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Sul palco, tra gli altri, anche Hindi Zahra.
CANTONE
13.06.18 - 12:180

È il momento di Festate

Il Festival di culture e musiche del mondo di Chiasso si appresta a dare il via alla sua 28esima edizione

CHIASSO - Venerdì 15 giugno, alle 21, in Piazza del Municipio, il quartetto ucraino DakhaBrakha avrà il compito di aprire la rassegna. World music di ottima fattura, quella che porteranno sul palco i quattro musicisti. Il nome DakhaBrakha è originale, eccezionale e autentico allo stesso tempo. Significa “dare / avere” nella vecchia lingua ucraina. DakhaBrakha è stato creato nel 2004 al Centro d’arte contemporanea Dakh di Kiev dal regista teatrale Vladyslav Troitskyi. Dopo aver sperimentato la musica popolare ucraina, il gruppo ha
aggiunto i ritmi del mondo, dando vita a un amalgama sonoro assolutamente sorprendente. 

La serata di venerdì proseguirà in compagnia della cantante di origine marocchina Hindi Zahra. Le prime melodie che Hindi ascolta sono quelle della musica tradizionale berbera, della musica indiana ed egiziana, per poi passare al rock psichedelico, al reggae e al soul. A 12 anni si trasferisce a Parigi ed è in Francia che dà il via alla sua carriera. Nel 2010 esce l’ormai celebre "Handmade", un album che richiama subito l’attenzione del grande pubblico: il suo stile  e la sua voce non passano inosservati. 

Poi sarà il momento del combo siriano 47 Soul: il nome del gruppo allude al 1947, l’anno in cui era ancora possibile incontrarsi nella Grande Siria, dove una libertà di circolazione oggi ormai estranea abbatteva i confini tra Gerusalemme, Amman, Damasco e Beirut; l’anno immediatamente precedente a quello della fondazione dello stato di Israele e della prima guerra arabo-israeliana. Gli stessi confini che i 47 Soul vogliono cancellare, celebrando la memoria di quel 1947 a suon di musica. La band presenta al mondo il proprio e unico genere musicale denominato “Shamstep”, un potente mix di musica da strada della regione Bilad al-Sham combinato con ritmi elettronici e influenze funk, hip-hop e rock.

Sabato 16 giugno, sempre alle 21, sul palco vedremo invece la cantante, danzatrice e percussionista ivoriana Dobet Gnahoré, la nuova grande voce dell'Africa:  interpreta le proprie composizioni in differenti lingue africane, oltre che in francese e in inglese, in una
miscela di elementi sonori e ritmici. 

Poi sarà il momento di James Senese, che porterà con sé i suoi Napoli Centrale:  «Sono arrivato all’età di 73 anni felice di questo traguardo - spiega Senese in uno scritto - Il tempo è una cosa che assume significato col passare degli anni; da giovane ci fai poco caso, non te ne curi. Ma poi quando comincia a correre cerchi di fissarlo, di rallentarlo. Io lo faccio armato di sax e sentimento. Sono nato nel 1945, anno della fine della guerra, da padre americano e madre napoletana. Sin da piccolo ho sempre cercato di contrastare quello che ritenevo ingiusto, primo fra tutti il pregiudizio... Poi un giorno ho scoperto lo strumento che ha cambiato per sempre la mia vita, il sassofono.
Lì ho condensato tutte le mie angosce, le mie paure, soffiandole via, letteralmente».

Dopo Senese, sabato, a chiudere l'edizione 2018 della rassegna, sarà la band salentina Après La Classe. Attiva dal 1996, la formazione si afferma subito nei vari live club pugliesi. Nel 2002 pubblica il primo lavoro discografico, omonimo, e da quel momento ha inizio una lunga ed intensa attività live in tutta Italia, tra ska e patchanka. L'anno scorso è uscito "Circo Manicomio", il sesto album in studio del gruppo.

 

 

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