CITTÀ DEL VATICANO
18.09.17 - 19:530
Aggiornamento : 20:11

Dossier del Vaticano su Orlandi: «È un falso»

ROMA - Un nuovo "documento inedito" del Vaticano piomba sul caso di Emanuela Orlandi: un appunto riferisce infatti di spese sostenute dal Vaticano, dal 1983 al 1997, per la ragazza scomparsa, tra spostamenti, vitto e alloggio in un pensionato di Londra, cure mediche. Un bilancio di 483 milioni di vecchie lire.

A pubblicare il documento è il giornalista Emiliano Fittipaldi in un suo nuovo libro ma a parlare del dossier è anche il Corriere della Sera. Un documento sulla cui veridicità tutti esprimono dubbi, a partire dallo stesso Fittipaldi. "Se fosse vero è gravissimo, ma anche se è un falso costruito ad arte ci troveremmo di fronte all'inizio di Vatileaks 3", ha sottolineato lo stesso giornalista del Gruppo L'Espresso.

Dalla Santa Sede immediata e dura la reazione: "Falsa e ridicola". Così il portavoce vaticano Greg Burke ha definito la nuova lettera riguardante la Orlandi. "Non ho mai visto quel documento, non ho mai ricevuto alcuna rendicontazione su eventuali spese effettuate per il caso di Emanuela Orlandi", afferma il cardinale Giovanni Battista Re, porporato che risulta tra i destinatari del documento datato 1998. In serata arriva la smentita ufficiale della Segreteria di Stato, che "smentisce con fermezza l'autenticità del documento e dichiara del tutto false e prive di fondamento le notizie in esso contenute". "Soprattutto - aggiunge - rattrista che con queste false pubblicazioni, che tra l'altro ledono l'onore della Santa Sede, si riacutizzi il dolore immenso della famiglia Orlandi, alla quale la Segreteria di Stato ribadisce la sua partecipe solidarietà".

Del contenuto di questo resoconto, cinque pagine in tutto che rinviano ad allegati al momento non noti, era a conoscenza da mesi anche Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela che con la sua famiglia da 34 anni cerca la verità. Lo rivela il loro legale Laura Sgrò precisando che materialmente però hanno visto quel dossier solo in queste ore. Anche la famiglia non è in grado di dire se sia vero o falso "ma è in ogni caso gravissimo. Perché era in possesso di mons. Balda? chi lo ha messo lì?", si chiede l'avvocato che ribadisce la richiesta della famiglia Orlandi di un incontro con "il Segretario di Stato Vaticano, con serenità, non contro ma per cercare insieme la verità. Papa Francesco dice sempre che la verità non è negoziabile, vorremmo cercarla insieme". Pietro Orlandi commenta su Facebook: "Il muro sta cadendo".

Il documento pubblicato da Fittipaldi è datato marzo 1998. La lettera in questione è scritta "al computer o, forse, con una telescrivente, ed è inviata dal cardinale Lorenzo Antonetti, allora presidente dell'Apsa, ai monsignori Giovanni Battista Re e Jean-Louis Tauran" ai vertici della Segreteria di Stato, riferisce il giornalista aggiungendo che "la lettera sembra, o vuole sembrare, un documento di accompagnamento a una serie di fatture e materiali allegati di quasi duecento pagine che comproverebbero alla Segreteria di Stato le spese sostenute per Emanuela Orlandi in un arco di tempo che va dal 1983 al 1997". Fino ad un presunto "trasferimento" presso lo Stato Città del Vaticano "con relativo disbrigo pratiche finali".

Il documento non è firmato a penna, non è protocollato e presenta una serie di errori grossolani per l'inflessibile e centenaria burocrazia d'Oltretevere. Dall'intestazione a "sua riverita eccellenza", affermazione mai usata in Vaticano, alla conclusione "in fede", più da atto notarile che da cardinale. Anche il nome di Tauran non è scritto correttamente (Jean Luis invece di Jean Louis), come anche uno degli indirizzi londinesi citati. Si parla, inoltre, di spese sostenute a partire da "gennaio 1983", quando invece la ragazza era stata rapita a giugno di quell'anno. Non ultima l'indicazione in un documento così delicato e riservato, destinato a non uscire dalle mura vaticane, del nome e cognome (con tanto di data di nascita) della ragazza, per anni ricercatissima in Italia e anche nel resto del mondo.

2 anni fa Il Vaticano ha speso quasi 500 milioni di lire per tenere nascosta Emanuela Orlandi?
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