Harraga/ Ricardo Torres
MASSAGNO
01.12.16 - 18:190

Harraga - Vite in fuga, storie di migrazione di ieri e di oggi

L'appuntamento è per sabato 3 dicembre al Cinema LUX art house

MASSAGNO  - Giunto alla sua terza edizione “Harraga – Vite in fuga” sarà ospite del Cinema LUX art house di Massagno, sabato 3 dicembre dalle 14.30 alle 22.30.

Per questa edizione, l’evento volgerà lo sguardo al recente passato della migrazione cilena in Svizzera accostandolo all’attualità degli sbarchi nella vicina penisola italiana, con epicentro a Lampedusa, e del rafforzamento dei confini tra le zone più disparate del mondo.

Al centro della giornata del 3 dicembre 2016 il dibattito avrà come fil rouge: “Storie di migrazione di ieri e di oggi”, moderato dal giornalista e scrittore Daniele Biella, che accompagnerà lo scambio di prospettive tra gli ospiti che operano nell’ambito del diritto d’asilo e del sostegno ai migranti.

A conclusione del dibattito ci sarà un ricco “buffet migrante” presso il Salone Cosmo di Massagno (a due passi dal Cinema Lux art house) con prelibatezze siriane organizzato dal catering Nissaa al Amal.

I tre documentari - Nel corso della giornata saranno proiettati tre documentari che trattano l'esperienza migratoria da diversi punti di vista, rivolgendo l’attenzione ai protagonisti e alle loro storie.

Aprirà l’evento il documentario "La barca non è piena", diretto dal regista svizzero Daniel Wyss, che sarà ospite del dibattito. La pellicola racconta l’esilio di milioni di uomini e donne cileni e la mano tesa di una parte del popolo che sfiderà le pressioni del governo. Questa “mano tesa” ha salvato un gran numero di vite umane in pericolo.

Si proseguirà con il documentario “Lampedusa in Winter” di Jakob Brossmann che mostra “un’altra faccia” di Lampedusa, comunemente definita “l’isola dei rifugiati”: isolata durante l’inverno, senza turisti ed in costante lotta per la solidarietà con i rifugiati africani.

Concluderà la giornata la proiezione di “Walls – Muros” di Pablo Iraburu e Migueltxo Molina. Documentario che, attraverso storie intense ed intime di chi vive da un lato o dall’altro di tre dei tanti muri eretti a livello mondiale, dimostra che condividiamo tutti le stesse speranze, paure, pensieri ed emozioni: lo stesso desiderio di sopravvivere.

«Quest’anno non dedicheremo a nessun popolo in particolare la giornata, preferendo una prospettiva storica che dia la possibilità di rivolgere lo sguardo a momenti, contesti diversi e alle diverse implicazioni e risposte. Le migrazioni internazionali sono una costante della storia umana; nessun muro, nessuna recinzione, nessun chilometro di filo spinato è in grado di fermare i movimenti degli esseri umani, ciò nonostante la storia sembra non averci insegnato nulla. I confini tra prosperità e povertà diventano sempre più alti e difficili da superare, la chiusura si fa sempre più forte e la retorica della paura e dell’emergenza sempre più pressante», sottolineano le organizzatrici dell’evento.

L’associazione Gruppo Harraga è un collettivo di donne unitosi con l’idea di parlare di movimenti migratori da un’altra prospettiva, mettendo le persone al centro e dando un’immagine umana ai flussi di persone che si muovono in cerca di una vita migliore, con l’obiettivo di rovesciare quella visione povera di solidarietà e piena di odio. Paura e chiusura sono caratteristiche delle politiche migratorie, l’associazione sostiene la libera circolazione e il diritto di fuga di donne e uomini.

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