CANTONE
04.03.15 - 16:190
Aggiornamento : 10.01.18 - 10:20

Valorizzare il lavoro in famiglia

Evelyne Battaglia-Richi, candidata donne PPD al Gran Consiglio

Il lavoro non remunerato ricopre un notevole ruolo nella nostra economia. L’importanza economica del lavoro svolto in famiglia merita considerazione in quanto rappresenta con ca. 260 miliardi di franchi il maggior onere dell’economia familiare ciò nonostante è una somma che non rientra nei calcoli delle rendite di vecchiaia. Impoverisce soprattutto le donne, più longeve, che svolgono la maggior parte di questo lavoro, ma indirettamente pure le famiglie stesse.

Se vogliamo una società che incentivi la famiglia come nucleo fondamentale, dovremmo considerare concretamente questo grande lavoro non retribuito, del quale tutti ne usufruiamo.

L’esperienza e le competenze educative e sociali acquisite per anni all’interno della famiglia non danno punteggi sul curriculum quando ci si vuole reinserire nel mercato del lavoro , portando ad una minore contribuzione al sistema pensionistico da parte delle donne con evidenti svantaggi per la loro vecchiaia. Dovrebbe essere possibile e incentivato il computo di questi anni di esperienza di lavoro familiare almeno ai fini dei curricoli professionali, per favorire le pari opportunità. Credo che si sottovaluti che il sostegno sociale di cui tutti necessitiamo per una buona qualità di vita dipende non solo dall’equità del reddito ricevuto per lo stesso lavoro a parità d’impiego, ma anche per quello svolto senza aver percepito una remunerazione.

Alle donne servono parità di stipendio ed eque possibilità di carriera professionale. Non è un caso infatti che in ambito economico e politico, soprattutto nei ruoli direttivi, sono presenti pochissime donne. Serve un’ accesso più equo al mercato del lavoro e non solo a quello della formazione, integrando anche gli anni di lavoro in famiglia nella valutazione. L’alternanza tra periodi di lavoro remunerato e non remunerato deve essere possibile durante i vari cicli della vita per le prossime generazioni per entrambi i generi.

Ci sono iniziative per favorire il rientro al lavoro delle donne dopo gli anni dedicati alla famiglia che aspettano di essere promosse in parlamento, come l’iniziativa generica per l’istituzione di un fondo cantonale per il finanziamento delle attività di accoglienza complementari alla famiglia e alla scuola del 2013 (N. Ghisolfi e cofirmatari).

Anche l’iniziativa nazionale per esentare la tassazione dell’assegno di famiglia in votazione è un gesto nella giusta direzione. Sarebbe peccato se non fosse accolta solo perché non proviene dall’area della sinistra e non considera esclusivamente le fasce deboli di reddito per le quali abbiamo una sensibilità speciale. La disuguaglianza è un problema trasversale a tutte le fasce di reddito e lo dimostrano le difficoltà delle famiglie che incontriamo a tutti i livelli sociali. Le donne sono più sensibili a questi aspetti di un’economia parallela che produce effetti forti su tutti ma maggiormente sulle donne. Favorire un equo accesso al parlamento alle donne alle prossime elezioni, potrà permettere maggiore attenzione a questi aspetti della nostra società a beneficio di tutti.

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