche nei casi in cui questi ultimi erano convinti di aver negato ogni condivisione dei propri dati.

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, che ha riguardato la sottrazione di decine di milioni di dati personali di utenti di Facebook utilizzati per scopi politici, questa nuova vicenda rischia di sollevare un nuovo polverone sul gruppo di Mark Zuckerberg. I vertici di Menlo Park infatti hanno sempre parlato di una stretta sulla raccolta di dati personali a partire dal 2015, ma avrebbero omesso di svelare alcune eccezioni. Tra queste proprio quella riguardante l'esenzione per i produttori di smartphone, tablet ed altri dispositivi hardware.

La replica di Ime Archibong, vicepresidente di Fb - Facebook ha dato accesso ai dati degli utenti ai costruttori di dispositivi mobili al solo scopo di portare il social network sui diversi smartphone esistenti, in un periodo in cui non c'erano i negozi di app. Lo scrive il vicepresidente di Facebook Ime Archibong in risposta al New York Times. I costruttori hanno «firmato accordi che impedivano l'uso delle informazioni» per scopi diversi, scrive, e hanno chiesto il consenso degli utenti.

 

Commenti
 
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MIM 1 anno fa su tio
Ma perché colpiscono (o tentano di colpire) FB, e non si accaniscono anche contro Google, Samsung...?
Mag 1 anno fa su tio
Chiedere l'approvazione significa che una persona possa rispondere si o no senza che accada nulla. Per quello che ho visto io, se rispondi NO si bloccano i servizi o si hanno problemi di altro tipo che non sto qui a spiegare in quanto la maggior parte degli utenti sanno di cosa parlo. Quindi per me sarebbe ora che Zuckerberg, o chiunque sia il responsabile, si facciano qualche giornata di galera anche se, visto i miliardi che fanno vendendo questi dati, non avranno problemi ad uscire.
Mattiatr 1 anno fa su tio
@Mag Nessuno ti obbliga a usare Facebook. Se sei così spaventato da cosa hai letto nelle avvertenze (cosa che nessuno fa) allora i social non li dovresti usare. Il fatto è che nessuno le legge quindi nessuno si può spaventare. Poi becchi qualcuno che le legge e ''scopre'' nuovi scandali. Con i social network pubblichi dati online, dalle foto agli articoli di giornale. Non c'è da stupirsi che qualcuno usa quei dati, per quel che mi riguarda possono anche prenderli tutti.
lo spiaggiato 1 anno fa su tio
@Mattiatr Aha aha aha, che gnücc... :-)))))
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