Foto: Jan Graber
Fare le cose in grande con poco: Oliver (sinistra) e Merlin Ouboter.
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Innovazione & energia
13.07.21 - 11:000

Lo spirito libero della mobilità elettrica

Ritratto di un’impresa eccentrica ma elegante.

Lanciati sul mercato in maniera decisamente inusuale, entrambi questi veicoli elettrici conquistano grazie allo stile al contempo retrò e moderno: il Microlino e la Microletta. Ritratto di un’impresa inconsueta ma di grande eleganza.

«Nostro padre è uno spirito libero», spiega Merlin Ouboter e suo fratello Oliver si dice d’accordo. Loro padre? Wim Ouboter, inventore del Micro Scooter e quindi colui che nel 1997 diede avvio alla moda dei monopattini pieghevoli. Di fronte a me sono seduti i suoi due figli: Oliver, 27 anni, e Merlin, 25, entrambi in camicia bianca candida, con bracciali d’argento ai polsi ed eccentrici anelli d’argento alle dita. Di fronte a me siede la consapevolezza del proprio stile.

Ma qui non parleremo dell’aspetto dei due fratelli bensì di quello di due oggetti che trasmettono la medesima eleganza: la microvettura elettrica Microlino e il monopattino elettrico Microletta. «Ci occupiamo di mobilità ormai da parecchio tempo», spiega Merlin. La loro convinzione: utilizziamo sempre meno l’auto ma ce ne sono sempre di più in circolazione. «Si parla sempre di sostenibilità ma poi non ci comportiamo in maniera sostenibile», spiega.

«Siamo convinti che non sia concepibile eliminare i veicoli coperti per la mobilità individuale», spiega Oliver. Nel 2015 hanno quindi elaborato un progetto personale: avrebbero costruito loro stessi un’auto, una microvettura in stile anni ’50. I modelli? BMW Isetta, Heinkel Kabine e Zündapp Janus.

Il lancio durante il salone dell’auto

Detto, fatto: hanno sviluppato un primo prototipo e… fatto tutta alla rovescia. Invece di cominciare a pensare alla produzione in serie, hanno elaborato il design, trovato la tecnologia adatta e presentato la microvettura… a una fiera del giocattolo.

Le reazioni positive li hanno convinti a presentare il Microlino anche al Salone dell’auto di Ginevra 2016 con lo slogan «This is not a car». La risposta è stata immensa: le 500 riservazioni offerte «per scherzo» sono andate a ruba in due giorni. «Per noi è stato il momento decisivo. Da lì abbiamo capito che avremmo cominciato a produrre in serie», spiega Oliver.

Così sono cominciate le difficoltà che hanno portato a un completo redesign e a una controversia legale che fortunatamente ha potuto essere risolta. Non volendo restare bloccati senza fare nulla durante i procedimenti legali, hanno utilizzato il tempo a disposizione per sviluppare un secondo prodotto: la Microletta. «Questa motoretta elettrica va a colmare la nicchia tra monopattini e motociclette», spiega Merlin. E naturalmente il modello visivo per la Microletta è di nuovo un’icona degli anni ’50: la Vespa.

In circolazione sulle strade dall’autunno

I due fratelli si impegnano inoltre affinché il Microlino sia incluso nel calcolo della CO 2 media della flotta. Questo permette ai produttori di auto elettriche di collaborare con le grandi case automobilistiche che producono auto con motori a combustione: queste ultime possono ridurre le proprie emissioni totali di CO 2 ed evitare sanzioni mentre le prime ottengono un sostengo finanziario.
Si tratta di una specie di sovvenzionamento trasversale.

«Con il Microlino e la Microletta diamo un contributo importate alla sostenibilità», afferma Merlin convinto mentre mi accompagna alla stazione a bordo del prototipo. La vettura non è ancora pronta: il motore elettrico ronza troppo rumorosamente, ci sono ancora alcuni cavi scoperti e alcune parti sono fissate con lo scotch. Ma a partire dall’autunno, le prime di queste microvetture elettriche sfrecceranno ufficialmente sulle strade.

 

www.microlino-car.com 

Foto: Jan Graber
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