Dal Mondo
02.10.01 - 06:140
Aggiornamento : 13.10.14 - 13:46

Attacco a Usa, pista soldi porta in Pakistan

NEW YORK - Soldi dal Pakistan, dalla Germania e dagli Emirati Arabi Uniti.

NEW YORK - Soldi dal Pakistan, dalla Germania e dagli Emirati Arabi Uniti. Migliaia di dollari destinati agli autori degli attacchi all´America, smistati da un misterioso pagatore divenuto un personaggio-chiave nell´inchiesta mondiale dell´Fbi. Si chiama Mustafa Ahmad ed è l´ennesimo punto di contatto tra i 6.000 morti americani e Osama bin Laden.

La traccia dei soldi sembra la più promettente, tra le molte che insegue l´Fbi da un punto all´altro del pianeta. "Facciamo progressi sul fronte finanziario", ha detto il presidente George W. Bush, rivelando che gli Usa hanno già individuato sei milioni di dollari legati ad "attività terroristiche" e 50 conti riconducibili ad Al Qaida, l´organizzazione di bin Laden (30 negli Usa, 20 all´estero).

Dopo aver scoperto nei giorni scorsi un canale finanziario aperto tra Mohamed Atta, il presunto capo dei 19 dirottatori, e gli Emirati Arabi (via Germania), adesso gli investigatori hanno compiuto un passo ulteriore, avvicinandosi sempre più a bin Laden. Secondo fonti citate dalla Cnn, ci sono le prove che almeno 100.000 dollari nel corso dell´ultimo anno sono partiti da conti in Pakistan e sono finiti nelle tasche di Atta, che si stava addestrando in Florida per imparare a lanciare un Boeing 767 contro le Torri Gemelle.

Stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni, Al Qaida avrebbe versato tra i 400-500 mila dollari per finanziare l´attacco. Le tracce della circolazione di quel denaro sono rimaste impigliate in conti aperti in mezzo mondo. In Florida, per esempio, sono state ricostruiti due trasferimenti di denaro a favore di Atta, arrivati l´8 e il 9 settembre - pochi giorni prima delle stragi - da un conto aperto a Dubai, negli Emirati Arabi. Lo stesso Atta avrebbe poi provveduto a dividere i soldi con i complici, attraverso assegni circolari.

Il titolare di quel conto, ora congelato dalle autorità locali, è un uomo finito nella lista dei ´nemicì a cui la Casa Bianca ha ordinato di bloccare i fondi in tutto il mondo. Di lui si conoscono due identità, Sheikh Saeed o Mustafa Mohamed Ahmad, noto negli Usa dai tempi dell´esilio di bin Laden in Sudan, quando Ahmad già si occupava delle finanze di Al Qaida.

Un uomo con un passaporto saudita intestato a Mustafa Ahmad risulta aver lasciato Dubai per Karachi (Pakistan) proprio l´11 settembre, facendo perdere le proprie tracce.

Prima di ripartire, Ahmad aveva ricevuto indietro dai terroristi-kamikaze il denaro avanzato. Atta gli aveva inviato 5.000 dollari, Marwan Al-Shehhi 5.400 e Waleed Alshehri 5.200. Si tratta di un altro dettaglio che sembra chiamare in causa Al Qaida, un´organizzazione munifica con i terroristi, ma anche attenta a recuperare ogni spicciolo non speso: lo ha fatto anche negli attentati alle ambasciate Usa in Africa nel 1998.

La ´taccagnerià di bin Laden, documentata da vari pentiti, è dimostrata anche dalla preferenza di banche islamiche per gli affari della holding: dietro a quella che potrebbe sembrare una scelta religiosa, c´è in realtà il fatto che la legge islamica vieta alle banche di far pagare interessi sulle operazioni.

Gli arresti intanto proseguono in tutto il mondo. "Ne sono stati eseguiti 150, in 25 paesi diversi", ha detto Bush, tracciando un bilancio delle indagini. Tra gli ultimi, figura l´arresto di un uomo di 43 anni, di cui non è stato reso noto il nome, avvenuto a Londra. Le manette sono scattate anche in Bosnia, mentre in India l´Fbi segue una pista che parte dall´arresto di due indiani negli Usa come ´testimoni materialì.

Arresti anche in Giordania: tra gli altri, è tornato in carcere Issam Barqawi, già arrestato nel 2000 nelle indagini sulle stragi del Millennio legate a bin Laden e poi prosciolto.

Negli Usa, l´Fbi ha formalizzato le accuse contro due immigrati ispanici accusate di aver aiutato i dirottatori ad ottenere documenti d´identità.

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