FFDUL
Il programma di sabato del Film Festival Diritti Umani Lugano.
CANTONE
17.10.20 - 08:000

Sahara, Bergamo e Amazzonia nell'offerta del FFDUL

Sabato ricco di film da non perdere tra Mendrisio e Lugano

LUGANO - La quarta giornata del Film Festival Diritti Umani Lugano si apre a Mendrisio con i documentari "Fucili o murales: la lotta non violenta del popolo Saharawi" di Jordi Oriola Folch e "Il muro: la ferita del Sahara" di Gilberto Mastromatteo e Fiorella Bendoni, in collaborazione con il Comitato Svizzero di sostegno al Popolo del Sahara Occidentale, il Gruppo di sostegno di Ginevra per la protezione e la promozione dei diritti umani nel Sahara Occidentale, e l’Associazione per lo sviluppo delle energie rinnovabili, Sahara, Solare, Solidale (Cinema Plaza, Mendrisio, ore 14.45).

L’ultima colonia in Africa, quella dei Saharawi, e il muro che si trova nel deserto del Sahara e parte dal Marocco tagliando in due il territorio del popolo Saharawi, sono i protagonisti di queste due pellicole. Le proiezioni saranno seguite dal dibattito “Prevenzione dei conflitti: principio applicato nel Sahara Occidentale?”, in cui intervengono Gilberto Mastromatteo, co-regista de "Il Muro", Francesco Bastagli, ex rappresentante di Kofi Annan nel Sahara Occidentale ed ex capo della Minurso e Giulia Olmi, coordinatrice progetti CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli) Algeria e campi rifugiati saharawi, moderati da Gianfranco Fattorini, Gruppo di Ginevra.

In contemporanea, in collaborazione con l’Associazione FRASI, verrà proposta la replica del film "The Pageant", di Eytan Ipeker, la quale sarà seguita dal dibattito “Memoria, sofferenza e spettacolo”, in cui intervengono Francesca Giordano, membro RiRes (Unità di Ricerca sulla Resilienza), e Gabriele Nissim, giornalista, moderati da Sarah Simic, progettista FRASI (Cinema Iride, Lugano, ore 14.45).

Al Palazzo dei Congressi di Lugano, in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri, nel pomeriggio viene proposto il cortometraggio "Into The Fire" di Orlando Von Einsiedel, in cui l’autore segue un gruppo di donne sminatrici che affrontano, correndo indicibili rischi, le paure e le ferite lasciate dalla guerra (ore 14.45). La proiezione sarà seguita da un dibattito sulle conseguenze delle munizioni a grappolo con interventi di Carla Del Ponte, già procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia, presidente onorario Comitato d’Onore FFDUL, l’ambasciatore Félix Baumann, presidente della seconda Conferenza di revisione della Convenzione sulle munizioni a grappolo, l’ambasciatore Stefano Toscano, direttore del Centro internazionale per lo sminamento umanitario (GICHD), Tibisay Ambrosini, responsabile Relazioni Istituzionali Campagna italiana contro le mine e Roberto Agosta, direttore di SwissLimbs, moderati da Alessia Caldelari, giornalista RSI.

Nel tardo pomeriggio, a Mendrisio, il Festival propone "Amazonian Cosmos" di Daniel Schweizer, in collaborazione con RSI e con Sacrificio Quaresimale e Alliance Sud (Cinema Plaza, Mendrisio, ore 17.45). La pellicola racconta la storia di alcuni indiani Macuxi e Yanomami d’Amazonia che accettano l’invito di un Ong ad andare a Ginevra, all’ONU, per difendere i loro diritti e i loro territori sempre più in pericolo. La loro odissea nel mondo dei bianchi si trasforma in uno sguardo etnografico all’inverso sull’Occidente e in una critica sciamanica alla nostra società dei consumi. Il regista, Daniel Schweizer, sarà presente in sala durante il dibattito post-proiezione “La voce di un popolo per i diritti e l’ambiente di tutti”, in cui interverrà anche Elaine Pisa, imprenditrice sociale, e sarà moderato da Bettina Müller, giornalista.

Sempre prima della produzione serale, verrà proiettata la prima internazionale del film "Ritorno in apnea" di Anna Maria Selini (Cinema Iride, Lugano, ore 17.45). Il documentario ci porta nella provincia di Bergamo, la provincia più flagellata dal Covid-19, tra luoghi e persone direttamente colpite. Un’esperienza che diventa sempre meno giornalistica e più personale, tra il dolore e il trauma collettivo. Alla fine del film, Anna Maria Selini, regista, Alberto Valtellina, produttore del film, Lina Bertola, filosofa, a Mattia Lepori, medico, saranno presenti in sala per il dibattito “Raccontare l’emergenza della pandemia tra dolore e trauma collettivo. Un nuovo concetto di libertà?”, moderati da Bruno Bergomi, giornalista e presidente Fondazione Diritti Umani.  

Sabato sera, il FFDUL torna nella sala storica del Cinema Corso, proponendo "Yalda, A Night For Forgiveness" del regista Massoud Bakhshi, che sarà presente in sala per il dibattito post-proiezione “Dolore, perdono e vendetta nello show-business”, moderato da Luisa Ballin, giornalista (Cinema Corso, Lugano, ore 20.45). Il film, vincitore del Gran Premio della Giuria all’ultimo Sundance Film Festival, racconta fino a che punto la vita privata possa essere utilizzata per raccogliere consensi televisivi. La serata sarà in collaborazione con il Festival Film e Forum sui Diritti Umani di Ginevra. In contemporanea, a Mendrisio, sarà riproposto "Nasir", la pellicola di Arun Karthick (Cinema Plaza, Mendrisio, ore 20.45).

Il Film Festival Diritti Umani Lugano è in prevendita su Biglietteria.ch.

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