STATI UNITI
31.01.17 - 21:460

E se Donald Trump venisse rimosso?

L'ondata di indignazione non cessa di crescere nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Alcuni credono che potrebbe essere destituito. Ma non è così semplice

WASHINGTON - Isolato, criticato da più fronti, Donald Trump continua a difendere la sua decisione di chiudere le frontiere ai cittadini di sette paesi musulmani. Da tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, aumentano le testimonianze di persone, ma anche del mondo politico e diplomatico, che denunciano l'agire brutale della nuova amministrazione americana. E si moltiplicano le petizioni contro il miliardario, che si vuole venga rimosso dal nuovo incarico.

«Psicologicamente inabile» - La rimozione del nuovo Presidente è sempre più sulla bocca degli americani. «Non si tratta che di una questione di tempo», secondo lo scrittore ed economista Robert Kuttner, che si è espresso in un blog pubblicato oggi sull'Huffington Post . «Gli appelli affinché venga rimosso si moltiplicano, perché è questo l'unico modo per sbarazzarsi di lui. Un sacco di repubblicani stanno per abbandonarlo, perché questo uomo è psicologicamente incapace di verificare la legalità delle sua azioni prima di compierle. È sempre più evidente che non sia assolutamente qualificato per guidare il Paese», ha scritto.

Kuttner ricorda che l'associazione apolitica "Free Speech for People (libertà di parola per le persone)" ha lanciato una campagna, il 27 gennaio, per la sua destituzione. L'organizzazione "Citizens for Responsibility and Ethics (Cittadini per la responsabilità e l'etica)" di Washington, ha iniziato un'azione legale nei suoi confronti presentando una querela per molteplici violazioni della clausola di ineleggibilità.

Conflitto di interessi - L'associazione denuncia come Trump continui a ricevere denaro da governi stranieri tramite il suo gruppo "Trump Organization". Il fatto di mettere i propri interessi finanziari prima di quelli del Paese, la sua strana alleanza con Putin, bastano a giustificarne il licenziamento, ha sottolineato Robert Kuttner. «Potrebbe anche essere accusato di insider trading». Lo scrittore conclude: «Dato il pericolo che rappresenta per la Repubblica e per il partito repubblicano, il licenziamento di Donald Trump è solo una questione di tempo. La domanda è piuttosto quali catastrofi dovrà sopportare l'America prima che questo accada».

Una situazione pronosticata - La questione della destituzione di Trump è diventata ricorrente dalla sua elezione. Già l'11 novembre Alan Lichtman, famoso professore di scienze politiche che aveva predetto la vittoria del repubblicano, aveva pronosticato che il Presidente avrebbe avuto a che fare con il suo "licenziamento".

«In primo luogo, perché per tutta la sua vita Donald Trump si è preso delle libertà con la legge. Ad esempio, ha usato la sua fondazione di beneficenza per risolvere i suoi debiti personali. Ma anche perché i repubblicani, che controllano il Congresso, sono nervosi», ha spiegato al Washington Post. Il professore ha anche aggiunto: «Sono abbastanza certo che Trump darà motivo di favorire la sua destituzione. Farà qualcosa che mette in pericolo la sicurezza nazionale o cercherà di trarre un vantaggio economico dalla sua posizione».

Possibile la procedura di impeachment - Più di recente, il 1° gennaio, Europe 1 ha annunciato che il Congresso potrebbe avviare una procedura di impeachment contro il Presidente. Secondo gli esperti tutte le condizioni sono soddisfatte, visti i troppi conflitti di interesse dovuti al suo impero immobiliare. Inoltre, i repubblicani preferirebbero di gran lunga vedere alla Casa Bianca il vice presidente Mike Pence, un conservatore tranquillo e totalmente prevedibile.

Appellarsi al 25esimo emendamento - Il 9 gennaio, un reporter del Washington Post ha proposto un altro metodo per sbarazzarsi del Presidente. In virtù del 25esimo emendamento, il vice presidente, e «la maggioranza dei funzionari dei dipartimenti esecutivi», possono presentare una dichiarazione scritta con i presidenti delle due Camere nella quale si dichiara l'incapacità per il Presidente di svolgere il suo lavoro. Il Presidente può contestare lo scritto, quindi, a decidere sarebbe il Congresso.

La procedura di destituzione, d'altra parte, è prevista dall'articolo II della Costituzione degli Stati Uniti e afferma che «Il Presidente, Vice Presidente e tutti i funzionari civili degli Stati Uniti possono essere rimossi dal loro incarico se dovessero risultare colpevoli di tradimento, corruzione o altri alti crimini e delitti».

Resta il fatto che, dovesse essere avviata, la procedura è lenta, lunga e complessa. Avranno voglia i repubblicani di generare un tale caos istituzionale, mentre sono al potere? Secondo Corentin Sellin, storico e specialista degli Stati Uniti d'America, la risposta è semplice: «No. E nel breve termine non ce n'è motivo».

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